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	<title>PD Siena &#187; Ordini del giorno</title>
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		<title>Centrosinistra per San Gimignano &#8211; La manovra correttiva di metà Agosto: si preannuncia un’altra stangata per gli Enti Locali</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 14:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Punto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 1 Settembre, la Mozione presentata dal Gruppo Consiliare Centrosinistra per San Gimignano sulla manovra correttiva del Governo di metà Agosto, manovra da 45 miliardi di euro, sembra aver suscitato non poche prese di posizione da parte dei Gruppi presenti durante il dibattito consiliare. Dagli interventi del presentatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Punto all’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 1 Settembre, la Mozione presentata dal Gruppo Consiliare Centrosinistra per San Gimignano sulla manovra correttiva del Governo di metà Agosto, manovra da 45 miliardi di euro, sembra aver suscitato non poche prese di posizione da parte dei Gruppi presenti durante il dibattito consiliare. Dagli interventi del presentatore e degli altri Consiglieri del Gruppo di maggioranza si evince come con il D.L. 138/2011 in esame presso la Commissione Bilancio del Senato si corre il rischio di penalizzare seriamente ancora una volta soprattutto gli Enti Locali, essendo di fatto questa la quarta manovra correttiva varata nel giro di tredici mesi (dopo il D.L. 78/2010, la Finanziaria per il 2011, e la Legge 111/2011). <span id="more-7007"></span>“Seppur convenendo sul fatto che è nell’interesse del nostro Paese cercare di perseguire gli obiettivi di pareggio di Bilancio e di forte riduzione del debito pubblico italiano, peraltro aumentato in maniera consistente negli ultimi anni, va rilevato che tale intervento sugli Enti Locali rischia di essere insufficiente sul piano del riordino istituzionale, e fortemente incisivo e penalizzante sul livello dei servizi, livello che invece va mantenuto e in alcuni casi irrobustito, specie in un momento difficile di crisi economico-finanziaria come quello che stiamo attraversando” – afferma il Vice-Capogruppo Massimiliano Fulignati – “Inoltre, leggendo il testo della manovra così come è stata proposta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, questa non contiene i promessi allentamenti dei vincoli del Patto di Stabilità, non facendo ancora una volta alcuna distinzione tra i Comuni non virtuosi e quelli virtuosi che rispettano le regole, né rimodulando i vincoli imposti ormai da anni, tanto alla spesa corrente quanto alla spesa in conto capitale.” “Stando così le cose” – chiosa il Vice-Capogruppo Gianni Bartalini – “alla riduzione dei trasferimenti statali si sommano in maniera pesante anche i tagli al Fondo statale per le politiche sociali e al Fondo nazionale per la non autosufficienza, mettendo di fatto a repentaglio i servizi sociali e assistenziali soprattutto a discapito delle persone che già versano in condizioni di difficoltà. Tutto questo è pertanto inaccettabile, poiché in tempi di crisi, se tutti dobbiamo contribuire al risanamento dei conti pubblici, dobbiamo chiedere sacrifici ai cittadini italiani in maniera equa, non in maniera ingiusta ed iniqua, come paventato del Premier. Il Governo si impegni a combattere l’evasione e l’elusione fiscale, implementando al 15% il gettito derivante dai capitali fatti rientrare in Italia con lo scudo fiscale, così come si impegni a introdurre una misura di prelievo <em>una tantum</em> per i redditi sopra i 90 mila euro, e vari misure concrete che vadano nell’ottica di un alleggerimento dei costi della politica, partendo prima di tutto dal dimezzamento del numero dei parlamentari e dalla diminuzione delle indennità percepite.” Se si esclude l’intervento del Gruppo Consiliare di Rifondazione-Comunisti Italiani che ha sostenuto e condiviso nel merito i temi della Mozione, contribuendone all’approvazione insieme al Gruppo di maggioranza, perplessità sono giunte dagli altri Gruppi di minoranza, con il PdL che ha cercato anche con modo piuttosto veemente di fare un’alzata di scudi a favore del Governo Berlusconi e dei contenuti delle manovre correttive effettuate in poco più di un anno, e con la Lista Civica che, pur approvando nei contenuti la Mozione, ha preferito votare contro perché non condivide l’impegno per il Sindaco e la Giunta di organizzare momenti di informazione e comunicazione ai cittadini sulla gravità delle scelte che a livello centrale si stanno facendo contro l’autonomia dei Comuni.</p>
<p>Approvata a maggioranza anche la Variazione al Bilancio di previsione 2011 e la modifica al programma triennale delle opere pubbliche 2011 &#8211; 2013. Variazione positiva, frutto per due terzi di entrate extratributarie derivanti soprattutto dagli introiti dei parcheggi e dei musei, che ha messo in risalto come, mediante un corretto e costante controllo di gestione da parte degli uffici comunali competenti, si possano intercettare risorse anche piuttosto consistenti da trasferire dalla parte corrente del Bilancio alla parte per investimenti. Ne derivano maggiori risorse da allocare per la realizzazione di opere pubbliche quali il rifacimento di porzione della pavimentazione stradale di Via Capassi ed il restauro della facciata del Palazzo della Cancelleria, nonché per consentire un intervento strutturale più consistente circa il rifacimento dell’asfalto della strada di Pancole e dei tappeti d&#8217;usura, come previsto nel programma di legislatura. “Con questa Variazione” – ha affermato Bartalini – “si onora l’impegno sottoscritto nel programma di legislatura che ci impegna come maggioranza ormai da alcuni anni ad avere sempre la massima attenzione verso un unico grande Territorio da governare, senza distinguo tra persone e luoghi di serie A e di serie B, e di fatto senza distinzioni tra Capoluogo e Frazioni periferiche”.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p align="right">Gruppo Consiliare Centrosinistra per San Gimignano</p>
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		<title>Il consiglio provinciale vota compatto contro la chiusura delle Poste di Castelmuzio</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 12:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Chiedere a Poste Italiane di rivedere la decisione di chiudere l’ufficio postale di Castelmuzio nel Comune di Trequanda&#8221;. E&#8217; quanto ha chiesto il Partito democratico in un ordine del giorno presentato e approvato dalle forze politiche che siedono nei banchi della maggioranza e dell&#8217;opposizione in consiglio provinciale.
“La chiusura dell’ufficio postale di Castelmuzio – si legge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Chiedere a Poste Italiane di rivedere la decisione di chiudere l’ufficio postale di Castelmuzio nel Comune di Trequanda&#8221;. E&#8217; quanto ha chiesto il Partito democratico in un ordine del giorno presentato e approvato dalle forze politiche che siedono nei banchi della maggioranza e dell&#8217;opposizione in consiglio provinciale.<span id="more-4340"></span></p>
<p>“La chiusura dell’ufficio postale di Castelmuzio – si legge nell’ordine del giorno – penalizza fortemente la comunità locale e soprattutto la numerosa popolazione anziana. L’ufficio postale costituisce un servizio pubblico essenziale la cui opportunità non può essere misurata solo in termini di economicità, tanto più in un piccolo borgo come Castelmuzio, che già sta vivendo il fenomeno dello spopolamento. L’ufficio postale di Trequanda, fra l’altro, è stato premiato come uno dei migliori del centro Italia nel corso del meeting organizzato da Poste italiane, nei giorni scorsi. Una decisione che suona come una beffa e risulta incomprensibile alla luce della chiusura dello sportello di Castelmuzio per ‘scarsa redditività’. L’amministrazione comunale ha investito molto nel territorio per sostenere lo sviluppo del turismo, sia per incrementare l’offerta ricettiva sia per valorizzare i prodotti tipici della zona. Spiace dunque dover sottolineare il comportamento di Poste Italiane che, nonostante le richieste del Comune di essere costantemente informata sui tempi e le modalità di chiusura dell’ufficio, ha invece agito in maniera unilaterale, sottraendosi al confronto con le istituzioni e mostrando un&#8217;incomprensibile arroganza rispetto alle rappresentanze dei cittadini”.</p>
<p>“Nei mesi scorsi – continua il documento – il Comune di Trequanda ha più volte richiesto un incontro con i vertici di Poste Italiane. C’era anche un problema con il proprietario dell’immobile, che ha deciso di non rinnovare il contratto di affitto dei locali, ma l’amministrazione ha provveduto autonomamente a reperire dei nuovi locali adatti ad ospitare la sede dell’ufficio postale. È inaccettabile che, dopo i pesanti tagli operati con la manovra finanziaria nei confronti dei piccoli comuni, le realtà più piccole siano anche private di servizi essenziali di interesse pubblico, quali l’ufficio postale, considerando anche che Poste Italiane spa è un’azienda in utile e che comunque l’economicità non può essere l’unico criterio quando sono in ballo servizi così importanti. Con questo ordine del giorno il consiglio provinciale intende dare un segnale forte contro quello che potrebbe essere un precedente pericoloso. Il timore, infatti, è che quello di Castelmuzio sia solo il primo di una serie di sportelli giudicati ‘antieconomici’ e dunque a rischio chiusura. Un ipotesi da scongiurare e contro la quale ci batteremo con ogni mezzo a nostra disposizione”.</p>
