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Le fonti normative

Articolo 25.  dello statuto nazionale

Conferenza permanente delle donne democratiche

  1. Della Conferenza permanente delle donne democratiche fanno parte le iscritte e le elettrici
  2. La Conferenza permanente è un luogo di elaborazione delle politiche di genere, di promozione del pluralismo culturale, di scambio tra le generazioni, di formazione politica, di elaborazione di proposte programmatiche, di individuazione di campagne su temi specifici.
  3. Le forme organizzative della Conferenza, improntate ad autonomia e flessibilità, sono disciplinate da un Regolamento approvato con il voto favorevole della maggioranza assoluta delle donne che vi aderiscono.

 

REGOLAMENTO PER LA COSTITUZIONE DELLA CONFERENZA

DELLE DONNE DEMOCRATICHE TOSCANE

Art.1 Finalità

1. Il Partito Democratico della Toscana riconosce il contributo positivo di elaborazione e rappresentanza che può scaturire e crescere nei luoghi di confronto delle donne come previsto dell’art. 38 dello Statuto regionale e dall’art. 25 dello Statuto nazionale.

2. La Conferenza delle Donne democratiche è il luogo di incontro e confronto delle iscritte e delle elettrici del PD che vogliono parteciparvi. E’ un luogo di elaborazione delle politiche di genere, di promozione del pluralismo culturale, di scambio tra le generazioni, di formazione politica, di elaborazione di proposte programmatiche, di individuazione di campagne su temi specifici come previsto dallo statuto.

3. La Conferenza delle Donne Democratiche promuove la pari rappresentanza di genere nelle assemblee elettive di ogni grado perseguendo l’obiettivo della parità anche per le cariche monocratiche, istituzionali ed interne, così come per ogni ambito della vita sociale, culturale ed economica, individuando nell’eguaglianza paritaria un elemento di rinnovamento della cultura politica del partito.

Art.2 Composizione

  1. La Conferenza delle Donne Democratiche Toscane è aperta alla partecipazione di tutte le donne elette, iscritte ed elettrici, al mondo dell’associazionismo e del lavoro con cui costruisce relazioni e crea occasioni di confronto ed elaborazione.
  2. La Conferenza delle Donne Democratiche della Toscana è costituita dalle donne che vi aderiscono e dalle donne elette dal territorio, ed entrano a far parte della Conferenza delle Donne Democratiche della Toscana a partire da: le Coordinatrici delle Conferenze delle Donne territoriali, le elette nell’Assemblea Regionale, le  consigliere regionali e le parlamentari toscane.
  3. La Conferenza è inoltre composta da una quota di donne rappresentativa dei territori, suddivisa tra i coordinamenti territoriali secondo i seguenti criteri: 50% in ragione del numero di iscritti al PD del coordinamento territoriale, 50% in ragione dei voti presi dal PD alle ultime elezioni regionali.

Art.3. Rappresentanza delle donne democratiche della Toscana nella Conferenza nazionale

  1. Le donne democratiche della Toscana sono rappresentate nella Conferenza nazionale dalle donne elette in Toscana nell’assemblea e nella direzione nazionale, dalle parlamentari toscane, dalle rappresentanti istituzionali regionali, provinciali e comunali, dalle segretarie federali (art. 2 comma 1 regolamento nazionale).
  2. La quota delle componenti della Conferenza nazionale riservata alla rappresentanza territoriale (art. 2 comma 1 regolamento nazionale) è eletta da ciascuna Conferenza territoriale per la quota spettante calcolata in base alla media ponderata tra voti ottenuti nelle ultime elezioni politiche e il numero degli iscritti.

Art.4. Organismi della Conferenza delle Donne Democratiche

  1. La Conferenza elegge una volta ogni tre anni, con votazione a scrutinio segreto, una sua Portavoce, che entra a far parte per funzione della direzione e dell’esecutivo regionale, rappresenta la Conferenza delle Donne Democratiche, la presiede e la convoca con l’invio dell’ordine del giorno alle sue componenti.

2. La Conferenza Permanente delle Donne Democratiche elegge al suo interno un Comitato esecutivo rappresentativo dei territori, delle competenze e delle sensibilità politiche costituito su proposta della portavoce.

3. Al fine di organizzare al meglio le proprie attività, la Conferenza Permanente delle Donne Democratiche può dotarsi di specifici gruppi di lavoro, utilizzando presenze e competenze anche esterne alla Conferenza stessa e di altre forme organizzative e di discussione, decise di volta in volta, utili al raggiungimento delle finalità di cui all’art.1 del presente Regolamento.

Art. 5 Elezione della Portavoce regionale

1. La candidatura al ruolo della Portavoce può ritenersi valida se sottoscritta almeno dal 20% delle aventi diritto.

2. L’elezione della Portavoce avviene a scrutinio segreto e a maggioranza assoluta: risulta eletta chi ha ottenuto il voto favorevole di almeno la metà più uno delle presenti aventi diritto. Se alla prima votazione nessuna delle candidate risulta eletta, si procede al ballottaggio tra le prime due.

