Il PD di Siena
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L'attivita del PD in
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21 novembre 2009

Ordine del Giorno sulla Crisi economica e produttiva

PREMESSO

che l’economia mondiale, a partire dallo scorso anno è attraversata da una crisi internazionale che trova radici principalmente nella speculazione finanziaria avvenuta  negli Stati Uniti , con il fallimento di importanti istituti finanziari

Che la crisi finanziaria ed economica globale sta producendo nel nostro paese pesanti effetti negativi  sull’economia reale, sul sistema sociale, sui lavoratori, sulle famiglie;

che  le analisi di  previsione non  indicano tempi certi per il superamento della crisi, anzi i principali istituti statistici e di analisi prevedono che il peggio deve ancora arrivare e  si  calcola che il tasso di disoccupazione è destinato a crescere ancora per tutto il 2010, fino a superare il 10% dei lavoratori occupati;

che la ripresa del PIL è ancora un dato provvisorio, in più indebolito dai dati sulle minori entrate e sul peggioramento dei conti pubblici

che la stessa produzione industriale evidenzia andamenti contrastanti: nel terzo trimestre, secondo i dati resi noti dall’Istat, si è registrato un incremento congiunturale del 4%, la crescita più alta dal 1990 e che segue la riduzione del 3,3% registrata nel secondo trimestre del 2009. Il dato congiunturale a settembre ha evidenziato invece una riduzione del 5,3% che è la più consistente dal 1990. Da gennaio il dato ha registrato una diminuzione del 20,3% (-20,5% indice grezzo).

che un numero impressionante di aziende artigiane, di imprese che operano nel commercio , nei servizi , nell’agricoltura e nel turismo sono in evidente difficoltà, cala il reddito lordo delle famiglie , frena la propensione al risparmio , la spesa per i consumi finali e scende il potere d’acquisto delle famiglie: un quadro preoccupante dove ad essere più colpite sono le fasce più deboli della popolazione, a cominciare dai pensionati al minimo, dai lavoratori, dai giovani , per i quali  si calcola che uno su quattro  senza lavoro;

EVIDENZIATO

Che di fronte ad una crisi di così vaste proporzioni il governo italiano continua a dimostrarsi inadeguato e, unico tra i paesi occidentali, ha lungamente negato la crisi, per poi tentare di far credere che era passata, senza adottare, in tutti questi mesi, efficaci  misure di contrasto, contribuendo così ad aggravare ancora di più la situazione;

che i limitati interventi messi in atto dal governo sono apparsi tardivi e di scarso impatto sul sistema economico, insufficienti  ad affrontare l’emergenza e determinare effetti espansivi dell’economia, a rimettere in moto la domanda ed i consumi, anche attivando politiche economiche anticicliche;

che anche nelle proposte contenute nella Finanziaria 2010 approvate in  da Camera e Senato, in prima lettura  non vi sono provvedimenti , né in grado di contrastare la crisi , né di aiutare la ripresa: una manovra che non stanzia  risorse vere per contrastare la fase recessiva , differisce il versamento di acconti di imposte , da pagarsi tutte insieme dopo il voto amministrativo di marzo, non riduce la tanto sbandierata IRAP,  addirittura taglia i fondi per i ricercatori universitari e per l’estensione in tutto il territorio nazionale della Banda Larga;


che per ridare prospettiva al sistema  produttivo ed occupazionale del paese è necessaria una  incisiva politica del governo centrale,  volta a mettere in  campo misure concrete a sostegno del lavoro, dei redditi, delle imprese;

che in particolare è essenziale:

  1. rafforzare gli ammortizzatori sociali per chi perde il lavoro,  attraverso il riconoscimento su base universalistica dei trattamenti  di disoccupazione e l’estensione , anche nella durata, dei trattamenti di cassa integrazione guadagni ordinaria ed il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga;
  1. aumentare il potere d’acquisto delle famiglie, attraverso maggiori detrazioni per i redditi da lavoro e da pensione , a partire da quelli più bassi,


