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	<title>Giovani Democratici - Siena</title>
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		<title>Incontro delegazione e Giovani Socialdemocratici norvegesi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 20:21:32 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 12 febbraio 2012; ] Una delegazione di 5 membri dei Giovani Socialdemocratici Norvegesi sarà a Siena il 10 e 11 febbraio per degli incontri istituzionali con altre associazioni e realtà europee giunte a Siena all'interno di un programma internazionale promosso dal Comune di Siena. E' previsto un incontro riservato con i Giovani Democratici di Siena, per info generazionedemocraticasi@gmail.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #2a2a2a; font-family: 'Segoe UI', Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif; line-height: 17px;"><span style="text-decoration: underline;">U</span>na delegazione di 5 membri dei Giovani Socialdemocratici Norvegesi sarà a Siena il 10 e 11 febbraio per degli incontri istituzionali con altre associazioni e realtà europee giunte a Siena all&#8217;interno di un programma internazionale promosso dal Comune di Siena. E&#8217; previsto un incontro riservato con i Giovani Democratici di Siena, per info generazionedemocraticasi@gmail.com</span></p>
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		<title>Gd Sarteano</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 13:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<title>&#8216;I Giovani Democratici della Toscana contro l’abolizione del valore legale della laurea&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 11:57:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[



I Giovani Democratici della Toscana contro l’abolizione del valore legale della laurea, la  liberalizzazione delle tasse universitarie e i prestiti d’onore. Perché non siamo una generazione di &#8220;sfigati&#8221;!
Negli ultimi giorni sono tornati al centro del dibattito politico  argomenti che hanno un elevato contenuto tecnico e che sono dotati di una forte capacità di dividere l’opinione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="font-size: 12px; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: left; background-color: #c7c7c7; padding: 1px;"></div>
<div style="color: #500301; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: normal; text-align: left; background-color: #c7c7c7;">
<div>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><img style="float: left; margin: 5px;" src="http://gdtoscana.it/images/stories/universita.jpg" border="0" alt="università" /></span></p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><strong>I Giovani Democratici della Toscana contro l’abolizione del valore legale della laurea, la  liberalizzazione delle tasse universitarie e i prestiti d’onore. Perché non siamo una generazione di &#8220;sfigati&#8221;!</strong></span></p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; text-align: justify;"><span style="font-size: small;">Negli ultimi giorni sono tornati al centro del dibattito politico  argomenti che hanno un elevato contenuto tecnico e che sono dotati di una forte capacità di dividere l’opinione pubblica e il mondo accademico. Questi temi, che presentano tra loro uno stretto legame, sono l’abolizione del valore legale della laurea e la liberalizzazione delle tasse da far pagare agli studenti, in concreto già realizzata da alcuni atenei che hanno sforato il tetto legislativo alla contribuzione studentesca attualmente fissato al 20% del FFO ( Fondo di finanziamento ordinario).<br />
Tutto ciò nell’ottica di stimolare una virtuosa competizione tra gli Atenei che, liberi di fissare l’ammontare delle rette, sarebbero stimolati nell’investire in qualità e ricerca per attrarre gli studenti e assicurarsi più fondi del FFO,da ripartire in base a un “Ranking” che certifichi il prestigio delle singole università  e assegni  un “peso diverso” alle lauree da queste rilasciate.  <br />
Nel presente documento cerchiamo di spiegare la funzione di garanzia del valore legale della laurea, poiché consente di mettere su una posizione di parità formale i laureati, i quali poi dovranno competere seriamente per entrare in concreto nel mercato del lavoro. Una sua eventuale abolizione  priverebbe di qualsiasi tutela chi non potrebbe permettersi le università più “quotate”.<br />
Inoltre siamo convinti che le proposte sopra descritte presuppongano un sistema completo di borse di studio che dia effettivamente a tutti gli studenti la possibilità di scegliere l’ateneo migliore assicurando loro pari condizioni di partenza nel percorso di accesso al mondo universitario. La stessa  proposta dei presiti condizionai ai futuri redditi degli studenti non tiene conto della crisi generazionale che stiamo attraversando: i recenti dati ISTAT sulla disoccupazione giovanile al 30% dimostrano come nel nostro Paese manchi un efficiente canale di inserimento dei neolaureati nel mondo del lavoro. In queste condizioni un’eventuale innalzamento significativo delle tasse, compensata con l’estensione dei presiti d’onore, finirebbe  per scaricare sulle giovani generazione ulteriori costi di un investimento nell’istruzione universitaria che si presenta incerto sotto molteplici punti di vista. Riteniamo, invece, che gli interventi per migliorare il funzionamento della nostra Università pubblica debbano necessariamente passare  da un aumento della progressività della tassazione studentesca, chiedendo di più a chi a di più, dalla previsione di  meccanismi seri e trasparenti di valutazione dei nostri Atenei e dalla copertura totale delle borse di studio in modo da permettere a tutti gli studenti, anche a quelli privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi universitari.<br />