<p><a href="http://www.sienapartitodemocratico.it/pdsiena/wp-content/uploads/2010/10/castelmuzio.pdf"><strong>Scarica l&#8217;ordine del giorno sulla chiusura dell&#8217;ufficio postale di Castelmuzio</strong></a><br />
 </p>
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		<title>&#8220;Preoccupati dalle novità introdotte dal dgls 22/10 sulla geotermia voluto dal governo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 10:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Far attivare la Provincia di Siena, insieme alla Regione Toscana, per garantire le legittime aspettative delle comunità locali sui permessi di ricerca e di coltivazione delle risorse geotermiche, previste dal decreto legislativo 22/10. E&#8217; questa la richiesta contenuta nell&#8217;ordine del giorno presentato da Marco Nasorri del Pd; Antonio Giudilli dell’Idv e Roberto Renai e La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Far attivare la Provincia di Siena, insieme alla Regione Toscana, per garantire le legittime aspettative delle comunità locali sui permessi di ricerca e di coltivazione delle risorse geotermiche, previste dal decreto legislativo 22/10. E&#8217; questa la richiesta contenuta nell&#8217;ordine del giorno presentato da Marco Nasorri del Pd; Antonio Giudilli dell’Idv e Roberto Renai e La Sinistra, che verrà discusso nel prossimo consiglio provinciale in programma per venerdì 24 settembre.  <span id="more-4038"></span></p>
<p><strong>Cosa prevede il decreto legislativo 22/10 sulla geotermia</strong><br />
&#8220;Il decreto legislativo 22/10, convertito in legge &#8211; spiega Marco Nasorri, capogruppo del Pd in consiglio provinciale &#8211; ridetermina complessivamente le competenze e le concessioni in materia geotermica. Il testo, proposto da Claudio Scajola, Ministro dimissionario dello sviluppo economico, è stato votato all&#8217;unanimità dal Consiglio dei ministri, con il voto favorevole di Pdl e Lega Nord. Nei giorni scorsi, a Piancastagnaio la Lega Nord ha tentato di strumentalizzare le legittime preoccupazioni degli amministratori locali, cercando di cavalcare la vicenda, come già accaduto nel 2009 con la visita del presidente della Commissione Parlamentare Ambiente, Angelo Alessandri. Il deputato del Caroccio, in quell&#8217;occasione promise ai cittadini, monitoraggio della concessioni, una legge sul controllo delle emissioni ed autonomia gestionali agli enti locali. Dopo un anno invece per l&#8217;Amiata è arrivato il dgls 22/10&#8243;.</p>
<p><strong>Le preoccupazioni degli enti locali sulle novità introdotte dal dgls 22/10 </strong><br />
&#8220;Il testo &#8211; dice Nasorri &#8211; apre alcune legittime preoccupazioni. Per quanto riguarda la ricerca, le norme del decreto stabiliscono che vengano superate tutte le autonomie locali e che i permessi possano estendersi per 300 Km quadrati (pari all’intera Amiata) e durare 4 anni. Sul fronte del giacimento, il dlgs invece stabilisce che, una volta trovato, si definisca se esso sia di interesse nazionale ovvero con un impianto di produzione superiore a 30 MW. In caso positivo il testo prevede che l’impianto divenga di pubblica utilità e quindi soggetto ad espropri con coltivazione di durata 30 anni&#8221;.  <br />
<strong><br />
Le richieste di Pd, Idv e La Sinistra </strong><br />
&#8220;Nella legge 22/10 &#8211; conclude Nasorri &#8211; non vi è traccia dei principi contenuti, nel protocollo siglato tra Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Toscana, Province e Comuni con Enel Spa che mette al centro del suo agire la sicurezza dei cittadini e la sostenibilità ambientale con ricadute economiche importanti per i territori sedi di impianti. Per questo è necessario che la Provincia si attivi, insieme alla Regione Toscana, per garantire le legittime aspettative delle comunità locali circa i permessi di ricerca ed i conseguenti permessi di coltivazione mentre al governo e al Parlamento chiediamo di concedere alle autonomie locali piena podestà decisionale, nell’iter di concessione di ricerca ed esplorazione del territorio&#8221;.</p>
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		<title>“Con i tagli del governo la Provincia avrà il 40% in meno delle risorse per il Tpl”</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 09:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grande preoccupazione per i tagli delle risorse statali per il trasporto pubblico locale e sostegno alla mobilitazione promossa dai pendolari e dalle forze politiche, sociali ed economiche in difesa del diritto alla mobilità. E’ quanto espresso, in un ordine del giorno, presentato da Marco Nasorri, capogruppo del Partito democratico in consiglio provinciale, in discussione nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande preoccupazione per i tagli delle risorse statali per il trasporto pubblico locale e sostegno alla mobilitazione promossa dai pendolari e dalle forze politiche, sociali ed economiche in difesa del diritto alla mobilità. E’ quanto espresso, in un ordine del giorno, presentato da Marco Nasorri, capogruppo del Partito democratico in consiglio provinciale, in discussione nel corso della seduta consiliare programmata per  venerdì 24 settembre.<span id="more-4029"></span></p>
<p>“Il governo, con la manovra correttiva  varata lo scorso luglio –  afferma Nasorri &#8211; ha tagliato alle Regioni circa 3,5 miliardi di euro, destinati al trasporto pubblico locale,  mettendo così a rischio la mobilità pubblica  su ferro e gomma; rendendo prevedibile un aumento delle tariffe e vanificando la possibilità di fare i necessari investimenti per aumentare la qualità dei servizi. A questo si aggiungono le pesanti ripercussioni che le decurtazioni potrebbero avere sull’occupazione, a spese dei 18 mila lavoratori del settore”.</p>
<p>“Alla Regione Toscana – sottolinea Nasorri – sono stati ridotti i trasferimenti statali per la mobilità, per un totale di circa 200 milioni di euro, costringendo l’amministrazione regionale  a tamponare lo stato di emergenza con la sospensione delle gare di appalto per il Tpl. I tagli comporteranno inoltre una diminuzione dei trasferimenti regionali alle Province e ai Comuni, causando una consistente riduzione dei servizi offerti nei prossimi anni. La Provincia di Siena subirà un taglio dei trasferimenti che potrebbe arrivare fino al 40% e che inciderà notevolmente su un settore strategico per la mobilità del territorio, per la sostenibilità e lo sviluppo dell’intera realtà territoriale”.</p>
<p>“Condanniamo – conclude Nasorri &#8211; la scelta del governo di tagliare le risorse per il Tpl. Una decisione che danneggia lo sviluppo di un settore che, data la crescente domanda di mobilità da parte dei cittadini, avrebbe la necessità di investimenti al fine di favorire la riduzione dei gas inquinanti, il risparmio energetico, la riduzione dei costi sociali e  l’aumento della sicurezza. Per questo esprimiamo ancora una volta la nostra preoccupazione e il nostro sostegno a tutte le forme di mobilitazione in difesa del diritto alla mobilità”.</p>
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		<title>Nasorri: “Il governo riveda la normativa vigente in materia di spandimento dei fanghi”</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 09:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
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Rivedere la normativa in materia di spandimento dei fanghi in agricoltura, aprendo alle istituzioni locali la possibilità di prevedere e inserire negli strumenti di pianificazione, elementi di limitazione a salvaguardia delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche del territorio. E’ quanto chiedono, in un ordine del giorno, al Parlamento e al governo Marco Nasorri del Pd; Antonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Rivedere la normativa in materia di spandimento dei fanghi in agricoltura, aprendo alle istituzioni locali la possibilità di prevedere e inserire negli strumenti di pianificazione, elementi di limitazione a salvaguardia delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche del territorio. E’ quanto chiedono, in un ordine del giorno, al Parlamento e al governo Marco Nasorri del Pd; Antonio Giudilli dell’Idv e Roberto Renai de La Sinistra.<span id="more-4006"></span></p>
<p>La normativa relativa allo spandimento dei fanghi. “L’utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura – spiega Marco Nasorri, capogruppo del Pd in consiglio provinciale – è regolato dalla direttiva europea 86/278, recepita con il decreto legislativo 99/92, che fissa anche il limite di concentrazione dei vari componenti, le caratteristiche agronomiche dei terreni e le quantità massime che possono essere sparse. Nel 2004 la Regione Toscana, con il Dpgr 14/R/2004, ha regolamentato la materia rifacendosi alla normativa nazionale”.</p>
<p>Cosa sono i fanghi. “I fanghi di depurazione derivanti dal trattamento di acque reflue urbane – spiega Nasorri -  sono trattati, come rifiuti speciali non pericolosi dalla normativa che prevede che essi possano essere trasportati e smaltiti da e verso ogni parte del territorio nazionale, senza che gli enti competenti per il rilascio delle autorizzazioni possano regolarne i flussi, attraverso adeguati strumenti di programmazione. E’ importante sottolineare che i fanghi, prodotti dalla depurazione civile, rispettano i parametri previsti dal Dlgs 99/92 e quindi sono un ottimo ammendante per i terreni agricoli e non hanno alcun effetto negativo per la salute”.</p>