  1. sostenere concretamente le piccole e medie imprese, facilitando i processi di innovazione, ripristinando l’automatismo dei crediti di imposta per ricerca, investimenti e  ristrutturazioni, definendo idonee misure per migliorare l’accesso al credito, difendendo e valorizzando il made in Italy, anche attraverso il sostegno alle produzioni agricole,  garantendo il regolare e tempestivo pagamento delle pubbliche  amministrazioni;
  1. promuovere  un aggiornamento del sistema delle regole che introducano, nella trasparenza, maggiore flessibilità nei criteri di calcolo del rischio di  accesso  al  credito, rispetto alle attuali regole (Basilea 2) pensate in momenti di espansione economica e non adatte in  situazioni di recessione economica, in quanto tendono ad aggravare la situazione di chi già è in difficoltà.


  1. attuare una politica di sviluppo delle energie rinnovabili, anziché, come vuole fare il governo, ritornare al nucleare  con tecnologie antieconomiche, non sicure e su cui nessun paese  investe più: le energie rinnovabili possono rappresentare un filone economico anticiclico ed una sfida del futuro,la green economy obaniana ne è un esempio,anche rispetti agli obbiettivi di kyoto per la riduzione delle emissioni globali il nostro paese è in coda all’Europa;
  1. Sostenere concretamente e con soldi veri le richieste non più rinviabili del settore agricolo, colpito da una crisi inedita in tutti i comparti produttivi; il riconoscimento del ruolo strategico dell’agricoltura non può limitarsi alle enunciazioni, ma deve significarsi attraverso misure urgenti per far fronte alla crisi, accompagnate da una visione strategica che ad oggi non è dato scorgere nell’azione del governo;


  1. Investire sulla scuola e sull’università  per affermare un sistema dell’istruzione e della formazione moderni e adeguato alle sfide che i nostri giovani e il paese hanno davanti; è sbagliato portare avanti riforme impostate solo sui tagli di risorse, sulle riduzioni e dequalificazione di personale docente e tecnico-amministrativo, scaricando il peso sugli studenti e  sulle loro famiglie;
  1. rafforzare il ruolo degli enti locali, rivedendo il patto di stabilità interno, il quale, se ha permesso negli anni passati di contenere l’indebitamento pubblico e di stare nei parametri per consentire all’Italia di entrare in Europa, nell’attuale fase di grave crisi impedisce agli enti pubblici di poter svolgere un ruolo attivo nel rilanciare la crescita;


  1. superare i limiti del patto di stabilità per andare verso un “patto per lo sviluppo” fra Stato ed enti locali, in modo da liberare e rimettere in moto risorse per aumentare gli investimenti pubblici in infrastrutture utili per il territorio, dando  priorità alle opere immediatamente cantierabili, permettendo così di migliorare la manutenzione del territorio,  prevenire dissesti idrogeologici e concretizzare quel processo di ammodernamento infrastrutturale di cui il Paese ha bisogno;


RILEVATO

che ad una manovra anticiclica, con misure di immediato sostegno all’economia, dovrebbero essere realizzate riforme strutturali per accrescere il prodotto interno lordo e rendere il Paese più competitivo, in grado quindi di agganciare più rapidamente e con maggiore forza la fase di ripresa;


CONSIDERATO

Che gli effetti della crisi  determinano  pesanti ricadute sul nostro territorio,

che la crisi ha colpito importanti filiere  dell’economia provinciale, quali  la camperistica, il cristallo, la pelletteria, settori come l’edilizia, la produzione di laterizi, il termalismo, con  segnali  preoccupanti anche nei comparti agricoli e del turismo ;

che l’accelerazione degli effetti negativi della congiuntura economica  hanno interessato, soprattutto il settore manifatturiero, acuendo le difficoltà delle produzioni più  mature, senza risparmiare quei  settori di maggiore crescita e più innovativi,

