30 novembre 2010
Venerdì 26 novembre il Consiglio dei Ministri ha approvato e indetto la “giornata nazionale degli stati neurovegetativi”, scegliendo come data per tale ricorrenza il 9 febbraio, data della morte di Eluana Englaro. Personalmente lo ritengo un atto di assoluta crudeltà, oltre che di arroganza nei confronti del dolore di persone come Beppino Englaro, Mina Welby e di tutti coloro che hanno sostenuto battaglie estenuanti e disperate affinché le persone amate non rimanessero attaccate ad una macchina contro la propria volontà, e rispettare pertanto il diritto all’autodeterminazione.
Credo che in uno Stato laico non sia accettabile la prepotenza di chi vuole imporre le proprie posizioni, offendendo la memoria di Eluana e di chi ritiene non degna di essere vissuta una vita vegetativa – senza ritenere sbagliata la decisione di coloro che optano per una scelta diversa: è giusto che ognuno possa decidere liberamente della propria vita.
E’ assolutamente sbagliato il modo con il quale il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, contrappone alle scelte di Beppino Englaro e di Mina Welby i comitati pro-vita, come se si trattasse di essere favorevoli alla morte piuttosto che alla vita.
Recentemente Rita Levi Montalcini ha dichiarato: “Non è tanto importante dare giorni alla vita, quanto dare vita ai giorni”. Io credo che in questa citazione stia il vero senso dell’autodeterminazione. Per me, e spero per molti di voi, il 9 di febbraio sarà soltanto il ricordo della scomparsa di Eluana Englaro e del dolore di tutti coloro che l’hanno amata.
Giancarlo Pagliai
Responsabile diritti civili – Pd Siena