22 settembre 2009
Ordine del giorno relativo alla L.R 29/09 sull’immigrazione
PREMESSO CHE
- in Italia il tema dell’immigrazione è sempre più al centro di una campagna strumentale che ha come conseguenza la crescita di pregiudizi e di ostilità verso gli immigrati e il diffondersi di sentimenti di paura e di intolleranza;
- il governo facendo ricorso al voto di fiducia ha fatto approvare in parlamento il cosiddetto “Pacchetto sicurezza”, in cui sono contenuti provvedimenti che non affrontano i problemi veri legati alla criminalità, non rafforzano il contrasto al crimine e non aumentano la sicurezza dei cittadini;
- le norme contenute nel provvedimento rispondono essenzialmente alla logica di nascondere il venir meno alle promesse elettorali del Centro destra, il fallimento e l’inerzia del governo di fronte alle difficoltà ed alla crisi economica e sociale che sta colpendo milioni di cittadini, lavoratori e famiglie,
- per coprire tali incapacità e cavalcare un facile consenso, la Destra e la Lega hanno deciso di impugnare la lotta all’immigrazione e radicalizzare il senso di insicurezza, incuranti degli effetti negativi che vengono prodotti con l’introduzione di norme quali l’istituzione del reato di clandestinità;
EVIDENZIATO CHE
- il reato di clandestinità , oltre ad essere fuori da ogni logica giuridica , in quanto punisce uno status e non una condotta , otterrà il risultato di colpire gli immigrati onesti, accrescere la pericolosità sociale di persone che saranno allontanate dalla possibilità di inserirsi nel tessuto sociale e civile, andando ad affollare l’esercito degli invisibili e di coloro che non hanno nulla da perdere;
- il reato di immigrazione clandestina nel trasformare in reato penale una irregolarità amministrativa , quale la presenza senza documenti sul territorio nazionale, sottopone il sistema giudiziario ad un impegno straordinario per catturare e portare a giudizio persone, colpevoli soltanto di essere scappati dalla loro condizione , a prescindere dalla pericolosità del loro comportamento.
RILEVATO CHE
- le norme contenute nel decreto legge possono comportare la denuncia da parte dei medici degli immigrati irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie , che questo contravviene i principi costituzionali di tutela della persona umana a prescindere da sesso , razza , religione , condizione sociale e dei più elementari principi deontologici di assistenza e cura a cui tutti i medici sono tenuti.
- tali norme sono offensive del diritto alla salute di tutte le persone bisognose di cura e che saranno portate ad evitare ogni contatto con le strutture sanitarie per paura di essere denunciate , recando grave danno alla salute pubblica , in relazione alle aumentate possibilità di diffusione infettive , proprio dovute alla non corretta profilassi di persone costrette a nascondere il loro stato di salute.
- la normativa influisce negativamente anche nelle condizioni dell’infanzia perché prevede l’obbligo per il cittadino straniero di esibire il permesso di soggiorno in sede di provvedimenti che riguardano gli atti di stato civile e fra questi anche quelli di nascita e di iscrizione alla scuola, questo in aperta violazione della Convenzione dell’ONU sui diritti dell’Infanzia e della legge 881 sui diritti civili e politici,
- anche il permesso di soggiorno transitorio di 6 mesi concesso per i genitori del nascituro non è altro che la palese dimostrazione che si vuole utilizzare la maternità per colpire gli immigrati e negare alla radice il diritto a riconoscere i propri figli alla nascita;
EVIDENZIATO CHE
- viene reintrodotto per decreto una misura che il parlamento aveva bocciato , quale l’allungamento fino a sei mesi dei tempi di trattenimento degli immigrati irregolari nei centri di identificazione ed espulsione e si inserisce un odioso balzello con la previsione di una tassa di soggiorno da 80 a 200 euro da pagarsi in occasione del rinnovo del permesso di soggiorno
- l’introduzione del reato di clandestinità , non appare essere neanche una misura preventiva e scoraggiante l’immigrazione clandestina, considerato che i tentativi di raggiungere il nostro paese continuano come prima , determinando semmai un maggiore imbarbarimento dei comportamenti, come avvenuto nelle scorse settimane in cui sono stati lasciati morire più di 70 persone senza che nessuno facesse nulla , in un tratto di mare tra i più sorvegliati e trafficati del mondo.