E’ il tempo di considerare gli studenti non più come voci di spesa nel bilancio dello Stato ma come risorse su cui investire per la crescita economica e sociale del nostro Paese.</span></p>
<p style="margin-top: 0.5em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; text-align: justify;"><span style="font-size: medium;"><a style="text-decoration: none; color: #757575;" href="http://gdtoscana.it/archivio-documenti/finish/3-documenti/15-coordinamento-gdtoscana-sulluniversita"><strong><span style="text-decoration: underline;">Documento prodotto dal coordinamento GD Toscana sull’università</span></strong></a></span></p>
</div>
</div>
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		<title>&#8216;Stabilità diviso flessibilità&#8217;, di Fausto Raciti</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
&#8220;Sul posto fisso il Presidente Monti sbaglia di grosso. La stabilità del posto di lavoro sarà anche monotona, come monotono è avere una casa, mettere su una famiglia, potere avere qualche certezza sul futuro.&#8221; Lo dichiara Fausto Raciti, segretario nazionale dei Giovani democratici. Che continua: &#8220;Certamente sarebbe bello potere cambiare lavoro scegliendo sulla base delle possbilità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px;"> </p>
<p style="font-size: 11px; line-height: 16px; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; text-align: left; margin: 0px;">&#8220;Sul posto fisso il Presidente Monti sbaglia di grosso. La stabilità del posto di lavoro sarà anche monotona, come monotono è avere una casa, mettere su una famiglia, potere avere qualche certezza sul futuro.&#8221; Lo dichiara Fausto Raciti, segretario nazionale dei Giovani democratici. Che continua: &#8220;Certamente sarebbe bello potere cambiare lavoro scegliendo sulla base delle possbilità di realizzazione personale che offre ciascun lavoro, ma viviamo in un paese con il 30% di disoccupazione giovanile, dove le retribuzioni dei precari sono ferme ai livelli degli anni &#8216;90 e dove la flessibilità è stata sperimantata solo come riduzione dei costi e delle garanzie. Per offrire più possibilità di scelta e più dignità del lavoro sarebbe bene intanto intervenire sul costo del lavoro e introdurre i minimi retributivi per i precari. Scelte così sarebbero certo più apprezzate di tante dichiarazioni.&#8221;</p>
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		<title>&#8216;Grillo e il tempo dei buffoni&#8217;, da gdtoscana.it</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri è senza senso”, così ha tuonato ieri Grillo, pseudocomico, pseudointellettuale, pseudopolitco, pseudo di sinistra.Un roba allucinante. Dare la cittadinanza ai bambini nati in Italia è una proposta che guarda al futuro del Paese: la presenza di immigrati è aumentata in modo considerevole negli ultimi 20 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #500301; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; background-color: #c7c7c7; font-size: small;">“La cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri è senza senso”, così ha tuonato ieri Grillo, pseudocomico, pseudointellettuale, pseudopolitco, pseudo di sinistra.</span><br style="color: #500301; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; background-color: #c7c7c7; font-size: small;" /><span style="color: #500301; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; background-color: #c7c7c7; font-size: small;">Un roba allucinante. Dare la cittadinanza ai bambini nati in Italia è una proposta che guarda al futuro del Paese: la presenza di immigrati è aumentata in modo considerevole negli ultimi 20 anni e la loro presenza non è più limitata ad un breve periodo di lavoro, ma ha messo radici lunghe: gli immigrati lavorano,  pagano le tasse, vivono nelle nostre comunità, creano una famiglia, fanno figli che vanno a scuola e che imparano l’italiano come prima lingua, i nostri usi e costumi.</span><br style="color: #500301; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; background-color: #c7c7c7; font-size: small;" /><span style="color: #500301; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; background-color: #c7c7c7; font-size: small;">Tutto proprio come noi italiani. Solo che non lo sono per via di una legge assurda per cui si può richiedere la cittadinanza soltanto al compimento del diciottesimo anno. Il Sig. Grillo ha detto cose volgari e superficiali, probabilmente non conoscendo il problema. Bisognerebbe che pensasse ad  una vita scandita dalla scadenza del permesso , che non è  la scadenza di un documento qualsiasi:  senza permesso di soggiorno non è possibile fare un contratto di lavoro, un contratto di affitto, avere la tessera sanitaria, iscriversi in una qualsiasi scuola, andare in gita scolastica, andare in Erasmus, avere una vita normale…</span><br style="color: #500301; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; background-color: #c7c7c7; font-size: small;" /><span style="color: #500301; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; background-color: #c7c7c7; font-size: small;">Sarebbe stato utile per il Sig. Grillo, prima di sparare a zero sulla proposta di legge che vuole dare la cittadinanza ai bambini nati in Italia perchè “distoglie dai problemi reali dell’Italia”, rendersi conto che questo è un problema reale, che riguarda migliaia di ragazzi e da cui passa la costruzione di un futuro collettivo. Perché è solo con la pari dignità di diritti che si può creare la vera integrazione, solo così i figli degli immigrati saranno italiani, fratelli d’Italia.