7 giugno 2010
“Se verranno apportate modifiche al ddl sulle intercettazioni che toccano alcuni dei punti indicati come critici dal Pd, non possiamo che compiacerci. Resta tuttavia, nel suo impianto, una legge inaccettabile”.
Così, il segretario del Partito Democratico di Poggibonsi, Carlo Mezzedimi, commenta il ddl sulle intercettazioni, approvato in Commissione Giustizia del Senato, e in questi giorni al centro dell’agenda politica del paese.
“Il ddl va a toccare uno strumento investigativo, guarda caso proprio nel momento in cui, grazie al suo uso, sta venendo a galla il marciume che lega politica ed affari, basta pensare al caso Scajola, alle vicende legate al terremoto in Abruzzo ed a quelle che riguardano l’operato della Protezione Civile. Senza pensare poi al fondamentale ruolo che le intercettazioni stesse hanno avuto nella lotta alla mafia ed alla malavita organizzata in genere. Infatti non si potranno più pubblicare in versione integrale, né tantomeno per riassunto, le trascrizioni delle telefonate. Un editore che autorizzi la pubblicazione delle intercettazioni può essere sanzionato con una multa che va dai 25.800 euro ai 309.800, giusto per sottolineare i principi della libertà di stampa e d’indipendenza dei giornalisti, sanciti dall’art. 21 della Costituzione”.
Si invoca la tutela della privacy per coprire il vero intento di questa legge, ovvero occultare i gravi fatti di corruzione di qualche parlamentare e di suoi intimi amici e mettere un ulteriore bavaglio alla stampa, in un paese già controllato massicciamente nei suoi mezzi di informazione pubblici e privati.
“Questa legge – continua il segretario Mezzedimi – mette a rischio il diritto di cronaca e la lotta alla corruzione, che dovrebbero invece essere, in un paese democratico, a garanzia e tutela di tutti i cittadini”.
“Grazie alla dura posizione assunta dal centrosinistra e dal PD, il centro destra ha presentato modifiche che vanno incontro ad alcune richieste del nostro partito. Tra le quali, verrà concesso al Pm di poter prorogare di 48 ore in 48 ore le intercettazioni oltre il limite dei 75 giorni, e di disporne di nuove anche dopo la scadenza del tempo. Sarà possibile effettuare intercettazioni ambientali, anche in assenza di flagranza di reato e la norma che limita l’uso delle intercettazioni per chi lavora per i servizi segreti verrà stralciata, grazie all’accordo presieduto da Massimo D’Alema con il Copasir”.
“Questo – conclude Mezzedimi – è sicuramente un passo avanti, anche se sarebbe utile vedere nero su bianco gli emendamenti, prima di sbilanciarsi, come afferma anche il responsabile Giustizia del Pd Andrea Orlando, anche perché quello che sarebbe completamente da ripensare, è proprio l’impianto della legge. Perché più che di una legge, qui si tratta di provvedimenti che affermano il fatto che corrotti e corruttori hanno il diritto all’impunità, sia giudiziaria che morale, rendendo indisponibili all’opinione pubblica informazioni sulle loro malefatte”.