4 giugno 2010
Il governo e la maggioranza parlano di tagli agli sprechi e di riforme che miglioreranno la qualità del nostro sistema scolastico. La realtà, purtroppo, è un’altra, ovvero che le politiche dell’esecutivo faranno fare alla scuola italiana un passo indietro di decenni, evadendo la richiesta dell’Europa di dimezzare la dispersione scolastica e triplicare il numero dei laureati entro il 2020.
Per questo abbiamo aderito alla manifestazione di ieri, giovedì 3 giugno, promossa dai sindacati della scuola promossa contro i tagli previsti su personale, classi e ore di lezione. Il cuore della protesta era in Piazza Strozzi, a Firenze, ma come Pd senese abbiamo fatto sentire la nostra voce anche nel capoluogo insieme a docenti, personale tecnico amministrativo, genitori, studenti e semplici cittadini preoccupati per il futuro della scuola italiana. Oggi continueremo a manifestare, davanti al Provveditorato, partecipando al presidio – dibattito dal titolo “la scuola in piazza” e domani venerdì 4 giugno alle ore 21 alle ore 21.30, presso il circolo Arci di Fontebecci, discuteremo sulla riforma della scuola con l’ex ministro della pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni e con Franco Ceccuzzi. Già lunedì 31 maggio, inoltre, i deputati senesi Franco Ceccuzzi e Susanna Cenni, insieme ad altri colleghi parlamentari in tutto il Paese, avevano dedicato un’intera giornata incontrando docenti, precari, studenti, sindacati, esponenti delle istituzioni, nell’ambito della mobilitazione nazionale promossa dal Pd per tenere alta l’attenzione sul vero e proprio dramma che sta vivendo il sistema scolastico italiano.
Le famiglie italiane possono toccare con mano queste difficoltà, che nascono da una politica di tagli indiscriminati promossa dal trio Gelmini – Tremonti – Berlusconi. Una triade specializzata in “sforbiciate” selvagge, che, in questo caso, hanno colpito il sapere, l’Università e la ricerca. Settori che, in tutto il resto d’Europa, sono la carta vincente che i governi stanno utilizzando per combattere la crisi e ripartire sulla via delle sviluppo, mentre da noi incontrano l’incompetenza e l’incapacità di chi guida le sorti del Paese.
La “triade” del nostro esecutivo, infatti, va nella direzione opposta, licenziando in massa insegnanti e personale tecnico amministrativo con conseguenze pesanti sulla qualità della formazione pubblica, nel percorso che va dall’infanzia alle scuole superiori. I tagli del governo prefigurano un sistema in continua emergenza: classi strapiene di alunni, organici insufficienti, taglio drastico del tempo pieno e delle attività extracurriculari, istituti strutturalmente a rischio, gravissime preoccupazioni sotto il profilo dell’edilizia e molto altro ancora. Per questo è giusto e inevitabile scendere in piazza, protestare e dire un no deciso e convinto alle politiche dell’esecutivo. E’ il momento della denuncia alla quale, come da mesi stiamo facendo, vogliamo affiancare le nostre proposte per far tornare la scuola pubblica italiana a quei livelli di eccellenza che, per lungo, l’hanno fatta essere un modello a livello internazionale.
Benedetta Granai, responsabile provinciale formazione Pd
Per approfondire:
Scarica le proposte del Partito democratico per la scuola pubblica 1
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