che è forte la preoccupazione anche  per  le piccole e piccolissime aziende, che possono essere  ulteriormente colpite dalla crisi, con impoverimento del tessuto produttivo e ricadute negative sui livelli occupazionali, in modo ancor più grave di quanto già risulti dalle evidenze statistiche;

che la crisi colpisce anche settori che pensavamo essere più al riparo, quali la pubblica amministrazione che è di fronte ad una riduzione generalizzata degli addetti, la Banca Mps che è impegnata in piani industriali orientati alla redditività, con la contrazione dei costi e quindi anche nel contenimento dei livelli occupazionali o per altri versi pensiamo alla vicenda che interessa l’Università degli Studi di Siena;

che negli ultimi mesi si sono persi molti posti di lavoro,  è cresciuto il ricorso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria ed è aumentato il numero delle  procedure di mobilità, producendo il tangibile aumentato del peso delle difficoltà economiche  sulle famiglie,  testimoniato dalla forte crescita delle domande presentate al Microcredito, dal ricorso alle forme di contribuzione a sostegno al reddito e dall’incremento delle richieste di aiuto rivolte al sistema associativo solidaristico presente nel territorio;

CONSIDERATO

che la rapidità e l’intensità dei cambiamenti e degli effetti negativi prodotti sul sistema sociale ed economico della realtà provinciale possono compromettere la tenuta della coesione sociale  dei livelli di benessere e di qualità della vita raggiunti nella nostra provincia;

che per far fronte alle difficoltà,  contrastare gli effetti negativi della crisi e soprattutto rilanciare una nuova e forte prospettiva di sviluppo sostenibile del territorio provinciale è essenziale la convergenza di impegni e obiettivi, attraverso una condivisa assunzione delle proprie responsabilità di tutte le componenti istituzionali, sociali, economiche ed associative di tutto il territorio ;

che è fondamentale il lavoro di interazione tra il sistema istituzionale , le componenti economiche sociali  finalizzato a mettere a sistema interventi e specifiche azioni a sostegno del reddito dei lavoratori e delle famiglie, del sistema imprenditoriale e occupazionale, a favorire i processi di sviluppo ed apertura settori e produzioni innovative;


EVIDENZIATO

che il governo nazionale di centro destra  nonostante le continue sollecitazioni delle istituzioni locali, affinchè assumesse impegni concreti per contribuire ad affrontare  la crisi, si è dimostrato del tutto disinteressato e privo di iniziative concrete per la provincia di Siena;

che a tal proposito ancora non sono stati adottati provvedimenti per inserire le filiere delle produzioni di eccellenza senese del camper, del cristallo e delle pelletterie nelle misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi, disattendendo, ad oggi, anche la convocazione del tavolo tecnico  richiesto  dalla provincia e  su cui il governo si era impegnato;

che nessuna iniziativa è stata posta in essere per rispondere alla crisi che colpisce il termalismo, né l’applicazione  e la promozione dei principi attuativi della legge 323 che indica nella risorsa termale un volano di finanziamenti per la riqualificazione del patrimonio locale e lo sviluppo turistico né  la messa in discussione  della proposta di legge promossa dai deputati del Pd,  per l’istituzione delle zone franche termali ed altre disposizioni per la ripresa economica e la diversificazione produttiva dei territori nei quali sono situati stabilimenti termali gestiti dal soppresso EAGAT. Questo  provvedimento potrebbe  favorire  nuovi investimenti orientati soprattutto alla riconversione ed alla diversificazione dell’economia locale, troppo dipendente dalla monocultura termale, favorire la riconversione dei volumi edilizi  alberghieri, oltre a definire  la revisione al ribasso degli studi di settore per gli esercizi commerciali e ricettivi;


che nel corso di questa legislatura il governo ha  approvato il DDL Grandi Opere per un importo pari a 8,3 miliardi di euro, nessuna delle opere ivi previste ricade nel territorio provinciale, come per altro nessuno stanziamento di risorse era stato realizzato  per  le infrastrutture della Toscana e della provincia di Siena  nel precedente mandato in cui governava il Cd (2001- 2006).