</span><br style="color: #500301; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; background-color: #c7c7c7; font-size: small;" /><span style="color: #500301; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; background-color: #c7c7c7; font-size: small;">Questo lo dice una nuova italiana, che è arrivata all’età di 6 anni e che ha preso la cittadinanza dopo 18, che si è sempre sentita italiana, mentre quel documento in scadenza le ricordava che non lo era. Ho trovato la politica prima della cittadinanza, e da lì ho tentato di costruire con i miei compagni una città ed un Paese migliore. Lo stiamo facendo anche in questi giorni raccogliendo le firme per “Italia sono anch’io”.</span><br style="color: #500301; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; background-color: #c7c7c7; font-size: small;" /><span style="color: #500301; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; background-color: #c7c7c7; font-size: small;">Questa dovrebbe essere la politica. E’ finito il tempo dei buffoni.</span><br style="color: #500301; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; background-color: #c7c7c7; font-size: small;" /><br style="color: #500301; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; background-color: #c7c7c7; font-size: small;" /><span style="color: #500301; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: normal; text-align: justify; background-color: #c7c7c7; font-size: small;">Articolo uscito il 26 gennaio su Unità.</span></p>
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		<title>Su Repubblica degli Stagisti parlano di noi!</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 19:16:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi c&#8217;è dietro la nuova legge della Regione Toscana sugli stage? Un gruppo di ventenni
Dietro la nuova legge regionale sui tirocini in Toscana, che per la prima volta in Italia introduce l&#8217;obbligo (quantomeno per quelli &#8220;non curriculari&#8221;) del rimborso spese, c&#8217;è un gruppo di ventenni. È la verità: senza i Giovani Democratici toscani questa legge semplicemente non esisterebbe. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-decoration: none; font-family: Verdana, Tahoma, Arial, sans-serif; font-size: 24px; text-align: left; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; color: #4f842e; line-height: normal; background-color: #c7c7c7; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; border-bottom-width: 2px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: #f6f6f6;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: verdana, geneva;"><span style="font-size: small;"><strong><img style="float: left; margin: 5px;" src="http://gdtoscana.it/images/stories/bandieragd.jpg" border="0" alt="GD" width="262" height="175" />Chi c&#8217;è dietro la nuova legge della Regione Toscana sugli stage? Un gruppo di ventenni</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: verdana, geneva;"></span></span></h2>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; text-align: justify; color: #500301; line-height: normal; background-color: #c7c7c7; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 5px; padding-left: 0px; border-bottom-width: 2px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: #f6f6f6;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: verdana, geneva;"><span style="font-size: small;"><span style="padding: 0px; margin: 0px;"><span style="padding: 0px; margin: 0px;">Dietro <a style="text-decoration: none; color: #444444; border-bottom-width: 1px; border-bottom-color: #c6c6c6; border-bottom-style: solid; padding: 0px; margin: 0px;" title="stage" href="http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/regione-toscana-nuova-legge-su-tirocini" target="_blank">la nuova legge regionale sui tirocini in Toscana</a>, che per la prima volta in Italia introduce l&#8217;obbligo (quantomeno per quelli &#8220;non curriculari&#8221;) del rimborso spese, c&#8217;è un gruppo di ventenni. È la verità: <span style="padding: 0px; margin: 0px;">senza i <a style="text-decoration: none; color: #444444; border-bottom-width: 1px; border-bottom-color: #c6c6c6; border-bottom-style: solid; padding: 0px; margin: 0px;" title="stage" href="http://gdtoscana.it/chi-siamo" target="_blank">Giovani Democratici toscani</a> questa legge semplicemente non esisterebbe</span>. Sono stati loro a porre fin dall&#8217;inizio del 2010 ai vertici della Regione l&#8217;urgenza del problema, a pungolarli affinché passassero dalle parole ai fatti, a lavorare sulla bozza del protocollo per i tirocini di qualità e su quella della legge appena approvata. I GD in Toscana contano più di 3mila iscritti; hanno circoli in tutte le province e in più di 80 comuni, e un <a style="text-decoration: none; color: #444444; border-bottom-width: 1px; border-bottom-color: #c6c6c6; border-bottom-style: solid; padding: 0px; margin: 0px;" title="stage" href="http://www.facebook.com/#%21/gdtoscana" target="_blank">gruppo su Facebook</a> con 2mila membri. Chi li guida dal febbraio del 2011 è <span style="padding: 0px; margin: 0px;">Andrea Giorgio</span>, 25 anni, laureato in Relazioni internazionali </span></span><span style="padding: 0px; margin: 0px;"><span style="padding: 0px; margin: 0px;">all&#8217;università di Firenze</span></span><span style="padding: 0px; margin: 0px;"><span style="padding: 0px; margin: 0px;"> e a tre esami dal traguardo della specialistica in Scienze del lavoro. Un giovane impegnato in politica fin dal liceo &#8211; i primi passi con i movimenti contro la guerra, e subito dopo col Social Forum europeo a Londra e Parigi – e attivo nel partito fin dal momento in cui, dalla fusione di Margherita e DS, nacque il PD.