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29 aprile 2010

Nasorri (Pd): “Sicurezza sul lavoro: servono controlli, responsabilità e buone pratiche”

“E’ inaccettabile che in Italia ogni sette ore qualcuno muoia sul posto di lavoro. Il diritto alla tutela della salute lo si garantisce facendo rispettare le regole, con controlli efficaci e promuovendo la cultura della sicurezza e la diffusione di buone pratiche”. Sono parole di Marco Nasorri, capogruppo del Partito democratico in consiglio provinciale, a proposito di una mozione approvata durante l’ultima seduta con i voti favorevoli della maggioranza e di Rifondazione e il voto contrario del Pdl e della Lega.

Il protocollo d’intesa promosso dall’amministrazione provinciale. “Giudichiamo molto positivamente il protocollo d’intesa promosso alcune settimane fa dall’amministrazione provinciale per la prevenzione, la sicurezza e l’igiene sui luoghi di lavoro. Il protocollo prevede fra l’altro: attività di formazione per i lavoratori e i soggetti preposti alla realizzazione dei cantieri; il contrasto al lavoro irregolare; il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori nelle misure che riguardano la sicurezza. Un modello di buone pratiche premiato a livello europeo e ora sottoscritto da Siena Casa Spa, dall’azienda sanitaria, dalla direzione provinciale del lavoro e dalle associazioni sindacali e dei datori di lavoro. L’accordo ha già fatto registrare un calo di incidenti e infortuni, a dimostrazione che quando si mettono insieme competenze e responsabilità si possono ottenere buoni risultati”.

Sconcertante la posizione della minoranza. “Sconcertante – prosegue Nasorri – la posizione del Pdl, che si è nuovamente diviso e alla fine ha votato contro la mozione. Ciononostante continueremo il nostro impegno per cercare un confronto con l’opposizione, anche attraverso il lavoro della commissione lavoro e welfare. Non si può certo dire di essere soddisfatti perché, stando ai dati Inail, nel 2008 si registra un piccolo calo nelle morti bianche e negli infortuni avvenuti rispetto all’anno precedente. Tanto più che i dati non tengono conto del lavoro nero, dove si stima siano impiegate 3 milioni di persone. Certamente un piccolo calo non può bastare a far allentare l’attenzione delle istituzioni, soprattutto in un momento di crisi nel quale cresce il rischio che sempre più persone siano disposte, per disperazione, a lavorare senza le necessarie tutele”.

Un appello alla responsabilità dei soggetti coinvolti. “Secondo il Pd è grave che il governo abbia emanato una direttiva – spiega il capogruppo in consiglio provinciale – che invece di promuovere la sicurezza sul lavoro va proprio nella direzione opposta, rendendo di fatto impossibile la denuncia di irregolarità da parte dei lavoratori e addirittura invitando gli ispettori a sorvolare su trasgressioni episodiche alle normative sulla sicurezza. Nessuno può chiamarsi fuori dall’impegno per rendere più sicuro e dignitoso il lavoro in Italia. Occorre la massima responsabilità della politica, delle imprese, dei lavoratori, del sindacato, degli operatori della previdenza e dei servizi ispettivi, del mondo dell’informazione e della comunicazione. Nessuno può rassegnarsi all’idea che lo sviluppo e l’aumento della produzione richiedano il sacrificio di un lavoratore ogni sette ore”.

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One Response to “Nasorri (Pd): “Sicurezza sul lavoro: servono controlli, responsabilità e buone pratiche””

  1. medico del lavoro scrive:

    sono un medico del avoro. Purtroppo il sistema non funziona, purtroppo il meccanismo è viziato da incompetenze e offerte al ribasso con assenza di garanzie per il singolo lavoratore e dico anche per il datore di lavoro che spesso si trova ad affidarsi a chi approfitta della sua “ignoraza ” in materia,
    Non ne posso più di vedere cose fittizie, visite mediche non eseguite, o eseguite per finta, accertamenti finti e documenti di valutazione del rischio che sono un copia e incolla e che il datore di lavoro paga non due lire. Insomma, se si fa la differenza si riesce a sviluppare la consapevolezza nel lavoratore e nel datore di lavoro. Si riesce a trasmettere l’importanza di fare le cose in sicurezza , di tutelate il lavoratore se malato… ed è lo stesso datore di lavoro che si preoccupa se informato. Insomma il problema è che c’è un approfittare della situazione, nel indurre il datore di lavoro a credere che è tutto un obbligo e che sono altre tasse per l’azienda e di fare sicurezza nel modo più veloce e indolore pagando ilminimo senza avere nessun reale contributo al sistema della sicurezza ma fornendo carte e documenti fittizzi. insomma riuscire a lavorare bene in questo sistema è faticoso… si riesce però, si riesce a sensibilizzare le persone . Ci vuole solo senso di responsabilità che molti professionisti nel settore non hannno e quando si riesce si ottengono molte soddisfazioni . Ma si agisce in piccolo. Insomma, occorrerebbe modificar molti aspetti: rendere le norme meno rigide su alcuni aspetti, perchè vanno ad incacrienire il sitema e rendere inapplicabile l’attuabilità delle norme stesse ma occorrerebbe puntare sulla conoscenza della sicurezza. occorrerebe differenziare gli adempimenti in relazione alla categoria lavorativa e alla tipologia aziendale. In questo paese lavorare bene e fare le cose con dignità e utilità e con senso civico sembra essere sempre complicatissimo. ma bisogna provare a cercare di modificare , di migliorae, ag agire sui punti dbeoli… insomma io ci provo .. ciprovo tutti i giorni .. con fatica . ma ci provo . sarebbe meraviglioso creare un sitema che permettesse dei cambimaneti più radicali e globali. questa è la mia impressione .. ma ce ne sarebbe da dire!!!