3 febbraio 2012
Nel corso della seduta straordinaria il consiglio provinciale di Siena ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno proposto dall’Upi in cui si richiede alle Regioni di promuovere i ricorsi di fronte alla Corte Costituzionale, per fare dichiarare l’incostituzionalità di alcune disposizioni contenute nel decreto legge 201/2011 che violano i principi costituzionali di autonomia e democrazia e sono in contrasto con la forma di stato prevista dal titolo V, parte II, della Costituzione. Con l’ordine del giorno, proposto dall’Upi, il gruppo consiliare del Partito Democratico ha richiesto unitariamente al Governo e al Parlamento di approvare una riforma organica delle istituzioni di governo di area vasta, puntando su una razionalizzazione delle Province attraverso la riduzione del numero delle amministrazioni; una ridefinizione e razionalizzazione delle loro funzioni; l’eliminazione di tutti gli enti intermedi strumentali, quali agenzie, società e consorzi, che svolgono impropriamente funzioni che possono essere esercitate dalle istituzioni democraticamente elette previste dalla Costituzione; l’istituzione delle Città metropolitane come enti per il governo integrato delle aree metropolitane e la destinazione dei risparmi conseguiti con il riordino degli enti di area vasta a un fondo speciale per il rilancio degli investimenti degli enti locali. Nel corso dell’assemblea straordinaria, nel suo intervento, Marco Nasorri (capogruppo Pd) ha sottolineato che occorre “portare la discussione sulle Province anche nella società” e che “non può sfuggire infatti come tutto il sistema associativo, sociale ed economico trovi nel livello provinciale un fulcro essenziale della propria attività: venendo meno tale livello, queste realtà si troverebbero private di un importante interlocutore istituzionale”. “Riconosciamo – ha aggiunto Nasorri – il bisogno urgente di una riforma organica per il Paese, ma serve un confronto più ampio, che parta da una revisione dei costi istituzionali a ogni livello e da proposte non calate dall’alto, ma fondate sul massimo coinvolgimento dei territori. L’iniziativa di oggi ha ribadito la necessità di fare sinergia fra i territori, in risposta alla riforma Monti che introduce una lenta agonia e una serie di misure prive di senso”. Il concetto è stato ribadito anche dal segretario provinciale del Pd di Siena, Elisa Meloni che ha spiegato che: “Le Province sono l’ennesima vittima di un sentimento di antipolitica che ha attraversato, negli anni passati, anche altri livelli istituzionali, a partire dalle comunità montane. Questo sentimento è legittimo nelle preoccupazioni e non deve essere sottovalutato da nessuna forza politica. Oggi il tema della riforma delle autonomie e delle pubbliche amministrazioni è un tema centrale per il futuro del Paese, a cui non vogliamo e non dobbiamo sfuggire, discutendo nel merito. Chiediamo, quindi, alla Regione una discussione seria su questi temi, partendo dal coinvolgimento dei singoli territori”.
Siamo convinti che in un’Italia senza Province ci sarebbero meno garanzie democratiche, per questa ragione ci uniamo all’appello lanciato all’unanimità dai trentasei sindaci dei Comuni della provincia di Siena che hanno chiesto all’Anci la verifica dell’effettivo scenario che aspetta le comunità locali senza le Province e di assumere iniziative dirette a correggere l’iter della riforma in atto, prevista dal governo Monti. La Provincia, a Siena, è prima di tutto una dimensione socio – economica, storicamente consolidata che va ben oltre la stessa istituzione. Il Partito democratico di Siena è pronto a fare la propria parte. Se ci sarà chiesto un contributo siamo disponibili, sicuramente partendo da una riforma del Parlamento, con il Senato Federale e Carta della Autonomia; con un forte dimagrimento degli uffici decentrati dello Stato, che mette in campo una serie discussione sul tema Province, non disgiunta da una seria ricognizione sul riordino del sistema regionale.
Per approfondire l’impatto delle disposizioni dei commi 14-21 dell’articolo 23 del decreto legge 201/11 sulle Province l’Upi ha redatto una relazione tecnica con i vizi di inconstituzionalità del decreto 201/2011 che potete trovare qui. Per conoscere i dati aggiornati sui bilanci delle Province è possibile consultare il dossier dell’Unione delle Province italiane.