<p>L’attività di spandimento dei fanghi in Provincia di Siena. “Sul nostro territorio – dice ancora Nasorri – l’attività di spandimento risulta essere un fenomeno assolutamente marginale, grazie anche alle limitazioni, quantitative e qualitative, previste dalle autorizzazioni della Provincia di Siena. Per limitare i possibili effetti, legati alle emissioni di cattivi odori, infatti, sono stati fissati limiti alle quantità giornaliere spandibili e alle modalità operative di spandimento. E’ poi importante sottolineare che le aziende titolari delle autorizzazioni sono soggette ai controlli di Polizia provinciale, Arpat e di altre autorità competenti”.</p>
<p>La riflessione avviata dalla Provincia di Siena. “Con l’aumento della produzione dei fanghi – dice Nasorri – la giunta provinciale e le amministrazioni locali hanno aperto una riflessione relativa da una parte all’inserimento di ulteriori limitazioni nelle autorizzazioni allo spandimento, connesse con la salvaguardia ed il rispetto di particolari caratteri ambientali e paesaggistici e dall’altra con la richiesta di revisione della normativa europea e nazionale che apra al principio di “prossimità”  permettendo di  legare il recupero di tali rifiuti ai territori che li producono. A tale proposito appaiono evidenti le lacune normative del governo Berlusconi, che non fornisce autonomia decisionale nella programmazione e gestione del ciclo dei fanghi lasciando senza strumenti di programmazione il territorio”.</p>
<p>Le richieste di Pd, Idv e La Sinistra. “Alla luce di tutto questo – afferma Nasorri &#8211; chiediamo al Parlamento e al governo di rivedere la normativa vigente, limitando la provenienza dei fanghi ai soli impianti a servizio ed in regolare attività di depurazione sul territorio locale e alla giunta provinciale di farsi promotrice di ogni iniziativa possibile,nei confronti degli organi competenti, orientata alla modifica dell’attuale normativa ed alla assegnazione delle competenze agli enti locali necessarie alla programmazione e regolamentazione in materia di spandimento di fanghi da depurazione”.</p>
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		<title>Ordine del giorno acqua</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 14:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ordine del giorno sul D.L. n. 135/2009, art. 15: riconoscimento del servizio idrico come privo di rilevanza economica
Premesso che:
L’acqua è una risorsa primaria, essenziale alla vita e il cui accesso universale e disponibilità sono obiettivi da perseguire in quanto garanzia di un diritto inalienabile e la cui conservazione va perseguita anche a beneficio delle generazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ordine del giorno sul D.L. n. 135/2009, art. 15: riconoscimento del servizio idrico come privo di rilevanza economica</strong></p>
<p>Premesso che:</p>
<p>L’acqua è una risorsa primaria, essenziale alla vita e il cui accesso universale e disponibilità sono obiettivi da perseguire in quanto garanzia di un diritto inalienabile e la cui conservazione va perseguita anche a beneficio delle generazioni future che hanno diritto ad un ecosistema equilibrato;<span id="more-1898"></span></p>
<p>Oggi sulla Terra più di un miliardo e trecento milioni di abitanti non hanno accesso all’acqua potabile, prevedendosi che nel giro di pochi anni tale numero raggiunga i tre miliardi nonostante la natura di bene comune necessario alla sopravvivenza;</p>
<p>Il quadro legislativo in tema di governo del Servizio idrico integrato è incardinato nella L. 36|94, detta “legge Galli” dal nome del suo estensore; recepita dalla legge Regionale Toscana n°81|95, istitutiva degli Ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O) obbligatori per i Comuni;</p>
<p>precedentemente all’entrata in vigore della legge Galli, la gestione del servizio idrico si attuava in forme e modi totalmente diversi nei vari Comuni, alcuni dei quali gestivano il servizio in economia, altri tramite aziende speciali intercomunali ed alcuni attivando S.p.A pubbliche;</p>
<p>l’attuazione della legge Galli nei 93 ambiti italiani ha avuto applicazione diversificata, essendo la Toscana la prima regione italiana ad attuare in modo organico la legge quadro di cui trattasi;</p>
<p>la scelta attivata in Toscana con la L.R 81|95 muoveva su due temi di fondo, la necessità di accorpare i servizi esistenti, fino ad allora molto frammentati, puntando al raggiungimento di economie di scala molto più efficienti, con il relativo contenimento dei costi, rispondere alla legge 36|94 che prevedeva la fiscalità particolare come unico finanziamento dell’intero Sistema idrico Integrato;</p>
<p>la scelta per la gestione del servizio, successiva all’adozione dei Piani di Ambito in Toscana è stata quello del P.P.P. Partenariato Pubblico Privato, con il socio pubblico in maggioranza ed il socio privato con quote di minoranza, tutto questo è stato esplicato con procedure pubbliche di gara</p>
<p>
la gestione del servizio idrico integrato in Italia è attualmente normata dall&#8217;Art. 23bis della legge 133/2008 che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara, facendo largo forzatamente all’ingresso di privati;</p>
<p>il recente Art. 15 del D.L. 135/2009, che ha modificato l&#8217;Art. 23bis, muove passi ancor più decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici, prevedendo:<br />
• affidamento della gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa, a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%;<br />
• la cessazione degli affidamenti “in house” a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni (in essere alla data del 22 agosto 2008) alla data del 31 dicembre 2011;</p>
<p> <strong>Considerato che:</strong><br />
- la risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2006 dichiara “l’acqua come un bene comune dell’umanità” e chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l’accesso all’acqua alle popolazione più povere entro il 2015 ed insiste affinché “la gestione delle risorse idriche si basi su un’impostazione partecipativa e integrata che coinvolga gli utenti ed i responsabili decisionali nella<br />
definizione delle politiche in materia di acqua livello locale e in modo democratico”;<br />
- gli stessi organi della UE hanno più volte sottolineato che alcune categorie di servizi non sono sottoposte<br />
al principio comunitario della concorrenza; si veda ad esempio la Comunicazione della Commissione al<br />
Parlamento Europeo COM (2004) 374: “…le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) sono libere di decidere se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato)”; è peraltro noto che non esiste alcuna norma europea che sancisce l’obbligo per le imprese pubbliche di trasformarsi in società private (come ribadito da: Corte di giustizia CE, 2005; Commissione CE 2003 e 2006; Parlamento CE, 2006);<br />
- a partire dalla promulgazione della carta europea dell&#8217;acqua (Strasburgo 1968) si è affermata a livello mondiale non solo la concezione dell&#8217;acqua come &#8220;bene comune&#8221;, ma anche del suo uso come diritto fondamentale dell&#8217;uomo;<br />
- il Testo Unico sull’Ambiente” d.lgs n. 152/2006, all&#8217;articolo 144, comma 2 afferma: &#8220;Le acque costituiscono una risorsa che va tutelata e utilizzata secondo criteri di solidarietà; qualsiasi loro uso è effettuato salvaguardando le aspettative e i diritti delle generazioni future&#8221;;</p>
<p><strong>Valutato che:</strong></p>
<p>-da un punto di vista normativo lo strumento del decreto legge risulta inappropriato per simile materia e che non è stato possibile svolgere nelle sedi deputate un’approfondita discussione a causa del voto “di fiducia” imposto sul provvedimento dal Governo, impedendo di fatto il confronto su un tema così delicato e complesso come la gestione della risorsa idrica .<br />
-oggi il 61% del servizio idrico erogato in Italia è gestito da società interamente pubbliche, con il rischio evidente, conseguente l’obbligo di dismissione di almeno il 40% delle quote di capitale delle società pubbliche entro il 2011 , di svalorizzare il patrimonio dei comuni.<br />
-la priorità della preventiva definizione delle regole attraverso le quali sia possibile, per l’istituzione locale, in ambiti territoriali strutturalmente ed economicamente ottimali, scegliere nell’interesse pubblico i gestori migliori, nonché il rafforzamento delle Autorità pubbliche di regolazione, di garanzia e di controllo, in grado di gestire le modalità degli affidamenti, di fissare le regole e controllarne il rigoroso rispetto<br />
-vanno definiti i termini di utilizzo delle reti, che devono restare integralmente di proprietà pubblica;</p>
<p><strong>Considerato che:</strong><br />
-il maxiemendamento presentato dal governo nella legge finanziaria prevede lo scioglimento dei consorzi di funzioni, con il rischio conseguente di scioglimento delle autorità di ATO costituite sotto forma di consorzio, con la mortificazione delle funzioni di programmazione e di controllo pubblico esercitato dai comuni per il tramite delle autorità.</p>
<p><strong>Sottolinea che:</strong><br />