Art. 6 Funzioni della Conferenza Permanente delle Donne Democratiche

1. La Conferenza Permanente delle Donne Democratiche si riunisce almeno una volta ogni sei mesi per discutere gli orientamenti politici e programmatici e l’agenda politica che concorrono all’iniziativa politica del partito e alla formazione del programma politico.

3. La Conferenza Permanente delle Donne Democratiche deve essere inoltre convocata quando se ne ravvisa la necessità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un  terzo delle sue componenti.

4. Le decisioni della Conferenza Permanente delle Donne Democratiche sono assunte a voto palese e sono adottate a maggioranza delle presenti.

Art. 7 Decadenza

Le componenti (definite dall’art.2 commi 2 e 3) la Conferenza Permanente delle Donne Democratiche decadono alla quinta assenza continuativa non giustificata.

Norma transitoria

Approvato il presente regolamento è istituita una Commissione composta dalle donne che fanno parte della Segreteria regionale, assieme alle segretarie e responsabili territoriali, che ha il compito di impostare e seguire le procedure per l’insediamento delle Conferenze territoriali entro la data della prima convocazione della Conferenza nazionale e della Conferenza regionale da svolgersi successivamente a quella nazionale.

Regolamento approvato dalla direzione regionale in data 14 gennaio 2011

REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA PERMANENTE PROVINCIALE DELLE DONNE DEL PD DI SIENA

In applicazione dell’Art. 24 dello Statuto nazionale del PD e dell’Art. 38 dello Statuto del PD della Toscana si propone alla Conferenza Permanente provinciale delle Donne democratiche di Siena e alla Direzione provinciale del PD il seguente regolamento.

INTENTI

Premessa

Il PD afferma, fin dall’art. 1 dello Statuto, la pari rappresentanza donne-uomini:

Art. 1, comma 3:Il Partito Democratico si impegna a rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla piena partecipazione politica delle donne. Assicura, a tutti i livelli, la presenza paritaria di donne e di uomini nei suoi organismi dirigenti ed esecutivi, pena la loro invalidazione da parte degli organismi di garanzia.

Il PD riconosce quindi il contributo positivo di elaborazione e rappresentanza che può scaturire e crescere nei luoghi di confronto delle donne.

Il Partito Democratico assicura le risorse finanziarie al fine di promuovere la partecipazione attiva delle donne alla politica.

All’art. 19 precisa: Candidature per le Assemblee rappresentative

1. Il Regolamento quadro…nel disciplinare le diverse modalità di selezione democratica dei candidati per le assemblee elettive, si attiene ai seguenti principi:

a) l’uguaglianza di tutti gli iscritti e di tutti gli elettori;

b) la democrazia paritaria tra donne e uomini;

c) il pluralismo politico nelle modalità riconosciute dallo Statuto;

d) l’ineleggibilità in caso di cumulo di diversi mandati elettivi;

e) la rappresentatività sociale, politica e territoriale dei candidati;

f) il principio del merito che assicuri la selezione di candidati competenti, anche in relazione ai diversi ambiti dell’attività parlamentare e alle precedenti esperienze svolte;

g) la pubblicità della procedura di selezione.

La democrazia non può dirsi compiuta se nei partiti e nelle istituzioni non sono presenti e attive le donne, nel rispetto della pari rappresentanza di genere ed in ottemperanza dei principi costituzionali.

La Conferenza Permanente delle Donne democratiche (CP Donne democratiche) quindi promuove la parità fra i generi nelle candidature per le assemblee elettive e persegue l’obiettivo del raggiungimento della parità fra uomini e donne anche per le cariche monocratiche istituzionali e di partito, così come per ogni ambito della vita professionale, sociale, culturale ed economica, individuando nell’eguaglianza paritaria un elemento di rinnovamento della cultura politica del Partito.

La CP Donne democratiche è il luogo di incontro e confronto delle iscritte e delle elettrici del PD che vogliono parteciparvi.

È un luogo di elaborazione delle politiche di genere, promozione del pluralismo culturale, scambio tra le generazioni, formazione politica, elaborazione di proposte programmatiche, individuazione di campagne sui temi specifici, come previsto dallo Statuto.

Nelle sue modalità operative la CP Donne democratiche:

–       promuove la partecipazione attiva delle iscritte ed elettrici;

–       lavora per costruire un confronto con le donne delle forze politiche e sociali progressiste e riformiste finalizzato ad avanzare idee e proposte di governo;

–       costruisce modalità costanti di relazione e confronto con le donne del PD elette ed amministratrici ad ogni livello istituzionale, per contribuire agli orientamenti politici e programmatici;

–       progetta e realizza occasioni di formazione politica;

–       promuove la reciproca conoscenza e lo scambio di esperienze di vita e culturali con le nuove cittadine provenienti da altri Paesi.

La CP Donne democratiche di Siena si propone gli obiettivi di:

–   affermare il punto di vista di genere sui grandi temi del nostro tempo: crisi strutturale dell’economia e dell’attuale modello di sviluppo, sostenibilità ambientale, welfare e politiche sociali, temi etici.

