Oggi il problema della legalità sembra essersi ridotto semplicisticamente al tema della sicurezza. Ma legalità vuol dire anche sicurezza sul luogi di lavoro, lotta al lavoro in nero, lotta alla criminalità organizzata.
Lo stesso tema della sicurezza è affrontato peraltro in modo inappropriato. L’esempio più eclatante è stato l’istituzione delle ronde. D’altro canto a marzo di quest’anno, nel periodo più caldo della discussione sulle ronde, il sindacato dei Carabinieri, esprimendo parere negativo sulle ronde, ha sostenuto una carenza dell’organico dell’Arma e della Polizia di 10.000 unità. Ma com’è possibile? L’Italia ha il più alto organico di polizia e carabinieri d’Europa in rapporto al numero di abitanti. In italia il rapporto è 571 adetti ogni 100.000 abitanti (a Trieste 1.100 uomini ogni 100.000 abitanti, a Roma 882,3 su 100.000 abitanti, a Palermo 783,9 ogni 100.000 abitanti), in Europa il paese che più si avvicina a noi è la Germania, con 321 unità ogni 100.000 abitanti (la Gran Bretagna ne ha 268 ogni 100.000 abitanti, la Francia 227 ogni 100.000 abitanti). Inoltre, ogni italiano destina per le spese a sostegno dell’ordine pubblico il 2,1% della ricchezza nazionale, pari a circa 500 euro pro capite. Fra i paesi Ue, l’Italia è seconda solo alla Gran Bretagna (2,5%), mentre precede la Spagna (1,85%), la Germania (1,7%) e la Francia (1,2%). Queste cose vanno dette e il tema va dunque affrontato meno semplicisticamente.
Inoltre, per quanto riguarda i fenomeni di microcriminalità, si nota l’effeto moltiplicatore dei media sulle violenze nelle città. Le statistiche sulle notizie dei telegiornali hanno appurato che durante la campagna elettorale dell’aprile 2008 violenze e furti, specie in villa, erano costantemente posti all’attenzione del pubblico, andando a calare dopo le elezioni senza che ci fosse un calo quantitativo di tali violenze: e da qualche tempo ricominciano a salire. Per la croncaca: i furti nel 2008 rispetto al 2007 sono diminuiti del 39,7%.
Con questo atteggiamento dei mezzi di comunicazione, concentrati tutto sulla cronca nera, ci si convince di trovarsi in una società in pericolo. I sistemi criminali, le progettualità mafiose poche volte vengono trattate dai telegiornali, se non per documentare maxi blitz, con la conseguente percezione di un mondo soffocato da microcriminalità, da ladri assaltatori di ville, ecc. Eppure in tal senso l’Inghilterra, che ha una telecamera per ogni 6 abitanti all’incirca, ha una proliferazione della microcriminalità da strada molto superiore alla nostra, così altri paesi europei senza lo stesso livello allarmistico.
Poco fa ho detto che la legalità non può essere solo la sicurezza in senso generico. È di questi giorni la bella pensata fatta dal Governo nazionale sulla vendita all’asta dei beni confiscati alle mafia. Penso sia importante ricordare che nel 1982, dopo l’uccisione del Generale Dalla Chiesa, di sua moglie e dell’agente di scorta, venne approvata dal Parlamento Italiano la legge Rognoni-La Torre, fortemente voluta da Pio La Torre. Per questo fu anche lui assassinato. Dalle proposte di Pio La Torre conseguì il riconoscimento del reato di associazione mafiosa e in seguito la confisca dei beni mafiosi e il loro riutilizzo a scopo sociale. Oggi quest’idea per cui il bene sottratto alla criminalità criminalizzata possa essere riutilizzato per la collettività anche a scopo sociale è messo in discussione.