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; text-align: justify; color: #500301; background-color: #c7c7c7; line-height: 1.5em; padding: 0px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: verdana, geneva;"><span style="font-size: small;"><span style="padding: 0px; margin: 0px;"><span style="padding: 0px; margin: 0px;"><strong style="padding: 0px; margin: 0px;">Insomma ce l&#8217;avete fatta. La Toscana è la prima Regione in Italia ad avere una <a style="text-decoration: none; color: #444444; border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: #c6c6c6; padding: 0px; margin: 0px;" title="stage" href="http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/stage-in-francia-come-regolamentato" target="_blank">legge sugli stage &#8220;alla francese&#8221;</a>che impone il rimborso spese e sanziona gli abusi.</strong><br style="padding: 0px; margin: 0px;" />Ce l&#8217;abbiamo fatta, sì. È stata lunga però: quasi due anni. L&#8217;idea ci venne durante &#8220;<a style="text-decoration: none; color: #444444; border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: #c6c6c6; padding: 0px; margin: 0px;" title="stage" href="http://ilpartitonuovo.blogspot.com/2010/01/job-on-road.html" target="_blank">Job on the Road</a>&#8220;, un viaggio fatto dai Giovani Democratici nei luoghi di lavoro del nostro territorio. Girammo ore ed ore di interviste rendendoci conto delle condizioni di lavoro di una generazione e di come la crisi, già dall&#8217;inizio, si stesse scaricando sui giovani: dagli imprenditori ai precari. Ci rendemmo conto che mentre la crisi distruggeva i posti di lavoro aumentavano gli stage, un fenomeno che già un po&#8217; conoscevamo ma sul quale cominciammo a raccogliere testimonianze e storie. E venne fuori che  troppo spesso sotto c&#8217;era un vero e proprio sfruttamento legalizzato. Da questo lavoro preparatorio, ed<a style="text-decoration: none; color: #444444; border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: #c6c6c6; padding: 0px; margin: 0px;" title="stage" href="http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/carta-diritti-stagista-ispira-iniziative-regione-toscana-e-associazione-libertiamo-a-favore-degli-stagisti" target="_blank">assieme a voi della <em style="padding: 0px; margin: 0px;">Repubblica degli Stagisti</em></a>, siamo partiti per elaborare una nostra proposta su cui abbiamo raccolto in pochi giorni migliaia di firme e che é diventata presto una battaglia. Un territorio come il nostro non poteva tollerare oltre fenomeni del genere: adesso proveremo ad esportare il nostro successo in altre regioni, in attesa che il governo si renda conto di quanto sia importante regolare questo strumento.<br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><strong style="padding: 0px; margin: 0px;">Sulla proposta di legge qualcuno ha storto il naso, almeno inizialmente.</strong><br style="padding: 0px; margin: 0px;" />È vero, non é stato facile coinvolgere le istituzioni. Tanto loro quanto le varie parti sociali erano forse poco consapevoli dei numeri e delle condizioni degli stage, strumenti abusati senza regole nè tutele che coinvolgevano più di 15mila ragazzi toscani ogni anno. Ci ha aiutato molto il grande spazio che la nostra campagna ha avuto sui media, e la disponibilità del <a style="text-decoration: none; color: #444444; border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: #c6c6c6; padding: 0px; margin: 0px;" title="stage" href="http://www.regione.toscana.it/presidente/biografia/index.html" target="_blank">presidente della Regione Enrico Rossi</a> e dell&#8217;<a style="text-decoration: none; color: #444444; border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: #c6c6c6; padding: 0px; margin: 0px;" title="stage" href="http://www.regione.toscana.it/gianfrancosimoncini/index.html" target="_blank">assessore al lavoro Gianfranco Simoncini</a>, che hanno dimostrato come non occorra il giovanilismo di facciata per risolvere i problemi della nostra generazione <em style="padding: 0px; margin: 0px;">[Rossi e Simoncini hanno entrambi passato la cinquantina, ndr]</em>.  Tutti poi hanno dato una mano: dalle associazioni di categoria ai sindacati, ed il primo passo é stata la firma di un protocollo tra la parti sociali e la regione che prendeva atto della situazione e si impegnava a riformare il sistema. <br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><strong style="padding: 0px; margin: 0px;">E ora? </strong><br style="padding: 0px; margin: 0px;" />Manca soltanto il regolamento attuativo, che arriverà entro 60 giorni. Poi l&#8217;impegno sarà quello di convincere alcuni settori che in questi anni hanno abusato degli stage – penso al commercio, al turismo, alla pubblica amministrazione – che questi contratti non sono delle forme di lavoro a basso costo ma che sono strumenti di formazione e come tali devono essere usati. <br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><strong style="padding: 0px; margin: 0px;">Quali saranno gli elementi importanti del regolamento?