-l’esperimento condotto in Toscana, nella gestione del servizio idrico integrato, con la scelta di una esclusiva competenza pubblica nella programmazione, una esclusiva competenza pubblica nel controllo e il mantenimento della maggioranza pubblica nella compagine societaria dei gestori del servizio, ha consentito di sviluppare investimenti importanti per la salvaguardia della risorsa, per il miglioramento del servizio, l’adeguamento alle normative europee e mondiali sulla depurazione, consentendo la valorizzazione del patrimonio di esperienze compiute dai comuni nelle gestioni dirette e delle società di capitali interamente pubbliche che gestivano il servizio precedentemente all’affidamento ai vari gestori.</p>
<p><strong>Ricordato che:<br />
</strong>-le criticità più rilevanti del servizio sono rappresentate dal deterioramento quantitativo e qualitativo delle riserve idriche nonchè dall’alto livello delle perdite, e che ciò rappresenta il contrario dell’uso sostenibile della risorsa.<br />
-che il livello di investimenti necessari al raggiungimento degli standard di legge sui criteri di depurazione esorbita le possibilità della tariffa,</p>
<p><strong>Tutto ciò premesso:</strong><br />
-considerato l’impegno dell’uso sostenibile della risorsa acqua, patrimonio pubblico e diritto individuale, come ricordato dalla dichiarazione della carta dell’ acqua  della Toscana e di impedire la svendita di un patrimonio pubblico rilevante e strategico.</p>
<p><strong>IL CONSIGLIO PROVINCIALE</strong></p>
<p>Esprime<br />
- dissenso contro il decreto, che non tutela il servizio idrico integrato, che viene mercificato alla stregua di un bene di mera rilevanza economica anziché tutelato come un servizio pubblico essenziale e che indebolisce la presenza del pubblico nel controllo e nella gestione del servizio idrico in modo particolare nelle società quotate in borsa<br />
- la volontà di fare quanto in suo potere per modificare il nuovo quadro normativo, imposto ricorrendo al voto di fiducia<br />
- l’impegno ad agire, in qualità di socio del soggetto gestore del servizio idrico, per migliorare la qualità del servizio erogato e contenere i costi di funzionamento<br />
- l’impegno a promuovere una cultura del consumo dell’acqua più rispettosa della scarsità e del valore della risorsa idrica  <br />
- la convinzione che è indispensabile reperire nuove risorse pubbliche, da aggiungere alle entrate da tariffa, per sostenere gli  investimenti necessari per disporre di riserve idriche adeguate allo sviluppo economico sostenibile, operare un’adeguata manutenzione della rete, completare le condotte fognarie gli impianti di depurazione su tutto il territorio, chiedendo a Stato, Unione Europea e Regione di destinare idonee risorse<br />
- la disponibilità della provincia a compartecipare, nei limiti dei Bilanci e del Patto di Stabilità, al piano straordinario di investimenti prefigurato<br />
-   la volontà di ribadire che la gestione del servizio idrico integrato è un  servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua e pari dignità umana a tutti i cittadini</p>
<p>
I consiglieri <br />
<strong>NASORRI MARCO                                 PARTITO DEMOCRATICO <br />
GIUDILLI  ANTONIO                            ITALIA DEI VALORI<br />
RENAI ROBERTO                                  LA SINISTRA</strong></p>
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		<title>Ordine del giorno Calderoli</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 13:29:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ordini del giorno]]></category>

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		<description><![CDATA[Premesso
-che la legge finanziaria contiene ai commi da 176 a 180 dell’articolo 2 tagli ai trasferimenti erariali alle Province e ai Comuni scaglionati nel triennio 2010-2012, ai quali espressamente si collegano modifiche molto rilevanti dell’ordinamento degli enti locali.
In particolare, si prevede la riduzione del 20 per cento dei consiglieri comunali; la fissazione di una soglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Premesso</strong></p>
<p>-che la legge finanziaria contiene ai commi da 176 a 180 dell’articolo 2 tagli ai trasferimenti erariali alle Province e ai Comuni scaglionati nel triennio 2010-2012, ai quali espressamente si collegano modifiche molto rilevanti dell’ordinamento degli enti locali.<span id="more-1884"></span><br />
In particolare, si prevede la riduzione del 20 per cento dei consiglieri comunali; la fissazione di una soglia massima degli assessori comunali stabilita in misura pari a un quarto dei consiglieri e quella degli assessori provinciali in misura non superiore ad un quinto dei consiglieri; l’obbligo di sopprimere il difensore civico, le circoscrizioni di decentramento comunale, la figura del direttore generale, i consorzi di funzioni fra gli enti locali; la possibilità per il sindaco dei Comuni con popolazione non superiore ai 3 mila abitanti di delegare, in alternativa alla nomina degli assessori, le proprie funzioni a non più di due consiglieri.</p>
<p>-che il comma 180 sopprime il finanziamento statale alle Comunità Montane, attribuendo di conseguenza integralmente alle Regioni la responsabilità di assicurare l’eventuale sopravvivenza delle stesse e ponendo totalmente a carico loro il relativo sostentamento, prevededendo che resti comunque a carico dello Stato il trasferimento ai Comuni montani del 30 per cento delle risorse finora assegnate alle Comunità Montane</p>
<p>-che le misure prese per gli enti locali avranno serie ripercussioni sulla Provincia di Siena in cui il taglio di 10 milioni di euro previsto sui trasferimenti ai piccoli Comuni e alle Comunità Montane  riguarderà ben 16 Comuni su 36  e la Comunità Montana dell’Amiata-Val d’Orcia.</p>
<p><strong>Valutato:</strong></p>
<p>-che nessun Comune della nostra Provincia rientra nella definizione di “comune montano”, nemmeno realtà di montagna come Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore, perché il 75% del loro territorio è inferiore alla soglia di altezza minima fissata a 600 metri sul livello del mare. Questo significa non solo la perdita di risorse ma anche il venir meno di agevolazioni per le imprese e per gli istituti scolastici che rischiano di colpire ancora più duramente territori già messi a dura prova dalla crisi economica.</p>
<p>-che il taglio complessivo ai bilanci degli enti locali sembra ammontare ad 85 milioni di euro, mentre si parla di 100 milioni di euro per il fondo di non autosufficienza.</p>
<p>-che sebbene allo stato attuale non sia dato conoscere l’esatto ammontare dei tagli riguardanti i Comuni e le Province è comunque possibile tentare una ragionevole previsione di quanto ammonti il taglio al bilancio della Provincia di Siena. Infatti il D.L. 112 ha già un taglio di 250 milioni di euro sui Bilanci degli EE.LL., di cui 200 milioni sui Bilanci dei Comuni e 50 milioni sui Bilanci delle Province. Ciò ha già provocato per il bilancio della nostra Provincia un minor contributo erariale di circa  268.000 euro. Se i parametri restano gli stessi è ragionevole prevedere che l’ulteriore taglio per il bilancio della nostra Provincia ammonterà a circa 80.000 euro, che aggiunti a quelli già operati porterebbero il totale dei tagli a 348.000 euro. A questi bisogna aggiungere i tagli di 360.000 euro dei cosiddetti costi della politica operati dalla finanziaria 2008, per cui il totale dei tagli sul bilancio 2009 della nostra Provincia ascenderebbe a 708.000 euro. Bisogna poi considerare che gli 85 milioni di euro, di cui si parla per il 2010, ammonteranno a complessivi 190 milioni di euro per il 2011 e a 240 milioni di euro per il 2012, che corrispondono per la nostra Provincia ad un taglio di 178.000 euro per il 2011 e a 225.000 euro per il 2012.</p>
<p><strong>Il consiglio provinciale di Siena …</strong></p>
<p><strong>Esprime:</strong></p>
<p>-preoccupazione per quanto avvenuto in questi giorni in Parlamento sulla legge finanziaria presentata dal governo Berlusconi. Da un punto di vista del metodo, mentre si rimprovera di non cercare il dialogo con la maggioranza, dall’altra si blinda la manovra finanziaria: infatti,  dopo il DPEF del 2009, deliberato e votato in soli 9 minuti, quello attuale è stato presentato, votato e discusso al Senato con un testo, poi è stato completamente modificato alla Camera con la richiesta successiva di porre la fiducia anche sul voto in commissione. Davanti alla crescenti divisioni interne e alle oggettive difficoltà di dare risposte adeguate per risolvere le difficili problematicità del paese, il centrodestra è stato costretto a blindare ulteriormente il testo alla Camera attraverso un maxiemendamento teso a bloccare ogni possibile collaborazione delle minoranze che avrebbero potuto mettere in crisi il fragilissimo equilibrio raggiunto dalla maggioranza.</p>
<p><strong>Ritiene:</strong></p>
<p>-che le decisioni assunte dal Governo sulla finanziaria sono gravi nel metodo ma anche nel merito. Ci troviamo di fronte ad una manovra debole, palesemente inadeguata ad affrontare il contesto socio-economico provocato dalla crisi. La finanziaria pare più un’alchimia frutto delle logiche di potere interne alla compagine berlusconiana che un tentativo di dare risposte ai bisogni dei rediti medio bassi, delle imprese e delle zone deboli.</p>
<p>-che questo modo di agire rischia di ledere i principi costituzionali di equiordinazione degli enti costitutivi della Repubblica e della leale cooperazione fra gli stessi nel governo degli interessi pubblici, consacrati dalla recente riforma del titolo V, parte II, della Carta Costituzionale.</p>
