26 novembre 2009
CONSIDERATO:
– il perdurare dello stato di crisi economica che sta interessando largamente i principali settori produttivi del paese, ed in particolare quello agricolo ed agro-alimentare, come del resto manifestato, in numerose occasioni pubbliche, dalle organizzazioni professionali agricole;
– la conseguente perturbazione dei prezzi che si registra a carico delle principali produzioni agricole e agroalimentari toscane, e senesi in particolare, da tempo orientate verso profili organizzativi e standard di
elevata qualità e di eccellenza;
– che la contrazione delle quotazioni di tali produzioni non trova riscontro in una riduzione dei prezzi dei principali fattori di costo (energetici, mezzi tecnici, manodopera, ecc.), con il risultato di una generalizzata
riduzione del reddito medio di impresa rispetto ai livelli medi dei periodi precedenti;
– che tali condizioni di riduzione dei redditi medi delle imprese agricole provinciali, come sopra esposto, non trovano giustificazione in fattori estranei alla crisi del mercato (quali eventi meteorologici, epizoozie,
fitopatie, ecc.);
– che alle condizioni di disagio economico, legate sostanzialmente alle dinamiche della domanda e dell’offerta sui mercati interni ed esteri, si aggiungono quelle di carattere finanziario, con forti limitazioni alle
possibilità, da parte delle imprese agricole, di poter accedere al credito (sia esso a breve che a medio-lungo periodo);
– che lo stato di crisi come sopra delineato, rappresenta una condizione eccezionale per le imprese agricole locali, con conseguenze che potrebbero produrre effetti di tipo sociale, economico e ambientale, anche nel lungo
periodo (come ad esempio l’abbandono delle zone agricole coltivate, lo spopolamento delle aree rurali, la limitazione del presidio idrogeologico, della prevenzione del rischio di incendi boschivi;
VISTO:
– il D.L. n. 22/2005, convertito in legge con modificazioni della legge n. 71/2005, recante una disciplina di sostegno alle imprese colpite da crisi di mercato, ovvero da una generale riduzione del reddito non ascrivibile al verificarsi di calamità naturali o particolari fenomeni atmosferici;
– il D.L. n. 182/2005, convertito in legge con modificazioni dalla legge n. 231/2005, in cui si dispone la riconduzione degli aiuti di cui sopra nell’alveo del regime de minimis, secondo quanto disposto dal Reg. Cee n. 1860/2004,
soprattutto per quanto attiene al settore delle uve da vino;
RITENUTO:
– che il quadro economico sopra descritto richiede l’adozione urgente di misure straordinarie di intervento a favore delle imprese agricole;
Impegna il Presidente della Giunta
1) Affinché si attivi presso la Regione Toscana e il Governo perché vengano adottate misure straordinarie ed urgenti a favore delle imprese agricole locali, finalizzate a fronteggiare il grave stato di crisi dei mercati di
prodotti agricoli di interesse locale.
Nello specifico, al fine di dotare le imprese agricole di idonei strumenti atti a fronteggiare l’attuale stato di crisi di mercato, di richiedere:
– la sospensione o l’esonero parziale del versamento di contributi previdenziali ed assistenziali dovuti dall’imprenditore agricolo o coltivatore diretto per sé e per i propri lavoratori;
– l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato;
– l’erogazione di contributi in conto capitale;
– il sostegno pubblico alle polizze assicurative che contengano la copertura del rischio di mercato;
– l’erogazione di prestiti di esercizio a tasso agevolato ed ammortamento pluriennale per le esigenze aziendali sia per gli anni in cui si è registrato lo stato di crisi, che per l’anno successivo;
– la proroga della scadenza delle rate relative alle operazioni di credito agrario di esercizio e di miglioramento, nonché di credito ordinario.
2) Affinché si attivi altresì presso la Regione Toscana, il Governo, la Commissione Europea ed il Parlamento Europeo, per richiedere l’innalzamento dei parametri massimi per l’erogazione degli aiuti relativi al regime de
minimis, ritenendo quelli attualmente vigenti inadeguati a fronteggiare l’eccezionalità e la portata dello stato di crisi in cui versano i mercati dei prodotti agricoli ed agroalimentari delle aree rurali del proprio territorio.