CONSIDERATO CHE
- la Regione Toscana ha approvato legge n. 29/2009 sull’immigrazione che trae origine non solo dal nuovo contesto normativo nazionale , ma soprattutto dai cambiamenti radicali che caratterizzano la presenza degli stranieri nel nostro territorio;
- la legge regionale interviene sugli aspetti sociali di competenza regionale, relativamente alla presenza di immigrati , intervenendo nelle politiche dell’accoglienza , dell’integrazione , delle forme di primo soccorso e tutela della salute pubblica , senza intaccare le condizioni giuridiche dell’immigrato , né sulla regolamentazione dei flussi che sono di competenza statale;
- la legge regionale sull’immigrazione definisce una cornice normativa che tende a coordinare politiche ed interventi che riguardano settori , quali il lavoro , l’istruzione, il sistema dei servizi socio-sanitari, cercando di migliorare le condizioni di una positiva convivenza delle persone di diverse culture e provenienza;
TUTTO CIÒ PREMESSO , il CONSIGLIO PROVINCIALE
ESPRIME
- la contrarietà ad un uso propagandistico della legiferazione d’urgenza e il ricorso al voto di fiducia che impediscono, su temi così delicati e complessi, un libero dibattito e un pieno esercizio della democrazia;
- la preoccupazione perché con l’intento di rassicurare l’opinione pubblica , provvedimento dopo provvedimento si smonta il sistema delle garanzie costituzionali, l’insieme dei valori solidaristici e civili che hanno fatto dell’Italia uno dei paese più progrediti del mondo;
- il timore di serio rischio che si alimentino derive autoritarie e xenofobe, come dimostrano l’estendersi di ripetuti atti di intolleranza e violenza avvenuti in questi mesi.
RIBADISCE
- la convinzione che una maggiore sicurezza si può raggiungere contrastando l’illegalità e la violenza non solo sul versante repressivo e con le sole forze dell’ordine o addirittura con una sorta di autodifesa dei cittadini, ma attraverso la prevenzione e la promozione di politiche di inclusione sociale nel il rispetto delle regole, dei doveri e dei diritti, con la certezza della pena , con una vera lotta selettiva alla criminalità e alle organizzazioni malavitose e mafiose ;
RITIENE
- i Centri di Identificazione ed Espulsione, strutture nelle quali viene mortificato il diritto e la dignità di persone colpevoli solo un’infrazione amministrativa , quale il mancato possesso del permesso di soggiorno , questo in contrasto con i diritti fondamentali dell’uomo riconosciuti dalle convenzioni internazionali e con la tradizione di accoglienza e solidarietà della nostra regione;
ESPRIME
- La convinta opposizione alla eventuale costruzione di Centri di Identificazione ed Espulsione nel territorio della Toscana;
INVITA
- la maggioranza di Centrodestra ed il Governo ha rivedere le norme contenute nella ddl n.733 e mettere in atto una efficace e serrata lotta alla criminalità, potenziando gli organici delle forze dell’ordine, dotandole delle risorse necessarie , di un maggiore coordinamento e di moderni strumenti investigativi;
- a potenziare le strutture periferiche che devono gestire i servizi agli immigrati per evitare il ripetersi delle lunghe file e attese a cui gli immigrati sono spesso costretti;
IL CONSIGLIO PROVINCIALE, INOLTRE
CONSIDERA
- la legge regionale n.29/2009 recante norme per l’accoglienza , l’integrazione e la tutela dei cittadini stranieri nella regione Toscana uno strumento legislativo importante nell’avanzamento del grado di civiltà giuridica e di progresso sociale e democratico della nostra terra;
DEFINISCE
- la Legge regionale sull’immigrazione l’espressione di un positivo percorso politico e normativo che mira al rafforzamento della realtà toscana come comunità plurale e coesa che guarda al fenomeno migratorio come un fattore di arricchimento , crescita sociale ed economica
VALUTA
- importanti i principi contenuti nella legge che puntano a governare i processi migratori secondo valori di solidarietà, uguaglianza e rispetto reciproco, realizzando azioni e interventi volti a costruire coesione tra le diverse identità che vivono nel nostro territorio, assicurando una parità in merito dei diritti sociali e civili, delle opportunità di integrazione culturale , di lavoro e di miglioramento della qualità della propria vita e di tutta la collettività, in un contesto di piena cittadinanza in grado di creare una solida e consapevole appartenenza alla comunità stessa;
RITIENE
- fondamentale , in questo senso, una reale cooperazione tra i livelli istituzionali, soggetti pubblici e privati del mondo del volontariato , del terzo settore del complesso sistema associativo, nella convinzione che si produce maggiore sicurezza quanto più funzionano politiche sociali e le istituzioni riescono ad incontrare e coinvolgere le persone.
IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA PROVINCIALE
- a proseguire nell’impegno per costruire una comunità aperta e accogliente, nell’attuare gli strumenti di partecipazione ed inclusione rivolti a quei cittadini stranieri che rappresentano un elemento imprescindibile nel sistema economico e sociale ed a sviluppare una positiva cooperazione tra le istituzioni , il sistema associativo, del volontariato delle associazioni dei migranti.
I consiglieri
Marco Nasorri – P. D.
Roberto Renai – La Sinistra per Siena
Antonio Giudilli – I.d.V
Mi chiedo, come fa la gente ad avere un permesso di soggiorno se entrando in Italia , privo dei requisiti richiesti, è già considerato a priori un clandestino ?
Ma trattasi di un clandestino o di un profugo ?
Quali differenze ci sono tra le due posizioni ?
Perchè è così difficile riconoscere le priorità della situazione oggettiva e soggettiva?
Sicuramente sarà Profugo in origine sul territorio in arrivo che rischierà di diventare Clandestino se non provvederà allla regolarizzazione della sua posizione e solo da quel momento si apriranno le porte per la lotta alla criminalità altrimenti facciamo diventare “criminale” chi ancora non lo è.
Lucio Campi