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Scritto il 31 Lug 2013 su copertina, openpd | 3 commenti

#OpenPd: i primi dieci punti per ripartire

#OpenPd: i primi dieci punti per ripartire

Perché #OpenPd?

Da Siena, fin dalle dimissioni di Pierluigi Bersani, abbiamo chiesto che venisse convocato immediatamente il congressoe che fossero definite immediatamente le date e regole semplici ed aperte. Inoltre, abbiamo chiesto che il congresso si svolgesse in modo diverso dai due precedenti congressi del Pd. Riteniamo, infatti indispensabile, che si svolgano prima i congressi di circolo, comunali e provinciali, e dopo quelli regionali e nazionali. Questo rende la discussione nei circoli più incisiva e costruttiva.

La nostra paura era quella che, in assenza delle appena citate condizioni, si aprisse una lunga ed estenuante fase di candidature più o meno reali, di polemiche sulle regole e sulle date, di stallo del Partito Democratico proprio nel momento in cui dovrebbe essere dinamico. Inoltre, crediamo che, dopo gli errori e gli orrori degli ultimi mesi portati avanti dal gruppo dirigente nazionale, si sarebbe dovuto aprire con fiducia agli iscritti ed agli elettori, invece di trattenere il respiro in attesa di sapere quando potremo discutere del futuro del Pd.

Ecco perché nasce #OpenPd. Nasce perché, se dal livello nazionale non si è voluta fare questa apertura di fiducia e coinvolgimento verso iscritti ed elettori, la abbiamo voluta fare noi dal livello provinciale. In modo semplice, nella sobrietà delle risorse impiegate, in modo aperto e senza paura di metterci la faccia.

Cosa vuol essere #OpenPd?

#OpenPd vuole essere una mobilitazione diffusa e spontanea, che lascia all’autonomia dei circoli Pd buona parte dell’organizzazione. Abbiamo invitato tutti i circoli ad organizzare serate di incontro, ma abbiamo lasciato ampio margine di autonomia nella decisione sul dove, sul quando e anche in parte sull’impostazione. Questa autonomia di organizzazione consente di mettere alla prova la voglia di far discutere i propri iscritti ed elettori da parte dei segretari comunali e di circolo. La risposta finora avuta dimostra che c’è una grande voglia di partecipare. Non abbiamo imposto periodi o date, ma solo dato la disponibilità ad intervenire ovunque e in qualunque momento.

#OpenPd vuole essere un momento di confronto e condivisione delle difficoltà che stiamo vivendo e si basa principalmente sul confronto viso a viso, con il coraggio di metterci la faccia. Nelle nostre feste democratiche, nei luoghi di aggregazione della nostra Provincia, i democratici e le democratiche si incontrano per discutere in vista del Congresso. Pensiamo che si debba partire così, dalle idee e dai contenuti, condividendo aspettative e criticità. Costruire un terreno comune prima delle candidature per arrivare più forti al congresso.

#OpenPd vuole essere un modo per discutere di alcune proposte concrete e per ascoltare. Il rischio di fare una discussione troppo generica c’è, per questo abbiamo predisposto alcune proposte. Ciò non toglie che le proposte e le posizioni raccolte in questo giro della Provincia siano l’obiettivo fondamentale della mobilitazione.

#OpenPd è un modo per dire che ci siamo e che il Pd fatto da uomini e donne che ci mettono la faccia è molto meglio di quello che spesso appare sul piano nazionale. Il risultato delle ultime amministrative, pur nel quadro sconfortante di un astensionismo spaventoso, dimostra che il Pd dei territori è l’unico argine alla deriva populista. Questo grazie a tanti volontari e volontarie, alla capacità di tanti amministratori locali, alla passione di uomini e donne che hanno a cuore questo Paese. Per questo, prepariamo il congresso con gli incontri in giro per la Provincia.

Quali obiettivi vuole raggiungere #OpenPd?

Gli obiettivi che ci poniamo sono semplici e ambiziosi al tempo stesso.

  1. Discutere alcune proposte, semplici punti da cui ripartire nella rifondazione del Pd;

  2. Coinvolgere iscritti ed elettori nella condivisione delle nostre idee;

  3. Ascoltare quelle che sono le priorità più sentite;

  4. Mettere in pratica meccanismi sperimentali di partecipazione e condivisione;

  5. Raccogliere idee e proposte concrete per il rilancio del Pd.

Spesso le nostre iniziative hanno oscillato tra la rigidità di proposte preconfezionate calate nei circoli e campagne di ascolto senza punti di partenza che rischiano di diventare lunghe chiacchierate, certo positive, ma senza ricadute concrete. #OpenPd vuole provare a trovare un punto di equilibrio e rappresentare così un’esperienza sperimentale sulla base della quale costruire future campagne e mobilitazioni anche tematiche o più specifiche.

