in provincia di Siena

1 marzo 2011

Tozzetti (Pd): “Difendiamo la scuola pubblica dagli attacchi del premier”

“Non possiamo accettare che questo governo distrugga la scuola pubblica per poter formare un’unica classe dirigente a sua immagine e somiglianza, in scuole elitarie riservate a pochi predestinati. Ricordiamo la lezione di Pietro Calamandrei, uno dei padri della nostra Repubblica, che nel 1950 metteva in guardia dal pericolo di una ‘larvata dittatura’, istituibile attraverso lo smantellamento della scuola pubblica. Parole che oggi suonano pericolosamente attuali”. Leggi tutto

24 febbraio 2011

Ceccuzzi: “Un nuovo piano del traffico per ridurre i tempi di percorrenza nella città”

Elaborare un nuovo piano del traffico che punti a incentivare l’uso del mezzo pubblico, ridurre l’impiego delle auto private, favorire gli spostamenti a piedi e, laddove possibile, in bicicletta. E’ questo secondo Franco Ceccuzzi, candidato sindaco del centrosinistra uno dei primi atti che la prossima amministrazione comunale dovrà affrontare per garantire ai cittadini una qualità della vita più elevata e un sistema della mobilità più sostenibile. Ceccuzzi, nell’ambito di un incontro organizzato dal circolo trasporti del Pd al quale ha partecipato anche l’assessore regionale Luca Ceccobao, ha parlato anche delle proposte della sosta e della situazione del trasporto pubblico. Leggi tutto

24 gennaio 2011

Montibello, Pd: “Subito un piano strategico per il risanamento e il rilancio dell’Ateneo”

“Lo sforzo progettuale per rilanciare l’Università di Siena annunciato dal rettore Angelo Riccaboni è indispensabile per dare un futuro al nostro Ateneo. Crediamo, al contempo, che ci sia bisogno di spingere sull’acceleratore delle misure rigorose per un risanamento strutturale, che consenta di ridurre il disavanzo di gestione corrente”. Con queste parole Donato Montibello, responsabile provinciale università del Partito democratico, interviene sulla situazione dell’Ateneo senese. Leggi tutto

20 gennaio 2011

Pd: “Finanziaria, a Monteroni d’Arbia tagliati 460mila euro in due anni”

“190mila euro per il 2011 e 270mila euro per il 2012: a tanto ammontano i tagli previsti dal Governo per il Comune di Monteroni d’Arbia. Una ‘stangata’ che rischia di destrutturare servizi e attività fondamentali che hanno sempre garantito un’alta qualità della vita della nostra comunità”. E’ questo l’allarme lanciato dall’Unione comunale del Partito democratico di Monteroni d’Arbia, che nei giorni scorsi ha approvato un documento sui vincoli di spesa imposti dal governo al Comune della Valdarbia. Leggi tutto

4 gennaio 2011

Nasorri: “Il bilancio 2011 affronta il presente e guarda al futuro della provincia di Siena”

“Coniugare il rigore nell’uso delle risorse e la massima efficienza amministrativa con la necessità di ridare slancio allo sviluppo, sostenendo l’innovazione, valorizzando le eccellenze e mantenendo il livello massimo di investimenti per favorire la crescita economica e l’occupazione”. Con queste parole Marco Nasorri, capogruppo del Partito democratico in consiglio provinciale, sintetizza i punti essenziali del bilancio di previsione per il 2011, approvato nei giorni scorsi dal consiglio provinciale senese. Leggi tutto

26 novembre 2010

Rondoni: “Con i tagli a rischio il rilancio del turismo a Chianciano Terme”

“I tagli del Governo a Regione ed Enti Locali rischiano di stroncare sul nascere ogni tentativo di rilancio di  Chianciano Terme, soprattutto colpendo uno dei motori economici più importanti, quello turistico”. Con queste parole Massimo Rondoni, segretario dell’Unione comunale del Partito Democratico di Chianciano Terme, commenta la manovra correttiva del Governo che provocherà pesanti conseguenze anche nei progetti di rilancio della cittadina termale. Leggi tutto

2 dicembre 2010

Meloni (Pd): “Scendiamo in piazza con le istituzioni per difendere il diritto alla mobilità”

