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Scritto il 15 Mar 2011 su News | 0 commenti

Ceccuzzi: “Con la forza della partecipazione costruiremo un nuovo futuro per Siena”

“La ‘Carta di Siena’ é l’atto fondativo del nuovo centrosinistra, che porta la politica fuori dai palazzi e la consegna alla città, nel segno principi della buona politica e della partecipazione. Il Comune che vogliamo dovrà essere autorevole e non autoritario, istituzione centrale e punto di riferimento per tutti i cittadini. Vogliamo che ognuno possa sentirsi parte attiva e protagonista della vita della città, ritrovando quella voglia di parlare e di mettersi in gioco, grazie alla sicurezza di essere ascoltati. Per questo è necessario garantire la massima trasparenza sia delle azioni che proponiamo che delle persone che andranno a rappresentare i senesi in consiglio comunale”. Con questa parole Franco Ceccuzzi, candidato a sindaco di Siena del centrosinistra è intervenuto ieri, lunedì 14 marzo, presso la Sala delle Balie del Santa Maria della Scala, per presentare la ‘Carta della buona politica e della partecipazione’. 

La Carta di Siena sarà sottoscritta dal candidato sindaco del centrosinistra e dai candidati al consiglio comunale che si prenderanno un “impegno pubblico” con i cittadini sul fronte della partecipazione; della valorizzazione del merito e delle competenze; della trasparenza sulle indennità e sulle nomine; della riduzione dei compensi e della non cumulabilità degli incarichi. L’iniziativa del centrosinistra è stata caratterizzata da molti interventi, a cominciare da quello di apertura del giornalista Daniele Magrini, seguito dai Adriano Fabris e Michele Masini, rispettivamente docenti dell’Università degli Studi di Pisa e di Siena, che, insieme a Massimo Morisi, docente dell’Università di Firenze, hanno fatto da garanti all’attuabilità e all’attendibilità della Carta.

La forza della democrazia partecipativa “In un momento in cui in Italia si vogliono restringere gli spazi di democrazia con rischi di deriva autoritaria – ha detto Ceccuzzi – Siena, la città del Buongoverno, punta sulla partecipazione per affermare la validità e l’efficacia del primato del suffragio universale. Il coinvolgimento dei senesi nelle decisioni per la città, inoltre, ci dovrà caratterizzare a differenza di quelle derive personalistiche del passato nella gestione della cosa pubblica. E’ stata proprio l’autorevolezza del Comune, e non certo l’autoritarismo, che ha reso grande Siena e, in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo ognuno di noi deve impegnarsi ad essere più presente, ascoltando e dando risposte ai cittadini. La città non sarà un laboratorio di democrazia in cui tutti gli interessi saranno ascoltati prima che il Comune assuma la decisione che risponde di più e meglio all’interesse generale. Per questo è fondamentale che sia garantita l’imparzialità della pubblica amministrazione, a partire dalla scelta delle candidature che dovranno essere senza ombre o sospetti di parzialità. Il Comune deve saper ascoltare, mediare e, poi, prendere delle decisioni. E’ la forza della democrazia partecipativa, che sarà il segno distintivo della Siena del futuro”.

Nomine, governo del territorio e controllo sociale “Tre aspetti concreti della partecipazione e della buona politica possono essere esemplificati. Il primo riguarda l’impegno del candidato nelle nomine. Il sindaco non potrà imporre la ‘Carta’ verso certe nomine, ma darà una spinta perché la classe dirigente che esprime questa città sia in linea con i suoi valori. Il secondo riguarda il governo del territorio e la necessità di lavorare affinché l’uso del territorio, risorsa limitata nel Comune di Siena, sia sempre più condivisa e vicini agli interessi generali. Le consulte territoriali che istituiremo andranno proprio nella direzione della costruzione del ‘bene comune’. La loro missione sarà quella di ‘conquistare cittadini’ alle ragioni di Siena, per aumentare il livello di civismo e la qualità della vita. Il terzo punto riguarda il controllo sociale su tutti i processi decisionali della pubblica amministrazione, affinché, per esempio non si abbia a ripetere quanto verificatosi nella gestione del nostro Ateneo”.

Partecipare alla vita cittadina. Una Carta aperta a tutti i senesi “La nostra idea di partecipazione – ha continuato Ceccuzzi – è rivolta al maggior numero di cittadini possibile, senza alcuna chiusura o deriva corporativa. Chi si candida con il centrosinistra, però, dovrà rispettare i principi della Carta, che sono chiari e semplici. Quando per esempio, nell’articolo 11, si parla di impossibilità di candidatura a chi appartiene a società di mutuo sostegno che mettano al rischio l’imparzialità delle pubbliche istituzioni è evidente che il riferimento non è alle società di Contrada, che consideriamo, insieme alle Contrade, presenze fondamentali nel tessuto sociale della città. Forse – ha concluso Ceccuzzi – non convinceremo tutti a seguire i principi di sobrietà e responsabilità nell’impegno pubblico, ma siamo sicuri che con la ‘Carta’ daremo a Siena la possibilità di essere una città più giusta e attenta ai cittadini”.  

 “Chi parla di etica per frasi fatte – ha affermato Alessandro Mugnaioli, segretario dell’Unione comunale del Pd di Siena – perde di vista l’obiettivo, ovvero il recupero del gap fra cittadini e politica. Il punto fondamentale che il Pd si aspetta da questa carta è ricreare quel rapporto con quella ampia fascia della popolazione che in questi anni ha perso la fiducia nella politica e in chi amministra la cosa pubblica. Su questa fiducia intendiamo costruire un percorso di partecipazione più ampia nell’amministrazione della città, per continuare a costruire questa democrazia su basi molto più avanzate. Questo lo possiamo fare se c’è un patto di fiducia e di maggiore consapevolezza tra i cittadini. Noi crediamo che questo ci sia stato a Siena, se tutti non l’hanno capito è colpa della politica. Attraverso la Carta intendiamo fissare nero su bianco i principi e i valori ai quali ci richiameremo e sui quali saremo misurati giorno per giorno.  Ci sono margini di miglioramento nei 25 articoli della carta, ma alcuni principi non sono interpretabili. L’articolo 11, per esempio, individua una serie di norme precise sul come fare politica. E’ un discrimine preciso di cui ci si assume o meno, la responsabilità. Una responsabilità che deve essere presa da tutti e non solo dal candidato a sindaco”.

Scarica la Carta di Siena della buona politica e della partecipazione

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