Ascolto e proposta per iniziare la rifondazione del Pd: una scelta di campo

Il Partito Democratico provinciale di Siena negli ultimi mesi ha impresso una forte spinta nel senso di un partito più aperto e coraggioso, che non ha paura a confrontarsi direttamente e a mettersi in discussione. Per citare solo qualche esempio, possiamo ricordare le decine di incontri sulla conferenza programmatica svoltisi tra settembre ed ottobre 2012, le trentasei assemblee sulla vicenda legata ad Mps proprio nel pieno dell’attenzione mediatica e delle difficoltà e le altrettante assemblee convocate per discutere del precipitare della situazione nazionale culminata con le dimissioni di Pierluigi Bersani. Pensiamo che questo sia il modo giusto di affrontare le cose, senza temere il confronto e facendo capire che il Pd è di chi gli vuole bene e di chi condivide i nostri ideali. Un partito che non decide la propria linea politica ai caminetti dei capicorrente né nel chiuso di una stanza, ma con i propri iscritti. Un altro esempio di questo approccio sono i forum tematici avviati e che, nonostante le tante difficoltà di questi mesi, hanno iniziato a muovere i primi passi.

Da questo approccio dobbiamo ripartire, senza la paura di promuovere momenti di apertura senza riscontro di partecipazione. Le strade per attivare la partecipazione sono molte e vanno battute tutte.

Capacità di ascolto e capacità di fare proposte da discutere. Questa è la sintesi di fondo di un partito popolare che funziona.

Tutti parlano di partito aperto e coinvolgimento: non si rischia la retorica?

Nessuno affermerebbe che serve un partito più chiuso, tutti affermano che serve un partito più aperto. Queste affermazioni rischiano spesso di essere vuota retorica. Cosa significa un partito più aperto? Questo concetto non si può declinare solamente sul versante teorico, cosa pure importante, ma bisogna provare ogni giorno a renderlo pratica. Nemmeno possiamo consegnare l’affermazione che ‘serve un partito più aperto’ alla sterile critica auto-assolutoria che tenta ciascuno di noi. Dobbiamo agire.

Abbiamo già fatto alcuni esempi di come si può provare a costruire un partito più aperto. Crediamo che non basti dire che il Pd deve essere aperto, ma si debba provare concretamente, anche rischiando un po’, a dare risposte.

#OpenPd vuole fare anche questo, attivando alcune scelte che diano respiro al Pd.

  1. La selezione del logo della mobilitazione è avvenuta con un concorso aperto cui hanno partecipato diversi grafici.

  2. Si svolgerà un referendum su alcuni quesiti all’inizio di settembre per costruire una posizione comune del Pd senese in vista del congresso.

  3. La selezione dei quesiti di cui sopra avverrà attraverso la possibilità di proporre da parte di qualunque iscritto o elettore alle primarie. Tra le varie proposte, la segreteria individuerà i tre o quattro quesiti da portare nel referendum che sarà chiamato ‘primarie delle idee’.

  4. I dibattiti vengono sintetizzati con l’utilizzo dei social network più diffusi.

  5. Nel corso di #OpenPd, si terrà un’iniziativa presso la festa provinciale di Siena in cui le istanze emerse nella mobilitazione e presso la fortezza medicea verranno poste all’attenzione di chi in questa fase ricopre ruoli provinciali per il Pd.

Inoltre, alla Festa Provinciale del Pd, i dibattiti saranno trasmessi in diretta streaming con la possibilità di commentare in diretta su Facebook.

Queste sono alcune scelte semplici, sobrie in quanto ad impiego di risorse, ma che vogliono dire che, mentre in tanti si affannano a dire che il Pd deve essere aperto, noi produciamo atti concreti per i quali il Pd si apre.

Su quali premesse politiche si fonda la mobilitazione #OpenPd?

Le premesse politiche di #OpenPd sono quelle deliberate dalla direzione provinciale su proposta del segretario provinciale Niccolò Guicciardini. Ecco il documento di sintesi.

La Direzione provinciale delibera di avviare la mobilitazione #OpenPd per mobilitare tutti i circoli, gli iscritti e gli elettori Pd della provincia di Siena.