“Aderiamo con convinzione all’iniziativa organizzata dalla Provincia e dal Comune di Siena a sostegno del trasporto pubblico locale. Per questo scenderemo in piazza al fianco delle istituzioni, delle associazioni e dei cittadini per ribadire la nostra preoccupazione e la nostra contrarietà ai tagli a uno dei comparti più importanti per la mobilità delle persone”. Leggi tutto

27 ottobre 2010

Tagli al trasporto pubblico, il Pd di Poggibonsi aderisce alla protesta

“Il Partito democratico di Poggibonsi è preoccupato per i tagli al trasporto pubblico locale che il Governo ha effettuato nella finanziaria estiva. Nel nostro comune ci sono moltissimi pendolari, che ogni giorno per lavoro si spostano verso Siena, Firenze e altre destinazioni all’interno della Regione, che rischiano di essere penalizzati dalla drastica riduzione dei finanziamenti pubblici al settore”. Con queste parole Gabriele Rizzo, segretario del Pg di Poggibonsi, interviene a sostegno della campagna contro i tagli promossa da Legambiente e dalle associazioni di categoria del trasporto pubblico Confservizi Asstra e Anav Toscana Leggi tutto

7 ottobre 2010

Intervista ad Antonio Loia, responsabile Enti Locali del Pd provinciale

A partire dalle prossime settimane, gli Enti Locali saranno alle prese con l’approvazione dei bilanci. Gli amministratori locali di tutta Italia e di entrambi gli schieramenti denunciano da mesi gli effetti devastanti che avrà la riduzione dei trasferimenti statali sui cittadini e sulle imprese. Sarà così anche in Toscana?
Stando al Dpef regionale per il 2011, il sistema delle autonomie toscane avrà nel complesso 700 milioni di euro in meno – circa 1400 miliardi delle vecchie lire – da destinare ai servizi ai cittadini. Una cifra enorme, cui si arriva sommando i 300 milioni di euro tagliati alla Regione con i 400 in meno di cui disporranno province e comuni. Una cifra che, divisa per 3 milioni e mezzo di cittadini toscani, fa un taglio di 200 euro in meno pro capite. Risorse che i cittadini toscani dovranno tirare fuori di tasca se vorranno continuare a usufruire degli attuali servizi pubblici locali, dal trasporto alla sanità, fino al sociale. Il governo e la maggioranza da una parte ci propinano una vuota propaganda federalista, cara alla Lega Nord, e dall’altra riducono pesantemente le capacità di spesa delle autonomie locali: non solo con minori trasferimenti ma anche con i vincoli del patto di stabilità, che bloccano gli investimenti e quindi la ripresa economica nei territori, indipendentemente dallo stato di salute dei bilanci delle singole amministrazioni.
Sacrifici – è la replica del Governo – che ci impone l’Europa a causa della crisi internazionale…
Il punto è chi sostiene questi sacrifici. La manovra scarica tutto il proprio peso sulle fasce più deboli della popolazione, sui redditi da lavoro, sulle pensioni. A pagare sarà chi guadagna 800, 1000 e 1200 euro al mese; chi percorre la Siena-Firenze o la Siena-Bettolle per lavoro, ed è costretto a pagare un pedaggio ingiusto e assurdo. I disoccupati atipici, che non avranno redditi né ammortizzatori sociali. I lavoratori a tempo determinato del pubblico impiego o chi ha contratti di collaborazione che non saranno rinnovati, indipendentemente dal merito. Altro che lotta agli sprechi e alle inefficienze! Lotta contro i diritti dei cittadini, dei lavoratori, degli studenti, dei pensionati, delle piccole e piccolissime imprese. I redditi milionari, i grandi patrimoni, le rendite, invece, non pagheranno neanche un euro al “sacrificio necessario a salvare la Patria”. Né tantomeno gli evasori, graziati da scudi fiscali e condoni di ogni tipo. È inaccettabile. In Italia l’evasione è il doppio di quella di Francia e Germania e negli ultimi anni è cresciuta del 20 percento. Per non parlare della corruzione, che al nostro Paese costa altri 60 miliardi all’anno e che blocca lo sviluppo.
Quali saranno i servizi pubblici locali più colpiti?