–   promuovere e sostenere la presenza delle donne e del loro punto di vista nei luoghi della decisione politica, economica e sociale; il perpetuarsi dell’assenza o della marginalità dei pensieri e delle parole delle donne nella vita pubblica costituisce un intollerabile spreco di capitale umano e un inaccettabile limite della democrazia.

–   intraprendere conseguenti ed efficaci azioni per la pari rappresentanza di genere nelle assemblee elettive ad ogni livello territoriale concorrendo e vigilando sul pieno adempimento del principio della pari rappresentanza, quale principio fondante del PD.

–   sostenere il confronto fra diverse generazioni di donne, per promuovere la trasmissione di saperi, potere, consapevolezza e storia delle donne.

–   favorire l’incontro e il confronto con le donne della società civile, dei sindacati, delle associazioni di categoria, nonché delle associazioni di donne, per raccogliere istanze, riflessioni critiche e proposte, al fine di costituire solide reti di relazione tra donne.


Art. 1 Costituzione della Conferenza Permanente delle Donne

1) La Conferenza permanente delle Donne democratiche può essere costituita su iniziativa di iscritte ed elettrici del PD a livello provinciale e in ogni comune che lo richieda.

2) Le donne che prendono congiuntamente l’iniziativa di costituire la Conferenza sono definite promotrici.

3) La Conferenza  può essere costituita in corrispondenza di ogni livello organizzativo territoriale del Partito Democratico.

Art. 2 Composizione e modalità di adesione

1) Fanno parte della Conferenza Permanente, con diritto di voto, tutte le donne elette nell’Assemblea territoriale e nelle Assemblee Comunali.

2) L’adesione alla Conferenza avviene, su esplicita richiesta delle interessate, anche per  via telematica tramite il sito del PD provinciale.

4) La partecipazione è estesa alle iscritte ed elettrici d PD che ne facciano richiesta scritta.


Art. 3 Risorse economiche e strumentali

Le risorse economiche, organizzative e strumentali della Conferenza delle Donne democratiche sono tutte quelle previste dal Coordinamento territoriale annualmente nel bilancio preventivo.


Art.4 Funzioni della Conferenza Permanente territoriale Donne Democratiche

1) La Conferenza si riunisce almeno una volta ogni tre mesi per lo svolgimento delle attività programmate e tutte le volte che se ne ravvisi la necessità o quando viene fatta richiesta da almeno un terzo delle sue componenti.

2) La Conferenza elegge una volta ogni tre anni una Portavoce, che entra a far parte per funzione della direzione e dell’esecutivo provinciale, rappresenta la Conferenza delle Donne Democratiche, la presiede e la convoca con l’invio dell’ordine del giorno alle sue componenti

3) Al fine di organizzare al meglio le proprie attività, la Portavoce può dotarsi di:

– un esecutivo con compiti organizzativi e gestionali;

– specifici gruppi di lavoro, utilizzando presenze e competenze anche esterne;

– altre forme organizzative e di discussione, decise di volta in volta, utili al raggiungimento delle finalità di cui all’Art. 1 del presente regolamento.

4) Compiti della CP Donne provinciale:

– Collaborare e interagire nello sviluppo di progetti con le altre Conferenze territoriali della Toscana, con la Conferenza regionale e con la conferenza nazionale;

–  Promuovere rapporti con le Conferenze comunali;

– Promuovere rapporti e collaborazioni con le varie forme di associazionismo femminile presenti nel territorio provinciale


Art. 5 Elezione della Portavoce Provinciale

1) La Conferenza elegge a scrutinio segreto (art. 38 comma 7 statuto regionale, art 13 comma 2 del regolamento di organizzazione provinciale) una portavoce provinciale delle donne come stabilito dall’art. 4 comma 2 del presente regolamento;

2) modalità di elezione della portavoce:

a) se la candidata è unica, risulta eletta se ottiene la maggioranza semplice delle votanti;

b) se le candidate sono due viene eletta portavoce colei che ottiene più voti;

c) nel caso che si presentino più di due candidate viene eletta portavoce colei che ottiene la maggioranza semplice dei voti validi; se nessuna delle candidate ottiene la maggioranza semplice dei voti validi si effettua nella stessa riunione una seconda votazione avendo come candidate le prime due che hanno ottenuto più voti, viene eletta portavoce colei che ottiene più voti.

 

Art . 6 Conferenze comunali

1) Le Conferenze comunali possono dotarsi di una Coordinatrice e di un esecutivo con compiti organizzativi e gestionali sulla base di disponibilità raccolte sul territorio e sottoposte al parere della Conferenza comunale.

2) le Conferenze comunali fanno riferimento e collaborano con il livello provinciale.


Art. 7 Norme finali

Per tutto quello non previsto dal presente regolamento, si applicano le norme degli Statuti nazionale, regionale e dal Regolamento di Organizzazione del Coordinamento territoriale di Siena.