La richiesta di un congresso subito è partita da Siena già da alcune settimane. Chiediamo nuovamente che il Pd nazionale fissi le date del congresso e consenta ai circoli, alle unioni comunali e alle sedi provinciali di svolgere il passaggio congressuale prima di quello nazionale. Serve un congresso che metta al centro i circoli, la linfa vitale di questo partito. Le difficoltà che il Pd ha scontato negli ultimi mesi richiedono un congresso vero e aperto, che consenta la partecipazione di tutti coloro che credono nel Pd, senza avvitarsi in inutili dibattiti sulle regole, che devono essere poche e chiare. Un congresso aperto e libero in cui si sgombrino dal Pd le correnti stantie e personalistiche per lasciare spazio alle diverse linee di pensiero e al pluralismo: questo è possibile solo partendo dai circoli che hanno vissuto con dolore gli errori degli ultimi mesi.

Abbiamo bisogno di un congresso vero che rifondi il Partito democratico, che non si avviti in dibattiti sulle persone ma si rivolga alle idee, e che non faccia apparire il Pd lontano dai problemi reali. Serve un Pd che dia voce a chi non ha voce, che rappresenti gli interessi di un Paese in ginocchio, che guardi agli ultimi, a chi rimane indietro e che sappia dare un messaggio di fiducia al mondo del lavoro e della piccola e media impresa. Un Pd con smalto, coraggioso, che spinga sulla sburocratizzazione, sul lavoro, sui diritti. Per questo serve un congresso che rifondi il Pd rendendolo il partito della speranza e della riscossa, delle risposte e del rinnovamento senza se e senza ma.

Come Pd della provincia di Siena ci attiviamo per una grande mobilitazione che coinvolga tutto il territorio. Una serie di appuntamenti propositivi, aperti a tutti coloro che vorranno partecipare portando le loro idee, le loro critiche e le loro proposte per rifondare dal basso il Partito democratico. Dalle elezioni amministrative abbiamo avuto il messaggio che la vera forza del Pd è rappresentata dal suo essere popolare ed è quindi da qui che dobbiamo ripartire.

La mobilitazione sarà quindi costruita su una serie di iniziative e appuntamenti con un format ben preciso e uguale, in modo da dare sistematicità alla nostra campagna, rendendola un segno distintivo del Pd sul nostro territorio. Vogliamo mettere in moto davvero il motore democratico di cui dispone il Pd in provincia di Siena. Siamo sicuri che il confronto diretto, mettendoci direttamente in relazione con gli iscritti e i nostri sostenitori, mettendoci la faccia, sia l’unico modo per rilanciare questo partito. Non ci siamo mai sottratti all’autocritica e abbiamo sempre dato una risposta alle critiche che ci hanno mosso altri. Ora è il momento di fare un lavoro in profondità su noi stessi. Un lavoro importante, che ci renderà più forti e consapevoli dei nostri punti di forza e di quelli di debolezza.

Anche qui a Siena abbiamo bisogno di un vero e proprio congresso fondativo. Ci lasciamo alle spalle il modo con cui il Pd a livello provinciale è stato fondato. Dobbiamo lasciarci alle spalle qualsiasi tipo di logica pattizia e spartitoria, fare un partito che aderisca alla pelle viva della società senese che è in profondo mutamento. Fare una seria autocritica sugli errori del passato è condizione necessaria per costruire il nuovo Partito democratico senese. Come ci hanno dimostrato ad esempio le primarie, il Pd ha uno straordinario potenziale espansivo nel suo radicamento, ma per fare questo deve avere le porte e le finestre aperte. Chiunque condivida i nostri ideali e le nostre idee deve sentirsi a casa propria, protagonista nel cambiamento e nel rilancio del Pd e di Siena.

Il Pd non può tacere e non può essere morbido davanti al rischio di una destrutturazione profonda del tessuto sociale senese. Ci sono aziende che chiudono, persone che rimangono senza lavoro, giovani che non vedono nessuna prospettiva in queste terre. C’è bisogno di una riflessione profonda e seria sul nostro modello di sviluppo, sul ruolo di Siena nella Toscana, su quali siano le prospettive sugli assetti istituzionali. C’è anche bisogno di recuperare un deficit di elaborazione politica, dovuto anche alle tante difficoltà e contingenze di questi mesi, su molti argomenti settoriali.