che solo a seguito della forte iniziativa delle istituzioni locali con il supporto della Regione Toscana e delle forze sociali  il raddoppio della Due Mari è stata inserita tra le priorità nazionali,  mentre  per  l’ammodernamento e la messa in sicurezza del  raccordo autostradale Siena –Firenze è stata data solo una risposta parziale, stanziando solo 107 dei 350 milioni previsti, grazie all’accordo Stato – Regione, di cui solo 27 a disposizione dell’Anas;

che nessun impegno concreto è stato adottato per migliorare i servizi ferroviari ,  lasciando che con la progressiva entrata in funzione dell’alta velocità, interi territori siano marginalizzati dai collegamenti con le grandi città, come sta accadendo lungo la direttrice Roma – Firenze, in  cui  stazioni come Chiusi sono penalizzate con la soppressione di Intercity e il continuo peggioramento della qualità dei servizi e dei collegamenti che pregiudicano il diritto alla mobilità dei migliaia di pendolari, impoverendo il tessuto socio – economico di un intero bacino e della stessa provincia di Siena.

che per il settore agricolo vi è un interessamento marginale , in cui hanno prevalso le affermazioni di principio , anziché  un reale impegno per affrontare la sfavorevole congiuntura economica e rilanciare la crescita di un settore essenziale per il nostro sviluppo,

che occorrono  incentivi concreti  a sostegno del  tessuto di imprese che devono  misurarsi nella qualità e nell’eccellenza per accrescere la loro competitività e continuare a rappresentare un alto valore economico e restare un  presidio del  territorio e del  paesaggio;  basti registrare che, mentre la Francia eroga risorse straordinarie per 1miliardo e 65 milioni di Euro, lo stanziamento complessivo in Finanziaria prevede tagli al settore per 300 milioni di Euro e che a copertura degli emendamenti per le agevolazioni contributive, uniche misure inserite al Senato, si tagliano le agevolazioni sui biocarburanti;

CONSIDERATO

che solo  le istituzioni locali, insieme alle Regione e altri  enti tra cui la Fondazione Monte dei Paschi sono prontamente intervenute per arginare gli effetti della crisi , mettendo in campo risorse e strumenti per fronteggiare l’emergenza, sostenendo lavoratori e imprese e cercando al contempo  di rivolgere lo sguardo oltre la crisi stessa;

VALUTATE

positivamente le azioni,  realizzate in questi mesi,  dall’Amministrazione provinciale,  in particolare per  il lavoro svolto nell’ottica di mettere in piedi una cabina di regia tra  istituzioni , mondo del lavoro, imprese, sistema bancario;

che questo impegno ha prodotto di misure anticrisi,  quali :

  1. l’erogazione di 4 milioni e 700 mila euro di risorse che la Provincia di Siena ha attivato grazie al bando straordinario della Fondazione MPS  per l’attuazione degli interventi a sostegno ed integrazione del reddito dei lavoratori, compresi  progetti per lavori socialmente utili presso le amministrazioni comunali, istituti scolastici o amministrazioni  socio – sanitarie,  rivolti a lavoratori licenziati  e  percettori dell’indennità di mobilità, di Cassa  integrazione  straordinaria  , sussidio di ordinario di disoccupazione, di cassa integrazione in deroga;


  1. il protocollo per l’anticipo della CIGS;
  2. l’erogazione di contributi per 1 milione e 200 mila euro rivolti alle famiglie che hanno bisogno di assistenza domiciliare e favorire la regolarizzazione delle badanti e  per  accrescere la formazione professionale;