</strong><br style="padding: 0px; margin: 0px;" />Se la legge é un passo importante, che proietta la nostra regione all&#8217;avanguardia in Italia, il vero tassello fondamentale sarà proprio il regolamento, che avrà il compito di definire tante questioni cruciali. Sarà importante lavorare per stabilire bene la durata massima degli stage in funzione delle mansioni, eliminando la possibilità di svolgere stage in alcuni settori a basso contenuto formativo. E andrà definito in un minimo di 400 euro il rimborso mensile, già previsto nella legge. Altra questione fondamentale sarà la previsione di un blocco degli stage per le aziende che abbiano fatto ricorso alla cassa integrazione o a procedure di mobilità negli ultimi mesi, per evitare l&#8217;«effetto sostituzione». Stiamo poi lavorando per la creazione di un database pubblico online, gestito dalla regione e dai centri per l&#8217;impiego, che metta in rete i soggetti promotori, con una classificazione delle imprese per numero di stage attivabili, numero di stage attivati al momento, eventuali provvedimenti sanzionatori a loro carico. Questa è <a style="text-decoration: none; color: #444444; border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: #c6c6c6; padding: 0px; margin: 0px;" title="stage" href="http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/lombardia-verso-regolamento-regionale-su-tirocini-ecco-le-quattro-proposte-della-repubblica-degli-stagisti" target="_blank">un&#8217;idea che abbiamo ripreso da voi della <em style="padding: 0px; margin: 0px;">Repubblica degli Stagisti</em></a>: pensiamo che sarebbe molto utile tanto come punto di ritrovo tra domanda e offerta, quanto come strumento di controllo a disposizione dei vari enti promotori. L&#8217;ultima cosa su cui abbiamo avviato una discussione con la regione, ma che inevitabilmente dovrà essere trattata a parte, é l&#8217;estensione dei rimborsi – oltre che delle tutele – agli stage curriculari. Su questo c&#8217;é una disponibilità di massima ma dovremo lavorare anche assieme agli atenei.</span></span></span></span></span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; font-family: Helvetica, Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; text-align: justify; color: #500301; background-color: #c7c7c7; line-height: 1.5em; padding: 0px;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: verdana, geneva;"><span style="font-size: small;"><span style="padding: 0px; margin: 0px;"><span style="padding: 0px; margin: 0px;"><strong style="padding: 0px; margin: 0px;">Quando non vi occupate di stage cosa fate?</strong><br style="padding: 0px; margin: 0px;" />Proviamo ad occupare ogni spazio utile a rappresentare la nostra generazione e a rompere il muro dell&#8217;antipolitica. Col nostro esempio cerchiamo giorno dopo giorno di dimostrare come possa essere diversa: un gruppo di ragazzi in gamba, che tutti i giorni spendono gratuitamente il proprio tempo mettendolo a disposizione degli altri. La campagna forse più significativa che abbiamo seguito quest&#8217;anno è stata quella che ha portato al <a style="text-decoration: none; color: #444444; border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: #c6c6c6; padding: 0px; margin: 0px;" title="stage" href="http://www.repubblicadeglistagisti.it/article/la-regione-toscana-presenta-il-progetto-giovani-si-per-sostenere-studenti-stagisti-e-precari-300-milioni-di-euro-in-tre-anni" target="_blank">progetto «Giovani sì» della Regione Toscana</a>, con 340 milioni di euro in tre anni a favore delle giovani generazioni con incentivi per la stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato, contributi per gli affitti, prestiti agevolati per giovani imprenditori o giovani professionisti, finanziamenti per andare a studiare all&#8217;estero e tanto altro.  <br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><strong style="padding: 0px; margin: 0px;">Prossimi progetti concreti?</strong><br style="padding: 0px; margin: 0px;" />In questo periodo stiamo raccogliendo le firme per «<a style="text-decoration: none; color: #444444; border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: #c6c6c6; padding: 0px; margin: 0px;" title="stage" href="http://www.litaliasonoanchio.it/" target="_blank">L&#8217;Italia sono anch&#8217;io</a>» e a breve presenteremo nei consigli comunali degli ordini del giorno per il riconoscimento della cittadinanza onoraria ai ragazzi nati in Italia e per la creazione dei consigli degli stranieri in tutti i territori. Poi non va dimenticato il lavoro che le singole federazioni e circoli fanno sul territorio, le battaglie per il diritto di accesso alla rete, alle biblioteche, fino al riconoscimento dei diritti civili. E continueremo a lavorare sull&#8217;università: evitando che i decreti attuativi del governo portino ad un&#8217;omologazione al ribasso del diritto allo studio delle varie regioni, rendendo più progressive le tasse universitarie e provando a costruire migliori sinergie tra atenei e mondo produttivo. <br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><strong style="padding: 0px; margin: 0px;">A breve avrete il <a style="text-decoration: none; color: #444444; border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: solid; border-bottom-color: #c6c6c6; padding: 0px; margin: 0px;" title="stage" href="http://www.giovanidemocratici.net/" target="_blank">congresso dei GD</a>.</strong><br style="padding: 0px; margin: 0px;" />Il 2011 in effetti sarà un anno importante. Intanto perché il congresso nazionale dovrà ridefinire gli obiettivi e lo modalità del lavoro della nostra organizzazione. E poi perché dovremo partecipare alla costruzione del programma del PD alle prossime elezioni politiche: questo Paese ha bisogno di puntare con forza sulla nostra generazione, noi vogliamo intestarci la sua rappresentanza e faremo una battaglia perché i giovani diventino il perno di un programma di governo forte ed ambizioso. <br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><em style="padding: 0px; margin: 0px;">intervista di Eleonora Voltolina</em></span></span></span></span></span></p>
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		<title>Loro ci provano, noi non scordiamo</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 12:07:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Un oggi di 67 anni fa fu liberato il campo di concentramento di Auschwitz. 