Il Pd di Siena ha il compito, proprio nel momento più difficile e duro della storia repubblicana di queste terre, di disegnare il futuro in modo coraggioso, di tracciare un orizzonte possibile verso il quale far convergere le energie migliori della nostra società.

Dobbiamo lavorare sulla proposta politica. Abbiamo il compito di ridisegnare le prospettive di questa provincia. Dobbiamo essere coraggiosi e determinati e, soprattutto, forza di cambiamento.

Il Pd senese condivide e sostiene l’impegno ed il lavoro che già molte unioni comunali hanno attivato in vista delle elezioni amministrative del 2014, che coinvolgeranno trenta Comuni. Il Pd parte dalle primarie in tutti i comuni, salvo quelle realtà con Sindaci al primo mandato dove si ritenga in modo condiviso non necessario. Le amministrative del 2014 devono essere il nostro orizzonte, perché saranno difficili e in tutte le realtà dobbiamo dialogare, come molti già fanno, con le categorie, i sindacati, le associazioni, le forze sociali, civiche, fino anche ai comitati locali, laddove non siano solamente forze di protesta. La coalizione di centrosinistra è il punto di partenza per le riflessioni che faremo.

Il nostro deve essere il partito del merito, non solo perché lo predica per gli altri, ma perché lo pratica per sé. Merito e competenza per scegliere chi rappresenta il Pd a tutti i livelli e non fedeltà o adesione a correnti.

Il Pd di Siena lancia l’iniziativa “#OpenPd”, che già nel nome vuole richiamare la necessaria apertura all’esterno del nostro partito, evitando il rischio di apparire autoreferenziali o chiusi. All’interno di questa mobilitazione, aperta a tutti, che grazie all’impegno dei nostri segretari di circolo e dei democratici potrà prevedere oltre ottanta iniziative in luoghi pubblici, introdurremo anche meccanismi di partecipazione on-line. Inoltre, la Direzione provinciale decide di collocare, intorno al 20 luglio il referendum del Pd senese su alcuni quesiti che individueremo, aprendo una finestra di dieci giorni in cui sarà possibile per chiunque proporre quesiti.

La Direzione provinciale, sulla base della relazione del segretario, che approva, e delle prime riflessioni contenute in questo documento, dà mandato al Coordinamento politico e alla Segreteria di elaborare la sintesi della proposta programmatica da portare nei circoli e da sottoporre al confronto in occasione della mobilitazione.

La Direzione provinciale impegna i propri membri a partecipare attivamente alla mobilitazione.

#OpenPd: dieci punti per ripartire

Ecco dieci idee da discutere e condividere, da cui partire in questo nostro viaggio.

  1. Primarie 2014: per evitare di fare l’errore del partito nazionale, perennemente invischiato nella discussione sterile sulle regole, vogliamo fin da ora evitare che nell’avvicinamento all’importante appuntamento elettorale del 2014, invece che discutere di programmi e progetti, si discuta di regole. Le primarie sono il punto di partenza in tutti i Comuni come metodo di selezione del candidato Sindaco.

  2. Rifondare il Pd: crediamo che il congresso 2014 debba essere un congresso rifondativo. Il congresso ha certamente il compito importantissimo di dare al Pd una guida autorevole, fresca, incisiva e riconosciuta, ma ha anche e soprattutto il compito di rifondare un partito in crisi. Vogliamo che il Pd si rifondi dalla sua base: per questo è necessario fare i congressi a partire dai circoli. Chiediamo che venga nei circoli prevista la possibilità di elaborare contributi che poi possano essere discussi e valorizzati al livello comunale, provinciale, regionale e nazionale.

  3. Un Pd aderente alla realtà: a volte, il nostro partito dà l’idea di essere più interessato alle proprie contrapposizioni interne che alla realtà delle cose. Invece, dobbiamo essere un partito che discute e fa elaborazione sui temi più importanti della vita dei cittadini, a partire dai grandi problemi occupazionali ed economici. Per questo motivo, vogliamo che vengano rinvigoriti e diffusi i circoli di ambiente e i forum tematici e che questi strumenti abbiano possibilità di incidere sul partito.

  4. Un nuovo Pd anche a Siena: l’equilibrio tra l’espressione del prezioso pluralismo del partito e la rappresentanza dei territori è fondamentale. Dobbiamo lasciarci alle spalle il modo con cui il Pd a livello provinciale è stato fondato, lasciarci alle spalle qualsiasi tipo di logica pattizia. Dobbiamo fare autocritica, ma allo stesso tempo guardare avanti. Per questo motivo, vogliamo che la maggioranza degli organismi del Pd venga selezionato a partire dalle indicazioni dei circoli, delle unioni comunali e delle aree. Questo vale anche per organismi consultivi, come si è iniziato a fare col tavolo sugli assetti istituzionali.