<p>-che i Comuni e le province, come spiega proprio un rapporto di Bankitalia uscito in settimana, sono l’ultima delle cause degli sprechi e del debito pubblico in Italia.</p>
<p>-che vada  segnalata la pericolosità di voler introdurre innovazioni ordinamentali evitando il confronto in Parlamento e blindando queste modifiche all’interno di uno strumento legislativo “improprio”, quale la legge finanziaria, una forzatura che, oltre a svilire il ruolo del Parlamento e delle opposizioni, pone anche alcuni problemi applicativi e mostra numerose contraddizioni.</p>
<p>-che si tratti di un intervento “improvvisato” che non tiene conto delle disparità che rischia di introdurre tra Comuni che andranno in scadenza nell’arco del triennio previsto dalla manovra e quelli che non saranno toccati dalla riforma, generando squilibri e differenze non solo sul numero dei consiglieri e degli assessori, ma anche sulle figure organizzative e sulle articolazioni interne, quali difensori civici e direttori generali, che vedono il loro ruolo cessare a seconda dell’anno di rinnovo dei mandati dei consigli. Senza contare alcuni problemi applicativi che questo quadro pone: si pensi, in particolare, alla soppressione dei consorzi di funzioni, che sembra dover avvenire obbligatoriamente quando anche uno solo dei Comuni che ne fanno parte è tra quelli che vanno al rinnovo.</p>
<p>Tutto ciò premesso<br />
<strong>Ritiene:</strong></p>
<p>-che il governo stia cercando di far passare come  “taglio di poltrone” la diminuzione dei consiglieri comunali per mascherare l’incapacità di contenere gli sprechi reali della politica, mantenendo inalterato il numero dei parlamentari, dei consiglieri regionali, delle consulenze ministeriali, nonostante sia un dato assodato che la maggioranza degli sprechi e dei costi della politica vada a ricadere sulle strutture a livello centrale e regionale.</p>
<p>- che davanti a tematiche che meriterebbero un serio confronto ed un vero approfondimento  per dare vita ad una reale riforma di modernizzazione istituzionale, si preferisce ridurre tutto questo a mere questioni di bilancio per andare a colpire l’anello più debole della catena amministrativa: i piccoli comuni e le zone montane.</p>
<p>-che nel caso delle Comunità Montane la disposizione segna una evidente “ritirata” dello Stato nei confronti di queste modalità di esercizio delle funzioni comunali in forma associata e dai problemi della montagna.</p>
<p>-che nel disegno di legge non c’è traccia della  restituzione delle somme indebitamente trattenute su &#8220;costi della politica&#8221;, non ci sono garanzie sul reintegro totale dell’Ici e la rimozione dei limiti imposti dal Patto di Stabilità per le opere pubbliche. Inoltre lo Stato continua a gravare i Comuni del mantenimento degli uffici giudiziari con costi obbligatori crescenti e non comprimibili a fronte di contributi esigui ed erogati con grave ritardo. Ad esempio il comune di Siena è in sofferenza di oltre 200.000 euro annui e ha eseguito anticipazioni per oltre un milione di euro e la situazione è comune a tutta la Toscana.</p>
<p>-che ancora una volta i Comuni e gli enti locali saranno costretti a pagare sulla propria pelle l’incapacità di una visione riformista del paese. La strategia politica del Governo, a questo proposito, è chiara: affamare le amministrazioni locali per farle apparire, agli occhi dei cittadini, come responsabili della forzata diminuzione dei servizi.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p> <br />
<strong>I consiglieri <br />
Marco Nasorri                    Partito democratico<br />
Antonio Giudilli                 Italia dei Valori<br />
Roberto Renai                    La Sinistra</strong></p>
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		<title>Ordine del giorno in merito al 20° anniversario della caduta del muro di Berlino</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ordini del giorno]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordato 
 che sono trascorsi 20 anni dal 9 novembre 1989 quando migliaia di cittadini tedeschi animati da un irrefrenabile desiderio di libertà , si impadronivano senza l’uso della violenza del Muro di Berlino , uno dei simboli più tragici del totalitarismo e dell’oppressione comunista in Europa, attraversando in massa la frontiera che divideva le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span id="more-1138"></span>Ricordato </strong><br />
 che sono trascorsi 20 anni dal 9 novembre 1989 quando migliaia di cittadini tedeschi animati da un irrefrenabile desiderio di libertà , si impadronivano senza l’uso della violenza del Muro di Berlino , uno dei simboli più tragici del totalitarismo e dell’oppressione comunista in Europa, attraversando in massa la frontiera che divideva le due Germanie;</p>
<p>come il Muro di Berlino venne eretto in una sola notte il 13 agosto 1961, inizialmente sotto forma di barriera di filo spinato , al fine di impedire la fuga ad ovest dei tedeschi della Germania orientale, dividendo senza pietà intere famiglie, padri, figli, madri , amori, e che ben presto l’iniziale reticolato lascio il posto a chilometri di blocchi di calcestruzzo costellati di torri di avvistamento, centinaia di postazioni  di mitragliatrici e da innumerevoli trappole minate;</p>
<p><strong>Rilevato</strong> <br />
 che nonostante la presenza di simili barriere i tentativi di fuga dei berlinesi dell’est furono all’ordine del giorno  e che più di 260  persone morirono dal 1961 al 1989 sotto il fuoco dei poliziotti della repubblica democratica tedesca  per aver tentato di passare il muro  alla disperata ricerca della libertà;</p>
<p><strong>Constatato</strong> <br />
 come l’abbattimento del Muro di Berlino abbia acquisito un alto valore simbolico , non solo della riunificazione delle due Germanie , ma anche della fine dei regimi comunisti totalitari dell’est europeo , attraverso il loro contestuale definitivo superamento e l’inizio del sogno di costruire un’Europa fondata sui valori della libertà , della pace, del rispetto della persona e dell’identità dei popoli;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Considerato </strong><br />
 che<strong> </strong>quel Muro è oggi un ulteriore segno della sconfitta politica, sociale e culturale delle ideologie totalitarie , di qualunque colore che hanno percorso il secolo passato;<strong> </strong></p>
<p>che<strong> </strong>la storia del muro di Berlino e della sua caduta non deve essere solo la storia della liberazione dall’oppressione e dalla tirannia sovietica da parte dei cittadini Tedeschi, ma che oggi quella storia deve essere un monito per l’Europa unita e per il mondo intero , quando da più parti si innalzano muri in nome di diversità di razza, di religione, di colore della pelle.</p>
<p>Che esistono ancora troppi paesi in cui dominano regimi totalitari e tanti sono i muri, materiali e immateriali  che e affliggono l’umanità: barriere fisiche che dividono le frontiere di stati a regime dittatoriale, ma anche di governi democratici, eretti  per impedire il passaggio di immigrati, per limitare la libertà di persone e popoli; muri immateriali  che segnano, la discriminazione e apartheid,  l’indifferenza e tante forme di negazione dei diritti umani, civile e politici;</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Evidenziato</strong><br />
 che il cammino fatto in questi venti anni non è stato privo di fatti tragici e acute contraddizioni: il terrorismo le guerre , i fanatismi etnici e religiosi, le enormi disparità di vita che ancora affliggono popoli;</p>
<p>Che anche  per questo ogni giorno  dobbiamo batterci perché la libertà, la democrazia, i diritti, l’equità, la solidarietà, le pari opportunità divengano valori comuni e universalmente riconosciuti in tutto il mondo, per una straordinaria espansione del progresso umano e  una civile e pacifica convivenza;</p>
<p>che<strong> </strong>in questo senso  assumiamo,<strong> </strong>nella nostra sede istituzionale, le parole del Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy, come interpretazione e slancio adatti alla tematica di questo ordine del giorno: «Vorrei quindi chiedervi, concludendo, di levare il vostro sguardo al di là dei pericoli di oggi e verso la speranza di domani, al di là della semplice libertà di questa città di Berlino o della vostra patria tedesca e verso il progresso della libertà dovunque, al di là del muro e verso il giorno della pace con giustizia, al di là di voi stessi e di noi, verso l&#8217;umanità tutta. La libertà è indivisibile, e quando un uomo è in schiavitù, nessun altro è libero. Quando tutti saranno liberi, allora potremo guardare al giorno in cui questa città sarà riunita – e così questo Paese e questo grande continente europeo – in un mondo pacifico e ricco di speranza».</p>
<p><strong>Considerato </strong><br />
 <strong>che </strong>l’Italia si fonda su una Costituzione che fa dell’antifascismo e quindi della lotta ad ogni forma totalitaria la sua caratterizzazione fondante ed irrinunciabile;</p>
<p><strong>che </strong>l’Europa Unita e i suoi provvedimenti economici, sociali e politici rappresentano il presente ed il futuro dell’orizzonte politico e sono stati possibili in questa misura proprio a partire dall’abbattimento del Muro di Berlino;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>IL CONSIGLIO PROVINCIALE </strong></p>
