27 maggio 2010
“I 13 miliardi di tagli dei trasferimenti alle Regioni e i 3 miliardi e 200 milioni di tagli a comuni e province sono un vero e proprio schiaffo ai territori e alla loro autonomia, in barba alla retorica leghista di un federalismo che suona ogni giorno di più come una presa in giro nei confronti dei cittadini e degli amministratori pubblici”. È il commento di Alberto Taccioli, responsabile Enti Locali del Pd senese, dopo le prime indiscrezioni sui contenuti della manovra annunciata dal ministro dell’economia e delle finanze Giulio Tremonti. “Nei fatti – prosegue Taccioli – questo Governo si è dimostrato uno degli esecutivi più centralisti della storia del nostro paese. È chiaramente in atto un tentativo di trasferire il debito dallo Stato centrale a comuni, province e regioni, che hanno la titolarità di servizi essenziali per i cittadini: dalla sanità, ai servizi sociali, alle scuole, alla viabilità, alla cultura”.
Protestano sindaci e amministratori di destra e di sinistra. “Le proteste degli amministratori di tutta Italia e di entrambi gli schieramenti – insiste Taccioli – dopo essere state accuratamente oscurate per settimane da buona parte dell’informazione televisiva, vengono ora ignorate e calpestate dal governo. Gli ulteriori limiti imposti con il patto di stabilità frenano gli investimenti. I trasferimenti statali a copertura dell’Ici, abolita dalla demagogia berlusconiana privando i comuni della loro entrata principale, sono stati decurtati del 10%. Altri tagli erano stati effettuati nei mesi scorsi ai fondi nazionali che finanziano le politiche sociali, i servizi agli anziani, alle famiglie, ai minori, ai disabili”.
Dietrofront sui conti pubblici e condono mascherato. “Il governo Berlusconi smentisce se stesso – prosegue Taccioli. – Dopo aver negato la crisi per mesi e aver sostenuto che i conti pubblici erano a posto, e che l’Italia non era uno dei paesi a rischio deficit nell’area Euro, all’improvviso vara una manovra finanziaria durissima, rivelando che anche per l’Italia esiste un rischio Grecia. Un clamoroso capovolgimento, in cui Gianni Letta e Giulio Tremonti delegittimano il premier sbugiardandolo pubblicamente. Nel frattempo si fa finta di combattere l’evasione fiscale, che ogni anno costa al Paese circa 300 miliardi di euro, cioè l’ammontare di dieci finanziarie, mentre in perfetta tradizione tremontiana viene varato il solito condono edilizio mascherato”.
Una manovra senza una visione del futuro. “Siamo davanti ad una manovra che non ha alcuna visione strategica di medio-lungo periodo – conclude il responsabile Enti Locali del Pd senese – ma che mira a fare cassa nel più breve tempo possibile senza preoccuparsi di mettere in campo riforme strutturali in grado di produrre risparmi duraturi e favorire la crescita. Congelare gli stipendi pubblici, rimandare alcune finestre pensionistiche e fare tagli ‘una tantum’ per incassare un po’ di liquidità momentanea sono misure che rischiano di non convincere i mercati e potrebbero rivelarsi sacrifici inutili. In questo momento storico una classe dirigente responsabile dovrebbe piuttosto lavorare alla costruzione di un’Europa forte ed autorevole, in grado di produrre una politica economica unitaria”.