  5. Siamo ottimisti sulle nostre potenzialità, se sapremo includere: le ultime primarie per la selezione del premier hanno dimostrato la potenzialità di espansione del Pd e i tanti comitati nati attorno alle candidature ci ha indicato concretamente quante persone abbiano la voglia di partecipare attivamente al nostro partito. Per questo motivo, riteniamo che si debbano coinvolgere tutte quelle energie che, condividendo i nostri ideali, vogliono mettersi in gioco. Per fare questo, serve un partito aperto e che fa sentire ciascuno a casa propria. Proponiamo che si intensifichi, come già fatto in vari passaggi e in larga parte del territorio provinciale, l’impegno nel coinvolgere attivamente gli elettori delle primarie a partire dalle loro passioni e dalle loro attitudini.

  6. Elaborazione politica, un partito diffuso: l’elaborazione politica e la sua promozione non può restare in capo a poche persone che elaborano la linea sugli argomenti più diversi. E’ necessario implementare gli spazi di discussione e sollecitare la disponibilità delle tante professionalità e intelligenze che vivono la nostra Provincia. Proprio nel momento più difficile e duro della storia repubblicana di queste terre, dobbiamo disegnare il futuro in modo coraggioso con le energie migliori della nostra società, che vogliono arginare la destrutturazione del nostro tessuto sociale.

  7. Un partito radicato e snello: la crisi economica e gli interventi di taglio al finanziamento ai partiti ci impone un ragionamento profondo su cosa vogliamo che sia il nostro partito. Il Pd provinciale è impegnato in una profonda e drastica riorganizzazione, che anticipa una situazione ancora più grave di quella che si sarebbe creata. Questo perché siamo convinti che i cambiamenti non vadano subiti nella loro drammaticità, ma vadano guidati per tirar fuori del buono dalle situazioni di difficoltà. Dobbiamo dunque immaginarci un partito meno pesante, che riesce a mobilitare energie e volontariato in modo ancora più efficace. Dobbiamo non disperdere quello straordinario patrimonio di radicamento del Pd, anzi implementarlo, mettendo al servizio una struttura più snella. Il Pd provinciale ha avviato una profonda e coraggiosa riorganizzazione del partito, a partire dalle necessarie ristrutturazioni interne fino al percorrere ipotesi di nuovi metodi di coinvolgimento delle persone nell’attività politica provinciale. Fermo restando che a chiunque, indipendentemente dalle proprie condizioni economiche, deve essere concessa la possibilità di fare politica attiva, dobbiamo ricorrere in modo più forte all’impegno diretto degli amministratori e ricorrere a formule di collaborazione gratuita similari ai tirocini.

  8. Un partito coraggioso. Siamo convinti che la forza del Partito Democratico stia prima di tutto nel suo impulso originario, in quello straordinario movimento che con le primarie del 2007 ha fondato il Pd. La forza del Pd sta dunque nella sua capacità di stare con i piedi ben piantati in una società in evoluzione, nei suoi bisogni e nel disperato bisogno di innovazione e riformismo che ha l’Italia. Per questo motivo, il Pd trova la sua ragion d’essere nel coraggio e nella lungimiranza delle sue proposte. Questo vale in tutti i campi, a partire dalle scelte economiche e civiche. Vogliamo quindi che il Pd costruisca frontiere avanzate e concrete verso le quali potremo lavorare insieme. Il congresso è determinante in questa costruzione. Anche noi a Siena vogliamo fare la nostra parte, a partire da proposte innovative e di profondo cambiamento sul tema degli assetti istituzionali e di gestione dei servizi pubblici.

  9. Un partito che pratica la sobrietà: riteniamo fondamentale che il Pd si faccia promotore in tutte le sedi, a partire dalla sua struttura interna, di una profonda sobrietà fino dal taglio dei costi. La grave crisi economica richiede un di più di serietà da parte della politica in tutti i sensi. Il Pd provinciale di Siena si è fatto promotore con gli amministratori di praticare questa strada: dalla riduzione del numero del cda di varie partecipate fino al taglio delle indennità, dal taglio del 15% alle indennità della giunta provinciale e del Presidente fino alla relativa proposta di riduzione per i consiglieri provinciali. Mentre in tanti si riempiono la bocca con i tagli ai costi della politica, il Pd a Siena ha agito. E su questa strada vogliamo continuare con sacrifici commisurati alla gravità della crisi.