<p><strong>Assume </strong> gli inviti contenuti nella Legge n. 61 del 15 Aprile 2005, che fa del 9 Novembre il “Giorno della Libertà” come auspicio di democrazia e libertà per i popoli;</p>
<p><strong>auspica</strong> che la scuola  divenga sempre più, per le giovani generazioni, il luogo di promozione e apprendimento culturale dei valori di democrazia e di libertà, di rispetto dei diritti e diffusione della memoria delle tragedie del novecento, di ogni forma di totalitarismo e di ingiustizia;</p>
<p><strong>Invita</strong> <br />
 Il Presidente e la Giunta a dare il giusto risalto a tale giornata e farsi promotori , nello spirito suddetto,  di una  collaborazione proficua con le istituzioni scolastiche del territorio, per occasioni di approfondimento e di riflessione sui valori della libertà, della pace,  del rispetto assoluto della persona e delle istituzioni democratiche.</p>
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		<title>Ordine dei giorno sulla crisi dell’agricoltura</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ordini del giorno]]></category>

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		<description><![CDATA[CONSIDERATO:
 &#8211; il perdurare dello stato di crisi economica che sta interessando    largamente i principali settori produttivi del paese, ed in particolare quello agricolo ed agro-alimentare, come del resto manifestato, in numerose occasioni pubbliche, dalle organizzazioni professionali agricole;
 &#8211; la conseguente perturbazione dei prezzi che si registra a carico delle principali produzioni agricole e agroalimentari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span id="more-1136"></span>CONSIDERATO:</strong></p>
<p> &#8211; il perdurare dello stato di crisi economica che sta interessando    largamente i principali settori produttivi del paese, ed in particolare quello agricolo ed agro-alimentare, come del resto manifestato, in numerose occasioni pubbliche, dalle organizzazioni professionali agricole;</p>
<p> &#8211; la conseguente perturbazione dei prezzi che si registra a carico delle principali produzioni agricole e agroalimentari toscane, e senesi in particolare, da tempo orientate verso profili organizzativi e standard di<br />
 elevata qualità e di eccellenza;</p>
<p> &#8211; che la contrazione delle quotazioni di tali produzioni non trova riscontro in una riduzione dei prezzi dei principali fattori di costo (energetici, mezzi tecnici, manodopera, ecc.), con il risultato di una generalizzata<br />
 riduzione del reddito medio di impresa rispetto ai livelli medi dei periodi precedenti;</p>
<p> &#8211; che tali condizioni di riduzione dei redditi medi delle imprese agricole provinciali, come sopra esposto, non trovano giustificazione in fattori estranei alla crisi del mercato (quali eventi meteorologici, epizoozie,<br />
 fitopatie, ecc.);</p>
<p> &#8211; che alle condizioni di disagio economico, legate sostanzialmente alle dinamiche della domanda e dell’offerta sui mercati interni ed esteri, si aggiungono quelle di carattere finanziario, con forti limitazioni alle<br />
 possibilità, da parte delle imprese agricole, di poter accedere al credito (sia esso a breve che a medio-lungo periodo);</p>
<p> &#8211; che lo stato di crisi come sopra delineato, rappresenta una condizione eccezionale per le imprese agricole locali, con conseguenze che potrebbero produrre effetti di tipo sociale, economico e ambientale, anche nel lungo<br />
 periodo (come ad esempio l’abbandono delle zone agricole coltivate, lo spopolamento delle aree rurali, la limitazione del presidio idrogeologico, della prevenzione del rischio di incendi boschivi;</p>
<p> <strong>VISTO:</strong></p>
<p> &#8211; il D.L. n. 22/2005, convertito in legge con modificazioni della legge n. 71/2005, recante una disciplina di sostegno alle imprese colpite da crisi di mercato, ovvero da una generale riduzione del reddito non ascrivibile al verificarsi di calamità naturali o particolari fenomeni atmosferici;</p>
<p> &#8211; il D.L. n. 182/2005, convertito in legge con modificazioni dalla legge n. 231/2005, in cui si dispone la riconduzione degli aiuti di cui sopra nell’alveo del regime de minimis, secondo quanto disposto dal Reg. Cee n. 1860/2004,<br />
 soprattutto per quanto attiene al settore delle uve da vino;</p>
<p> <strong>RITENUTO:</strong></p>
<p> &#8211; che il quadro economico sopra descritto richiede l’adozione urgente di misure straordinarie di intervento a favore delle imprese agricole;</p>
<p> Impegna il Presidente della Giunta</p>
<p> 1) Affinché si attivi presso la Regione Toscana e il Governo perché vengano adottate misure straordinarie ed urgenti a favore delle imprese agricole locali, finalizzate a fronteggiare il grave stato di crisi dei mercati di<br />
 prodotti agricoli di interesse locale.</p>
<p> Nello specifico, al fine di dotare le imprese agricole di idonei strumenti atti a fronteggiare l’attuale stato di crisi di mercato, di richiedere:</p>
<p> &#8211; la sospensione o l’esonero parziale del versamento di contributi previdenziali ed assistenziali dovuti dall’imprenditore agricolo o coltivatore diretto per sé e per i propri lavoratori;</p>
<p> &#8211; l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato;</p>
<p> &#8211; l’erogazione di contributi in conto capitale;</p>
<p> &#8211; il sostegno pubblico alle polizze assicurative che contengano la copertura del rischio di mercato;</p>
<p> &#8211; l’erogazione di prestiti di esercizio a tasso agevolato ed ammortamento  pluriennale per le esigenze aziendali sia per gli anni in cui si è registrato lo stato di crisi, che per l’anno successivo;</p>
<p> &#8211; la proroga della scadenza delle rate relative alle operazioni di credito agrario di esercizio e di miglioramento, nonché di credito ordinario.</p>
<p> 2) Affinché si attivi altresì presso la Regione Toscana, il Governo, la Commissione Europea ed il Parlamento Europeo, per richiedere l’innalzamento  dei parametri massimi per l’erogazione degli aiuti relativi al regime de<br />
 minimis, ritenendo quelli attualmente vigenti inadeguati a fronteggiare l’eccezionalità e la portata dello stato di crisi in cui versano i mercati dei prodotti  agricoli ed agroalimentari delle aree rurali del proprio territorio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ordine del Giorno sulla Crisi economica e produttiva</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 09:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ordini del giorno]]></category>

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		<description><![CDATA[PREMESSO 
che l’economia mondiale, a partire dallo scorso anno è attraversata da una crisi internazionale che trova radici principalmente nella speculazione finanziaria avvenuta  negli Stati Uniti , con il fallimento di importanti istituti finanziari
Che la crisi finanziaria ed economica globale sta producendo nel nostro paese pesanti effetti negativi  sull’economia reale, sul sistema sociale, sui lavoratori, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span id="more-1133"></span>PREMESSO </strong></p>
<p>che l’economia mondiale, a partire dallo scorso anno è attraversata da una crisi internazionale che trova radici principalmente nella speculazione finanziaria avvenuta  negli Stati Uniti , con il fallimento di importanti istituti finanziari</p>
<p>Che la crisi finanziaria ed economica globale sta producendo nel nostro paese pesanti effetti negativi  sull’economia reale, sul sistema sociale, sui lavoratori, sulle famiglie;</p>
<p>che  le analisi di  previsione non  indicano tempi certi per il superamento della crisi, anzi i principali istituti statistici e di analisi prevedono che il peggio deve ancora arrivare e  si  calcola che il tasso di disoccupazione<strong> </strong>è<strong> </strong>destinato a crescere ancora per tutto il 2010, fino a superare il 10% dei lavoratori occupati;</p>
<p>che la ripresa del PIL è ancora un dato provvisorio, in più indebolito dai dati sulle minori entrate e sul peggioramento dei conti pubblici</p>
<p>che la stessa produzione industriale evidenzia andamenti contrastanti: nel terzo trimestre, secondo i dati resi noti dall&#8217;Istat, si è registrato un incremento congiunturale del 4%, la crescita più alta dal 1990 e che segue la riduzione del 3,3% registrata nel secondo trimestre del 2009. Il dato congiunturale a settembre ha evidenziato invece una riduzione del 5,3% che è la più consistente dal 1990. Da gennaio il dato ha registrato una diminuzione del 20,3% (-20,5% indice grezzo).</p>
<p>che un numero impressionante di aziende artigiane, di imprese che operano nel commercio , nei servizi , nell’agricoltura e nel turismo sono in evidente difficoltà, cala il reddito lordo delle famiglie , frena la propensione al risparmio , la spesa per i consumi finali e scende il potere d’acquisto delle famiglie: un quadro preoccupante dove ad essere più colpite sono le fasce più deboli della popolazione, a cominciare dai pensionati al minimo, dai lavoratori, dai giovani , per i quali  si calcola che uno su quattro  senza lavoro;</p>
<p><strong>EVIDENZIATO<br />
 </strong><br />
 Che di fronte ad una crisi di così vaste proporzioni il governo italiano continua a dimostrarsi inadeguato e, unico tra i paesi occidentali, ha lungamente negato la crisi, per poi tentare di far credere che era passata, senza adottare, in tutti questi mesi, efficaci  misure di contrasto, contribuendo così ad aggravare ancora di più la situazione;</p>