  1. l’attivazione di circa 1 milione di euro di incentivi a supporto delle imprese che anche in temi di crisi assumono e stabilizzano lavoratori con l’intento di sostenere l’occupazione  e la qualità del lavoro;
  1. l’attivazione di 195 mila euro di risorse derivanti dai fondi regionali e con il co-finanziamento della provincia,  destinate ad azioni di animazione e di comunicazione integrata per lo sviluppo agricolo – rurale;
  2. la rapida rimodulazione delle risorse del Programma di Sviluppo Rurale, che ha attivato ulteriori risorse per  2 milioni e 850.000 Euro, a sostegno del sistema delle imprese agricole e agro-forestali;
  3. l’individuazione di una serie di interventi aggiuntivi, specifici per il settore agricolo e per i diversi comparti produttivi, con l’obiettivo di un sostegno concreto ed immediato e, al contempo, portatore di elementi di innovazione e crescita;
  4. l’intesa  tra istituzioni, camera di commercio, sistema bancario, avente per  obbiettivo lo smobilizzo di risorse bloccate dal patto di stabilità che sarà firmata nei prossimi giorni,
  5. il rinnovato il bando pubblico in cui la provincia ha messo 500mila euro per progetti per l’istallazione di impianti fotovoltaici volti a favorire le fonti energetiche alternative;
  6. reso più veloce e semplice il sistema di appalti  e dei lavori  pubblici dell’amministrazione provinciale  per importi sotto i 500 mila euro;
  7. la riduzione dei tempi di pagamento dei fornitori dall’amministrazione provinciale, accelerando la liquidazione delle fatture, entro 45 giorni dalla loro emissione, per prestazioni di forniture, servizi;
  8. la richiesta di inserimento delle filiere di produzione senesi nelle misure anticrisi del governo;
  9. l’imminente attuazione del progetto per la costituzione del Polo scientifico, tecnologico e produttivo delle energie rinnovabili per promuovere e sostenere lo sviluppo di attività di ricerca e localizzazione di produzioni legate alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica;
  10. gli interventi a sostegno della ricerca e dell’innovazione delle imprese attraverso l’ulteriore valorizzazione dei poli dell’innovazione, quali “Siena Biotech”, il Centro servizi di Torrita di Siena;
  11. la costruzione del manifesto delle attrattività della provincia di Siena che coinvolge la Fondazione MPS, la Camera di Commercio, il Comune di Siena , la rete dei centri servizi all’impresa, uno strumento che mira a realizzare un’azione coordinata di marketing territoriale per incrementare il livello di offerta locale emettere a sistema i processi di innovazione e maggiore competitività del territorio;
  12. la definizione (sarà firmato prima della fine di novembre) di un ulteriore protocollo tra Istituzioni, associazioni di categoria, banche, con l’intento di individuare misure migliorative per il sistema economico provinciale rispetto all’accordo ABI Governo firmato in Luglio, auspicando  un ulteriore  rafforzamento del rapporto con il sistema bancario del territorio


RITENUTO

che il Consiglio provinciale aperto del 12 ottobre u.s.,  sulla crisi economica è stato un positivo momento di confronto e di ascolto con il mondo del lavoro, imprese, istituzioni, sistema del credito,

che il  lavoro  fin qui svolto ha l’obiettivo di mettere a sistema un piano di azioni locali capaci di fronteggiare le situazioni di maggiore criticità ed emergenza e soprattutto, proiettare la realtà senese verso una nuova fase di sviluppo sostenibile, valorizzando i fattori di maggiore forza e tradizione, selezionando risorse e affinando interventi  per promuovere  la ricerca e l’affermazione di nuovi  settori  di crescita e di competitività del territorio;


IL CONSIGLIO PROVINCIALE  IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA

a continuare nel lavoro per superare la fase attuale e costruire  prospettive future in un contesto di sinergie e obiettivi condivisi con le componenti della realtà provinciale, improntato alla crescita di uno sviluppo durevole e sostenibile,  attraverso la realizzazione  delle azioni dei progetti contenuti nel Piano anticrisi a sostegno della ripresa economica della Provincia di Siena.


I Consiglieri
Marco Nasorri – PD
Antonio Giudilli – IdV
Roberto Renai – La Sinistra per Siena

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