  10. Proprio da Siena riparte il Pd? Siamo convinti che proprio da Siena possa ripartire il Pd. In queste terre, negli ultimi anni, sono stati commessi errori che hanno causato la grave situazione che stiamo attraversando. Anche il Partito Democratico, la sua classe dirigente e i partiti precedenti hanno grandi responsabilità, come abbiamo avuto modo di condividere in tante occasioni di autocritica finalizzata alla ripartenza. Siamo convinti che proprio da qui possa ripartire il Pd con un forte impulso elaborativo sui temi, sulle forme organizzative e sugli orizzonti da costruire insieme. Crediamo che il Pd possa essere una comunità di uomini e donne che condividono passioni e obiettivi, progetti e sogni, ricacciando qualsiasi tentativo di utilizzare il partito a fini personali o di gruppo. In questo senso, siamo convinti della necessità di contemperare quello straordinario patrimonio di persone che ‘vogliono bene’ a questo partito’ e che lo fanno vivere nei territori ogni giorno con una decisa ed accelerata spinta all’innovazione. Dobbiamo impedire che il rinnovamento sia un grimaldello per eterni ritorni dal passato, ma che si innesti sulla nostra forza di radicamento e passione. Per questo motivo, nei giorni del 24 e del 25 agosto presso la fortezza Medicea vogliamo organizzare un appuntamento di riflessione e approfondimento su questi temi tra la forza della nostra storia e l’esigenza irrinviabile di proseguire con decisione sul cambiamento. Il fine è quello di ricostruire, passo dopo passo, un patrimonio comune, un luogo in cui tutti possiamo sentirci a casa nostra e parte di un progetto al servizio di queste terre e del Paese.

A parte i ragionamenti, quale è il succo dei dieci punti?

  1. Primarie 2014: in tutti i Comuni, per le amministrative 2014, si parte dalle primarie.

  2. Rifondare il Pd: il prossimo congresso deve partire dai circoli e deve prevedere la possibilità da parte di questi ultimi di fare proposte concrete al livello nazionale.

  3. Un Pd aderente alla realtà: vogliamo che vengano regolamentati e diffusi maggiormente i circoli di ambiente, ovvero i circoli sui temi specifici o nei luoghi di lavoro.

  4. Un nuovo Pd anche a Siena: vogliamo che la gran parte degli organismi statutari o consultivi formati a livello provinciale provengano da un’intesa o da un’elezione dal territorio, pur tenendo conto del pluralismo.

  5. Siamo ottimisti sulle nostre potenzialità, se sapremo includere: vogliamo coinvolgere direttamente gli elettori delle primarie che si riconoscono nel Pd a partire dai loro interessi tematici.

  6. Elaborazione politica, un partito diffuso: vogliamo continuare a sperimentare meccanismi che consentano di incidere alle tante professionalità del nostro partito o vicine ad esso.

  7. Un partito radicato e snello: non vogliamo disperdere la forza organizzativa del Pd a Siena, ma dobbiamo immaginare nuovi meccanismi di partecipazione a livello provinciale.

  8. Un partito coraggioso: vogliamo che il Congresso individui alcuni punti coraggiosi e di prospettiva verso cui tendere, come stiamo facendo e dobbiamo fare a Siena.

  9. Un partito che pratica e stimola la sobrietà: serve una politica sobria e vogliamo continuare nella strada portata avanti dal Pd provinciale che ha sostituito le tante parole ad atti e indirizzi concreti: dal taglio delle indennità a numerose funzioni pubbliche, alla riduzione del numero dei componenti dei Cda in diverse partecipate.

  10. Proprio da Siena riparte il Pd? Il 24 ed il 25 Agosto vogliamo costruire un appuntamento che contribuisca a ricostruire un patrimonio collettivo di riflessione sulla forma partito in vista del Congresso. Da Siena può ripartire il Pd.

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3 Commenti

  1. Intanto, buon lavoro. Su questa traccia si può’ lavorare e portare ognuno il nostro contributo, c’ bisogno di particolareggiare molto di più’ per uscire dal politichese e indicare cose concrete. Farò’ il possibile di metterci del mio, prossimamente.

  2. e’ un problema di lingua italiana, non politico; al punto 9 terza riga: ….parole AD atti…… sostituire: …… parole CON atti —–

  3. prova invio commento