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Scritto il 23 Set 2010 su Comunicati Stampa, News | 0 commenti

Riforma Gelmini: "Il Pd continuerà la sua battaglia a sostegno della scuola pubblica"

“Sarà una riforma storica”. Questo è stato il pensiero del ministro Gelmini all’apertura del nuovo anno scolastico. E sicuramente sarà “storica” perché, mai prima d’ora, si era assistito al più grande licenziamento di massa della storia e a una mobilitazione così massiccia da parte di tutto il mondo scolastico: dal corpo docente, agli studenti fino ai genitori. A Siena da mesi il Partito democratico si è mosso per denunciare le conseguenze catastrofiche della Riforma Gelmini. Lo ha fatto a fine agosto con una grande manifestazione a sostegno della scuola pubblica; lo ha continuato a fare anche pochi giorni fa, protestando di fronte alle scuole della nostra Provincia con un volantinaggio a tappeto. Un impegno che arriva anche sui banchi del consiglio provinciale, grazie un ordine del giorno presentato dal Partito democratico, l’Italia dei Valori e la Sinistra e che verrà discusso domani, venerdì 24 settembre.

“La qualità della scuola –  si legge nell’ordine del giorno – riflette il futuro del paese e l’Italia per colpa delle politiche del centrodestra, che concepisce l’istruzione e la formazione come costi da contenere, sta scivolando sempre più indietro. I primi giorni di settembre dovevano essere utilizzati dalle scuole per organizzare e programmare la didattica, mentre quest’anno l’anno scolastico si riapre all’insegna del caos, prodotto dagli effetti della destrutturazione e del “congedo annunciato” di migliaia tra docenti e personale amministrativo. L’intento del governo è chiaro: mettere in ginocchio la scuola pubblica, considerata troppo costosa e spingere le famiglie a optare per strutture private che solo in pochi possono permettersi di pagare”.
   
“L’Italia –  si legge ancora nell’odg – è l’unico paese al mondo che, in tempi di crisi, toglie il lavoro a coloro che operano in un settore, come quello dell’istruzione, ritenuto strategico ovunque e sul quale in tutta Europa si investe e si scommette, guardando al futuro. In tre anni saranno lasciati a casa 170 mila dipendenti del mondo della scuola, provocando un netto peggioramento delle già precarie condizioni della scuola italiana che, secondo l’Ocse, si colloca al penultimo posto tra le 33 nazioni più industrializzate con la quota più bassa di Pil dedicata al settore. I nostri insegnati sono i peggio pagati e di conseguenza anche i nostri studenti sono sempre meno preparati rispetto ai coetanei residenti in altri paesi. Un divario che è destinato ad ampliarsi per colpa degli interventi della Ministra Gelmini”.
     
“In questi giorni – spiega Marco Nasorri, capogruppo del Pd – gli esponenti del Pdl provinciale hanno usato parole sprezzanti e prive di rispetto per chi rimarrà senza lavoro, dopo anni di sacrifici e senza prospettive per il futuro. Invece di stare al fianco delle famiglie, dei nostri ragazzi hanno preferito “allinearsi” con i dirigenti nazionali alla faccia dei problemi che alunni, insegnanti e genitori dovranno subire. Tacciono sul fatto che le risorse ministeriali sono indirizzate esclusivamente a chi opera nella scuola, mentre sono gli enti locali a dover far fronte all’edilizia scolastica, alle manutenzioni ordinarie e straordinarie e a tutta una serie di servizi. Tacciono sul fatto che se il governo continuerà a tagliare le risorse a Province e Comuni, in breve tempo, anche gli enti locali non riusciranno più a investire sulle scuole che saranno sempre più vecchie e poco efficienti”.

“La Riforma – dice Nasorri –  priva di qualsiasi progetto che punti al miglioramento dell’istruzione, è fatta solo di tagli e di sovraffollamento nelle classi. Basti pensare che in qualche caso ci saranno aule con 33 o 34 alunni, anche in presenza di un diversamente abile. Nella sola provincia di Siena ci saranno 300 cattedre in meno e circa 200 posti di lavoro in meno, oltre alla drastica diminuzione delle ore dedicate al sostegno. In qualche caso, solo l’intervento della Regione e di alcuni Comuni che si sono accollati le spese ha consentito di mandare avanti le attività didattiche. Noi non ci stiamo e faremo di tutto per continuare la sua battaglia a sostegno della scuola ma soprattutto del futuro del Paese”.

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