Fatta salva la sanità, che la Regione garantirà agli stessi livelli del passato e senza ticket, le risorse a disposizione per tutti gli altri servizi sono praticamente la metà rispetto agli anni precedenti. A cominciare dal trasporto pubblico locale su treno e gomma, che dovrà essere erogato con 200 milioni di euro in meno rispetto agli anni passati. Per l’assistenza agli anziani ci saranno meno 30 milioni; per l’ambiente meno 27 milioni; per le strade meno 15 milioni; per gli incentivi alle imprese meno 56 milioni; per l’agricoltura meno 53 milioni. E per il 2012 e gli anni seguenti il taglio è ancora maggiore: 350 milioni anziché 300. Ricondotte in un quadro nazionale, queste cifre significano la messa in liquidazione dello stato sociale, delle politiche di welfare che hanno garantito nei decenni passati la coesione e lo sviluppo del paese. Non c’è un progetto riformatore che sarebbe assolutamente necessario, bensì l’attuazione di un disegno ideologico che vuole affondare il sistema pubblico, scaricando sui livelli amministrativi più vicini ai cittadini – cioè Comuni e Province – l’onere di tagliare i servizi o di aumentare le tariffe.
Sul fronte del contenimento della spesa pubblica, anche il governatore toscano Enrico Rossi sta lavorando ad un piano di efficientamento dell’amministrazione regionale.
La razionalizzazione della spesa era stata ampiamente annunciata da Enrico Rossi in campagna elettorale. Occorre però distinguere tra Regione a Regione, fra chi ha ben amministrato, provvedendo già negli anni passati a mettere in atto processi di efficientamento e razionalizzazione dei costi (come abbiamo fatto in Toscana, in provincia di Siena in particolare), e chi invece ha sperperato le risorse pubbliche. In Toscana il governo locale è stato generalmente sinonimo di buon governo, di capacità di spesa, di livelli di tassazione generalmente minori rispetto ad altre realtà, pur a parità di servizi offerti. Basti pensare alla nostra sanità, ormai sinonimo di eccellenza al pari di altri modelli regionali ma senza costi aggiuntivi per i cittadini utenti. Le politiche di finanza pubblica di Berlusconi e Tremonti mettono oggi a repentaglio l’esistenza stessa dei tanti enti che sono autonoma espressione istituzionale dei territori di riferimento.
E il governo cosa fa per razionalizzare la spesa pubblica?
Assolutamente niente, al contrario. A maggio 2008 il governo Berlusconi aveva ereditato una situazione ricondotta entro binari di sostenibilità grazie al lavoro di Prodi, che a sua volta aveva trovato invece una procedura di infrazione aperta dalla Ue nel 2006 causata dal precedente governo della destra. Oggi la spesa pubblica è di nuovo fuori controllo e a farne le spese saranno le nuove generazioni – i nostri figli e nipoti – mentre evasione e corruzione continuano a crescere. In tutto questo il capo del Governo dichiara di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini… un falso clamoroso. L’esecutivo infatti, con una legge dello Stato, utilizza le mani di sindaci e presidenti di province e regioni per tagliare i servizi e aumentare le tariffe.

5 ottobre 2010

Nasorri (Pd): “Allarme crisi, il Paese arranca e il Governo è assente”

Gli ultimi dati Istat sulla situazione economica ed occupazionale del Paese delineano un quadro davvero allarmante. La disoccupazione ha toccato cifre record, raggiungendo l’8,5 per cento, mentre le imprese costrette a chiudere sono più di quelle che aprono i battenti. Cresce il numero delle famiglie sulla soglia della povertà, cosi come è in costante crescita la disoccupazione giovanile che ha raggiunto quota 28 per cento. Chi vive del proprio lavoro negli ultimi 10 anni ha perso oltre 5.400 euro di potere di acquisto, dando in compenso al fisco il 13 per cento in più di tasse. Nell’Italia del quarto governo Berlusconi, prospera chi evade le tasse e chi vive di rendita e di speculazione, mentre chi arranca e chi non ce la fa viene spinto, sempre di più, sull’orlo del precipizio Leggi tutto