Finiva l’orrore nazista: lo sterminio degli ebrei, la persecuzione e le uccisioni di zingari, omosessuali, dissidenti politici e di tutti coloro considerati “inferiori” perché “diversi”.
Oggi che viviamo sicuri nelle nostre case, come scriveva Primo Levi, tutta questa violenza ci può sembrare lontana, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #500301; line-height: normal; text-align: justify; background-color: #c7c7c7; font-size: small; font-family: verdana, geneva;">Un oggi di 67 anni fa fu liberato il campo di concentramento di Auschwitz. <br />
Finiva l’orrore nazista: lo sterminio degli ebrei, la persecuzione e le uccisioni di zingari, omosessuali, dissidenti politici e di tutti coloro considerati “inferiori” perché “diversi”.</p>
<p>Oggi che viviamo sicuri nelle nostre case, come scriveva Primo Levi, tutta questa violenza ci può sembrare lontana, lontanissima. </span><span style="color: #500301; line-height: normal; text-align: justify; background-color: #c7c7c7; font-size: small; font-family: verdana, geneva;"><br />
E lo è, grazie all’Europa di pace che hanno costruito i nostri nonni e i nostri padri usciti vivi e memori dal nazi-fascismo e dalla guerra – questa Europa che oggi viene molto criticata ma che resta, pur con i suoi difetti, la più grande conquista dell’ultimo secolo. <br />
Sembra lontana anche se ogni tanto i fatti, come quelli del 13 gennaio a Firenze, ci ricordano cosa sia stata e come possa ripetersi. La banalità del male vive anche nelle nostre società.<br />
Se vogliamo che quella violenza resti fuori dal nostro mondo, dobbiamo impegnarci ogni giorno in una battaglia per la libertà, l’uguaglianza e la giustizia. Per ricordare quello che è stato, di modo che non torni più, pubblichiamo una storia di due bambine di 4 e 6 anni Andra e Tatiana Bucci. <br />
Furono deportate ad Auschwitz, ed ncora oggi continuano a testimoniare l’orrore che hanno vissuto ai ragazzi che ogni anno raggiungono Austwiz sul treno della memoria.<br />
Un lavoro impagabile, di cui le ringraziamo.</p>
<p><em>«28 Marzo 1944. Quella sera i tedeschi entrarono in casa, insieme al delatore che, per soldi, aveva fatto il nome della nostra famiglia. Noi bambini eravamo a letto. La mamma ci svegliò e ci vestì. Vedemmo la nonna in ginocchio, davanti ai soldati. Li pregava di risparmiare almeno noi».<br />
Comincia così il viaggio nella memoria delle sorelle Andra e Tatiana Bucci, oggi settantenni, sopravvissute alla Shoah.</p>
<p>«Ci caricarono sul carro bestiame, tutti ammassati – raccontano -. Arrivati a Birkenau ci divisero in due file. La nonna e la zia vennero sistemate sull’altro lato, quello dei prigionieri destinati alla camera a gas. Ci portarono nella sauna, ci spogliarono, ci rivestirono con i loro abiti e ci marchiarono con un numero sull’avambraccio. Ci trasferirono nella baracca dei bambini e lì cominciò la nostra nuova vita nel campo. Giocavamo con la neve e con i sassi, mentre i grandi andavano a lavorare. Quando poteva, di nascosto esponendosi a certo rischio, la mamma veniva a trovarci  portandoci un pezzo di pane e ricordandoci sempre i nostri nomi, perché non li dimenticassimo.</p>
<p>Questa intuizione geniale ci fu di grande aiuto al momento della liberazione, molti non sapevano più il proprio nome. Un giorno la mamma non venne più e pensammo che fosse morta, ma non provammo dolore, la vita del campo ci aveva sottratto un pezzo d’infanzia, ma ci aveva dato la forza per sopravvivere. Ogni giorno vedevamo cumuli di morti nudi e bianchi. La donna che si occupava del nostro blocco con noi era gentile. Un giorno ci prese da parte e ci disse: “fra poco vi raduneranno e vi ordineranno: chi vuole rivedere sua mamma faccia un passo avanti… voi non vi muovete. Spiegammo a nostro cugino Sergio di fare la stessa cosa, ma lui non ci ascoltò. Da allora non lo rivedemmo mai più». Sergio aveva 7 anni, fu trasferito a Neuengamme vicino ad Amburgo, destinato a una morte atroce, usato come cavia per orribili esperimenti sulla tubercolosi nel campo del dottor Heissmeyer, agli ordini di Mengele, “l’angelo della morte”. «L’ ultimo ricordo di nostro cugino è il suo sorriso mentre ci salutava dal camion che lo portava via insieme agli altri 19 bambini, desiderosi di rivedere la mamma».Mi sento in colpa, perché io sono qui e ne parlo, mentre lui è partito. Non siamo riuscite ad impedirlo. So che non dovrei, ma è come un macigno che mi pesa dentro.</p>