<p>che i limitati interventi messi in atto dal governo sono apparsi tardivi e di scarso impatto sul sistema economico, insufficienti  ad affrontare l’emergenza e determinare effetti espansivi dell’economia, a rimettere in moto la domanda ed i consumi, anche attivando politiche economiche anticicliche;</p>
<p>che anche nelle proposte contenute nella Finanziaria 2010 approvate in  da Camera e Senato, in prima lettura  non vi sono provvedimenti , né in grado di contrastare la crisi , né di aiutare la ripresa: una manovra che non stanzia  risorse vere per contrastare la fase recessiva , differisce il versamento di acconti di imposte , da pagarsi tutte insieme dopo il voto amministrativo di marzo, non riduce la tanto sbandierata IRAP,  addirittura taglia i fondi per i ricercatori universitari e per l’estensione in tutto il territorio nazionale della Banda Larga;</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>che per ridare prospettiva al sistema  produttivo ed occupazionale del paese è necessaria una  incisiva politica del governo centrale,  volta a mettere in  campo misure concrete a sostegno del lavoro, dei redditi, delle imprese;</p>
<p>che in particolare è essenziale:</p>
<ol>
<li>rafforzare gli ammortizzatori sociali per chi perde il lavoro,  attraverso il riconoscimento su base universalistica dei trattamenti  di disoccupazione e l’estensione , anche nella durata, dei trattamenti di cassa integrazione guadagni ordinaria ed il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga; </li>
</ol>
<ol>
<li> aumentare il potere d’acquisto delle famiglie, attraverso maggiori detrazioni per i redditi da lavoro e da pensione , a partire da quelli più bassi, </li>
</ol>
<p><br class="spacer_" /></p>
<ol>
<li>sostenere concretamente le piccole e medie imprese, facilitando i processi di innovazione, ripristinando l’automatismo dei crediti di imposta per ricerca, investimenti e  ristrutturazioni, definendo idonee misure per migliorare l’accesso al credito, difendendo e valorizzando il <em>made in Italy</em>, anche attraverso il sostegno alle produzioni agricole,  garantendo il regolare e tempestivo pagamento delle pubbliche  amministrazioni;</li>
</ol>
<ol>
<li>promuovere  un aggiornamento del sistema delle regole che introducano, nella trasparenza, maggiore flessibilità nei criteri di calcolo del rischio di  accesso  al  credito, rispetto alle attuali regole (Basilea 2) pensate in momenti di espansione economica e non adatte in  situazioni di recessione economica, in quanto tendono ad aggravare la situazione di chi già è in difficoltà.</li>
</ol>
<p><br class="spacer_" /></p>
<ol>
<li>attuare una politica di sviluppo delle energie rinnovabili, anziché, come vuole fare il governo, ritornare al nucleare  con tecnologie antieconomiche, non sicure e su cui nessun paese  investe più: le energie rinnovabili possono rappresentare un filone economico anticiclico ed una sfida del futuro,la green economy obaniana ne è un esempio,anche rispetti agli obbiettivi di kyoto per la riduzione delle emissioni globali il nostro paese è in coda all’Europa; </li>
</ol>
<ol>
<li>Sostenere concretamente e con soldi veri le richieste non più rinviabili del settore agricolo, colpito da una crisi inedita in tutti i comparti produttivi; il riconoscimento del ruolo strategico dell’agricoltura non può limitarsi alle enunciazioni, ma deve significarsi attraverso misure urgenti per far fronte alla crisi, accompagnate da una visione strategica che ad oggi non è dato scorgere nell’azione del governo;</li>
</ol>
<p><br class="spacer_" /></p>
<ol>
<li>Investire sulla scuola e sull’università  per affermare un sistema dell’istruzione e della formazione moderni e adeguato alle sfide che i nostri giovani e il paese hanno davanti; è sbagliato portare avanti riforme impostate solo sui tagli di risorse, sulle riduzioni e dequalificazione di personale docente e tecnico-amministrativo, scaricando il peso sugli studenti e  sulle loro famiglie; </li>
</ol>
<ol>
<li>rafforzare il ruolo degli enti locali, rivedendo il patto di stabilità interno, il quale, se ha permesso negli anni passati di contenere l’indebitamento pubblico e di stare nei parametri per consentire all’Italia di entrare in Europa, nell’attuale fase di grave crisi impedisce agli enti pubblici di poter svolgere un ruolo attivo nel rilanciare la crescita;</li>
</ol>
<p><br class="spacer_" /></p>
<ol>
<li>superare i limiti del patto di stabilità per andare verso un “patto per lo sviluppo” fra Stato ed enti locali, in modo da liberare e rimettere in moto risorse per aumentare gli investimenti pubblici in infrastrutture utili per il territorio, dando  priorità alle opere immediatamente cantierabili, permettendo così di migliorare la manutenzione del territorio,  prevenire dissesti idrogeologici e concretizzare quel processo di ammodernamento infrastrutturale di cui il Paese ha bisogno;</li>
</ol>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>RILEVATO</strong></p>
<p>che ad una manovra anticiclica, con misure di immediato sostegno all’economia, dovrebbero essere realizzate riforme strutturali per accrescere il prodotto interno lordo e rendere il Paese più competitivo, in grado quindi di agganciare più rapidamente e con maggiore forza la fase di ripresa;</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>CONSIDERATO<br />
 </strong><br />
 Che gli effetti della crisi  determinano  pesanti ricadute sul nostro territorio,</p>
<p>che la crisi ha colpito importanti filiere  dell’economia provinciale, quali  la camperistica, il cristallo, la pelletteria, settori come l’edilizia, la produzione di laterizi, il termalismo, con  segnali  preoccupanti anche nei comparti agricoli e del turismo ;</p>
<p>che l’accelerazione degli effetti negativi della congiuntura economica  hanno interessato, soprattutto il settore manifatturiero, acuendo le difficoltà delle produzioni più  mature, senza risparmiare quei  settori di maggiore crescita e più innovativi,</p>
<p>che è forte la preoccupazione anche  per  le piccole e piccolissime aziende, che possono essere  ulteriormente colpite dalla crisi, con impoverimento del tessuto produttivo e ricadute negative sui livelli occupazionali, in modo ancor più grave di quanto già risulti dalle evidenze statistiche;</p>
<p>che la crisi colpisce anche settori che pensavamo essere più al riparo, quali la pubblica amministrazione che è di fronte ad una riduzione generalizzata degli addetti, la Banca Mps che è impegnata in piani industriali orientati alla redditività, con la contrazione dei costi e quindi anche nel contenimento dei livelli occupazionali o per altri versi pensiamo alla vicenda che interessa l’Università degli Studi di Siena;</p>
<p>che negli ultimi mesi si sono persi molti posti di lavoro,  è cresciuto il ricorso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria ed è aumentato il numero delle  procedure di mobilità, producendo il tangibile aumentato del peso delle difficoltà economiche  sulle famiglie,  testimoniato dalla forte crescita delle domande presentate al Microcredito, dal ricorso alle forme di contribuzione a sostegno al reddito e dall’incremento delle richieste di aiuto rivolte al sistema associativo solidaristico presente nel territorio;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>CONSIDERATO </strong></p>
<p>che la rapidità e l’intensità dei cambiamenti e degli effetti negativi prodotti sul sistema sociale ed economico della realtà provinciale possono compromettere la tenuta della coesione sociale  dei livelli di benessere e di qualità della vita raggiunti nella nostra provincia;</p>
<p>che per far fronte alle difficoltà,  contrastare gli effetti negativi della crisi e soprattutto rilanciare una nuova e forte prospettiva di sviluppo sostenibile del territorio provinciale è essenziale la convergenza di impegni e obiettivi, attraverso una condivisa assunzione delle proprie responsabilità di tutte le componenti istituzionali, sociali, economiche ed associative di tutto il territorio ;</p>
<p>che è fondamentale il lavoro di interazione tra il sistema istituzionale , le componenti economiche sociali  finalizzato a mettere a sistema interventi e specifiche azioni a sostegno del reddito dei lavoratori e delle famiglie, del sistema imprenditoriale e occupazionale, a favorire i processi di sviluppo ed apertura settori e produzioni innovative;</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>EVIDENZIATO</strong></p>
<p>che il governo nazionale di centro destra  nonostante le continue sollecitazioni delle istituzioni locali, affinchè assumesse impegni concreti per contribuire ad affrontare  la crisi, si è dimostrato del tutto disinteressato e privo di iniziative concrete per la provincia di Siena;</p>
<p>che a tal proposito ancora non sono stati adottati provvedimenti per inserire le filiere delle produzioni di eccellenza senese del camper, del cristallo e delle pelletterie nelle misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi, disattendendo, ad oggi, anche la convocazione del tavolo tecnico  richiesto  dalla provincia e  su cui il governo si era impegnato;</p>