<p>Vissero a Birkenau fino al 27 gennaio 1945, giorno della liberazione del campo da parte dell’Armata Rossa. Dopo due anni passati in orfanatrofi e in case di riabilitazione per ebrei deportati tra Praga e l’Inghilterra, Andra e Tatiana, con l’aiuto del fato, si ricongiunsero al padre e alla madre, anch’ella miracolosamente scampata all’inferno del lager. Mentre la zia Gisella, fino alla sua morte, ha continuato a sperare nel ritorno di Sergio.</p>
<p>«Oggi chiudendo gli occhi si acuiscono i sensi – raccontano – rivediamo le fiamme e la cenere che uscivano dai camini notte e giorno e i cumuli di cadaveri, avvertiamo ancora la sensazione del grande freddo e l’odore nell’aria della carne bruciata. Le camere a gas e i forni crematori funzionavano di continuo».</p>
<p>E salutando i ragazzi, Andra e Tatiana dicono loro: «Oggi, andiamo nelle scuole o dove ci è possibile, a raccontare ai giovani la verità, affinché la nostra memoria continui attraverso voi».</em></span></p>
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		<title>Giorno delle memoria</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 18:28:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Giornata della Memoria: insieme per non dimenticare la Shoah
“Sessantasette anni fa al di là del cancello di Auschwitz, oltre la scritta “Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi), apparve l’inferno. Era il 27 gennaio, quando le Forze Alleate entrarono nel campo di concentramento situato nel sud della Polonia. Da allora il mondo vide, per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="font-size: 17px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; text-align: left; background-color: #8ba500; padding: 0px; margin: 0px;">Giornata della Memoria: insieme per non dimenticare la Shoah</h3>
<p style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px; text-align: left; background-color: #8ba500;"><em>“Sessantasette anni fa al di là del cancello di Auschwitz, oltre la scritta “Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi), apparve l’inferno. Era il 27 gennaio, quando le Forze Alleate entrarono nel campo di concentramento situato nel sud della Polonia. Da allora il mondo vide, per la prima volta, da vicino quello che era successo e conobbe lo sterminio in tutta la sua realtà. Da allora, e per sempre il dovere, civile e politico, di tutti e del Partito democratico, che rappresento, è quello di ricordare lo sterminio del popolo ebraico e le abominevoli leggi razziali che portarono alla deportazione, alla prigionia e alla morte milione di persone: ebrei, polacchi, zingari, russi, ma anche intellettuali e omosessuali. Quella di oggi, però non è solo un’occasione commemorativa, perché dobbiamo non solo ricordare, ma anche, e soprattutto capire e riflettere su quante e quali nefandezze siamo andati incontro. La Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. C’è tutto questo nella ricorrenza di oggi, che ci mette davanti alla necessità di dare un senso alla memoria, affinché alla funzione conoscitiva si possa associare quella etica, a mio parere molto più capace di smuovere le coscienze. Come ha scritto Primo Levi, di cui proprio quest’anno ricorre il venticinquesimo anniversario dalla scomparsa</em><em><strong>:’</strong></em><em>ciò che è accaduto può ritornare, pur assurdo e impensabile che appaia’</em><strong><em>, </em></strong><em>per questa ragione</em><em> occorre</em><em>, proprio in questa giornata, anche e soprattutto rivolgersi ai giovani, affinché si facciano carico di continuare ad alimentare una coscienza umanitaria che rifugga dalla guerra, dall’odio razziale e dal fanatismo, sia esso religioso che politico. Il buio della mente, quello che Hannah Arendt chiama ‘banalità del male’ </em><em>devono farci imparare a essere più coscienti del valore della nostra democrazia. Non basta non dimenticare, ma occorre anche costruire percorsi di approfondimento in ogni momento della nostra vita civile e politica, per fare in modo che la democrazia sia sempre più salda, invincibile e rispettosa delle persone.