<p>che nessuna iniziativa è stata posta in essere per rispondere alla crisi che colpisce il termalismo, né l’applicazione  e la promozione dei principi attuativi della legge 323 che indica nella risorsa termale un volano di finanziamenti per la riqualificazione del patrimonio locale e lo sviluppo turistico né  la messa in discussione  della proposta di legge promossa dai deputati del Pd,  per l’istituzione delle zone franche termali ed altre disposizioni per la ripresa economica e la diversificazione produttiva dei territori nei quali sono situati stabilimenti termali gestiti dal soppresso EAGAT. Questo  provvedimento potrebbe  favorire  nuovi investimenti orientati soprattutto alla riconversione ed alla diversificazione dell’economia locale, troppo dipendente dalla monocultura termale, favorire la riconversione dei volumi edilizi  alberghieri, oltre a definire  la revisione al ribasso degli studi di settore per gli esercizi commerciali e ricettivi;</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>che nel corso di questa legislatura il governo ha  approvato il DDL Grandi Opere per un importo pari a 8,3 miliardi di euro, nessuna delle opere ivi previste ricade nel territorio provinciale, come per altro nessuno stanziamento di risorse era stato realizzato  per  le infrastrutture della Toscana e della provincia di Siena  nel precedente mandato in cui governava il Cd (2001- 2006).</p>
<p>che solo a seguito della forte iniziativa delle istituzioni locali con il supporto della Regione Toscana e delle forze sociali  il raddoppio della Due Mari è stata inserita tra le priorità nazionali,  mentre  per  l’ammodernamento e la messa in sicurezza del  raccordo autostradale Siena –Firenze è stata data solo una risposta parziale, stanziando solo 107 dei 350 milioni previsti, grazie all’accordo Stato &#8211; Regione, di cui solo 27 a disposizione dell’Anas;</p>
<p>che nessun impegno concreto è stato adottato per migliorare i servizi ferroviari ,  lasciando che con la progressiva entrata in funzione dell’alta velocità, interi territori siano marginalizzati dai collegamenti con le grandi città, come sta accadendo lungo la direttrice Roma – Firenze, in  cui  stazioni come Chiusi sono penalizzate con la soppressione di Intercity e il continuo peggioramento della qualità dei servizi e dei collegamenti che pregiudicano il diritto alla mobilità dei migliaia di pendolari, impoverendo il tessuto socio &#8211; economico di un intero bacino e della stessa provincia di Siena.</p>
<p>che per il settore agricolo vi è un interessamento marginale , in cui hanno prevalso le affermazioni di principio , anziché  un reale impegno per affrontare la sfavorevole congiuntura economica e rilanciare la crescita di un settore essenziale per il nostro sviluppo,</p>
<p>che occorrono  incentivi concreti  a sostegno del  tessuto di imprese che devono  misurarsi nella qualità e nell’eccellenza per accrescere la loro competitività e continuare a rappresentare un alto valore economico e restare un  presidio del  territorio e del  paesaggio;  basti registrare che, mentre la Francia eroga risorse straordinarie per 1miliardo e 65 milioni di Euro, lo stanziamento complessivo in Finanziaria prevede tagli al settore per 300 milioni di Euro e che a copertura degli emendamenti per le agevolazioni contributive, uniche misure inserite al Senato, si tagliano le agevolazioni sui biocarburanti;</p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>CONSIDERATO</strong><br />
 <strong> </strong><br />
 che solo  le istituzioni locali, insieme alle Regione e altri  enti tra cui la Fondazione Monte dei Paschi sono prontamente intervenute per arginare gli effetti della crisi , mettendo in campo risorse e strumenti per fronteggiare l’emergenza, sostenendo lavoratori e imprese e cercando al contempo  di rivolgere lo sguardo oltre la crisi stessa;</p>
<p><strong>VALUTATE </strong></p>
<p>positivamente le azioni,  realizzate in questi mesi,  dall’Amministrazione provinciale,  in particolare per  il lavoro svolto nell’ottica di mettere in piedi una cabina di regia tra  istituzioni , mondo del lavoro, imprese, sistema bancario;</p>
<p>che questo impegno ha prodotto di misure anticrisi,  quali :</p>
<ol>
<li>l’erogazione di 4 milioni e 700 mila euro di risorse che la Provincia di Siena ha attivato grazie al bando straordinario della Fondazione MPS  per l’attuazione degli interventi a sostegno ed integrazione del reddito dei lavoratori, compresi  progetti per lavori socialmente utili presso le amministrazioni comunali, istituti scolastici o amministrazioni  socio – sanitarie,  rivolti a lavoratori licenziati  e  percettori dell’indennità di mobilità, di Cassa  integrazione  straordinaria  , sussidio di ordinario di disoccupazione, di cassa integrazione in deroga;</li>
</ol>
<p><br class="spacer_" /></p>
<ol>
<li>il protocollo per l’anticipo della CIGS;</li>
<li>l’erogazione di contributi per 1 milione e 200 mila euro rivolti alle famiglie che hanno bisogno di assistenza domiciliare e favorire la regolarizzazione delle badanti e  per  accrescere la formazione professionale;</li>
</ol>
<p><br class="spacer_" /></p>
<ol>
<li>l’attivazione di circa 1 milione di euro di incentivi a supporto delle imprese che anche in temi di crisi assumono e stabilizzano lavoratori con l’intento di sostenere l’occupazione  e la qualità del lavoro;</li>
</ol>
<ol>
<li>l’attivazione di 195 mila euro di risorse derivanti dai fondi regionali e con il co-finanziamento della provincia,  destinate ad azioni di animazione e di comunicazione integrata per lo sviluppo agricolo – rurale; </li>
<li>la rapida rimodulazione delle risorse del Programma di Sviluppo Rurale, che ha attivato ulteriori risorse per  2 milioni e 850.000 Euro, a sostegno del sistema delle imprese agricole e agro-forestali;</li>
<li>l’individuazione di una serie di interventi aggiuntivi, specifici per il settore agricolo e per i diversi comparti produttivi, con l’obiettivo di un sostegno concreto ed immediato e, al contempo, portatore di elementi di innovazione e crescita; </li>
<li>l’intesa  tra istituzioni, camera di commercio, sistema bancario, avente per  obbiettivo lo smobilizzo di risorse bloccate dal patto di stabilità che sarà firmata nei prossimi giorni,</li>
<li>il rinnovato il bando pubblico in cui la provincia ha messo 500mila euro per progetti per l’istallazione di impianti fotovoltaici volti a favorire le fonti energetiche alternative;</li>
<li>reso più veloce e semplice il sistema di appalti  e dei lavori  pubblici dell’amministrazione provinciale  per importi sotto i 500 mila euro;</li>
<li>la riduzione dei tempi di pagamento dei fornitori dall’amministrazione provinciale, accelerando la liquidazione delle fatture, entro 45 giorni dalla loro emissione, per prestazioni di forniture, servizi;</li>
<li>la richiesta di inserimento delle filiere di produzione senesi nelle misure anticrisi del governo;</li>
<li>l’imminente attuazione del progetto per la costituzione del Polo scientifico, tecnologico e produttivo delle energie rinnovabili per promuovere e sostenere lo sviluppo di attività di ricerca e localizzazione di produzioni legate alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica;</li>
<li>gli interventi a sostegno della ricerca e dell’innovazione delle imprese attraverso l’ulteriore valorizzazione dei poli dell’innovazione, quali “Siena Biotech”, il Centro servizi di Torrita di Siena;</li>
<li>la costruzione del manifesto delle attrattività della provincia di Siena che coinvolge la Fondazione MPS, la Camera di Commercio, il Comune di Siena , la rete dei centri servizi all’impresa, uno strumento che mira a realizzare un’azione coordinata di marketing territoriale per incrementare il livello di offerta locale emettere a sistema i processi di innovazione e maggiore competitività del territorio;</li>
<li>la definizione (sarà firmato prima della fine di novembre) di un ulteriore protocollo tra Istituzioni, associazioni di categoria, banche, con l’intento di individuare misure migliorative per il sistema economico provinciale rispetto all’accordo ABI Governo firmato in Luglio, auspicando  un ulteriore  rafforzamento del rapporto con il sistema bancario del territorio </li>
</ol>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>RITENUTO </strong></p>
<p>che il Consiglio provinciale aperto del 12 ottobre u.s.,  sulla crisi economica è stato un positivo momento di confronto e di ascolto con il mondo del lavoro, imprese, istituzioni, sistema del credito,</p>
<p>che il  lavoro  fin qui svolto ha l’obiettivo di mettere a sistema un piano di azioni locali capaci di fronteggiare le situazioni di maggiore criticità ed emergenza e soprattutto, proiettare la realtà senese verso una nuova fase di sviluppo sostenibile, valorizzando i fattori di maggiore forza e tradizione, selezionando risorse e affinando interventi  per promuovere  la ricerca e l’affermazione di nuovi  settori  di crescita e di competitività del territorio;</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>IL CONSIGLIO PROVINCIALE  IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA </strong></p>
<p>a continuare nel lavoro per superare la fase attuale e costruire  prospettive future in un contesto di sinergie e obiettivi condivisi con le componenti della realtà provinciale, improntato alla crescita di uno sviluppo durevole e sostenibile,  attraverso la realizzazione  delle azioni dei progetti contenuti nel Piano anticrisi a sostegno della ripresa economica della Provincia di Siena.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>I Consiglieri<br />
 <strong>Marco Nasorri &#8211; PD</strong><br />
 <strong>Antonio Giudilli &#8211; IdV</strong><br />
 <strong>Roberto Renai &#8211; La Sinistra per Siena</strong></p>
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