</em><em> </em><em>Il 27 gennaio, celebriamo per la dodicesima volta in Italia il Giorno della Memoria, per comunicare che, accanto all’immane genocidio di sei milioni di ebrei, esiste ancora oggi un olocausto culturale, silenzioso e sotterraneo, che va scoperto e smascherato: il massacro costato la vita a Samb e Diop a Firenze, gli attacchi ai campi nomadi o anche l’intolleranza verso ogni opinione che non sia la nostra. Non è solo un invito al raccoglimento e alla riflessione. Noi non possiamo ridurre questa giornata a una pura e semplice celebrazione retorica. Dobbiamo cogliere quest’occasione per continuare a edificare, ogni giorno, un presidio morale e civile, utile a immettere nel corpo sociale di questo nostro Paese solidi anticorpi democratici. Con questo spirito Siena ospita, presso la sala consiliare della Provincia, una seduta solenne del Consiglio regionale per non dimenticare l’Olocausto e per celebrare il Giorno della Memoria, anche attraverso le testimonianze di chi ha vissuto la tragica esperienza della deportazione, come Antonio Ceseri, marinaio e prigioniero tedesco a Treblince insieme a 130 compagni, che dopo 50 anni di silenzio ha trovato la forza di raccontare la tragica esperienza di deportato. Il suo racconto di violenza e di speranza si unisce alle voci e alle immagini protagoniste delle tante manifestazioni organizzate su tutto il territorio provinciale. Insieme al racconto di tutte le vittime e dei superstiti non perde forza l’ammonimento di Primo Levi: ‘Se capire è impossibile, conoscere è necessario. Chi nega Auschwitz – disse Levi- è pronto a rifarlo’. Spetta a tutti, alla politica, alla famiglia, alla scuola, alle istituzioni nazionali e internazionali, custodire il patrimonio morale che ci deriva dalla lezione della storia e diffondere nelle generazioni future una cultura dell’accoglienza e del rispetto delle diversità”.</em></p>
<p style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px; text-align: left; background-color: #8ba500;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 18px; text-align: left; background-color: #8ba500;"><strong><em>Elisa Meloni</em></strong><strong><em>, segretario provinciale del Pd di Siena</em></strong></p>
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		<title>&#8216;Ti presento i miei..&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 11:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="" style="border-style: initial; border-color: initial; display: inline-block; height: auto; max-height: 100%; max-width: 100%; vertical-align: middle; width: auto; color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 0px; line-height: 643px; text-align: center; background-color: #f6f6f6;" src="http://a8.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/396068_2862443612787_1610616188_32488836_1706229719_n.jpg" alt="" /></p>
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		<title>&#8216;La mafia in Toscana&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:31:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina</dc:creator>
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Dal sito www.gdtoscana.it





“La Toscana non è terra di mafia,ma la mafia c’è,gode di ottima salute ed inizia a colonizzare alcune zone”. Si apre così il rapporto 2011 sulle mafie in Toscana a cura della Fondazione Antonino Caponnetto,che ogni anno stila un “bilancio” della situazione,analizzando le modalità di azione e di radicamento ogni tipo di organizzazione mafiosa,italiana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br class="spacer_" /></p>
<h2 class="art-postheader" style="text-align: -webkit-auto; margin-top: 0.2em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.2em; margin-left: 0px; padding: 0px;"><span style="font-size: x-small;">Dal sito www.gdtoscana.it</span></h2>
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<p style="margin-top: 0.5em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; text-align: justify;"><img style="text-align: -webkit-auto; float: left; margin: 5px;" src="http://gdtoscana.it/images/stories/nomafia.jpg" border="0" alt="no alla mafia" /></p>
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<p>“La Toscana non è terra di mafia,ma la mafia c’è,gode di ottima salute ed inizia a colonizzare alcune zone”. Si apre così il rapporto 2011 sulle mafie in Toscana a cura della Fondazione Antonino Caponnetto,che ogni anno stila un “bilancio” della situazione,analizzando le modalità di azione e di radicamento ogni tipo di organizzazione mafiosa,italiana e straniera, e la distribuzione sul territorio. Il messaggio è chiaro: non dobbiamo abbassare la guardia. I numerosissimi arresti e sequestri effettuati dalle forze dell’ordine in Toscana,infatti certificano una presenza mafiosa imponente. La crisi ha peggiorato la situazione: le difficoltà di alcuni settori fa sì le organizzazioni mafiose, ricche di liquidità, possano investirla riciclandola in attività lecite ed in particolare in hotel,agriturismi,ristoranti e altri esercizi pubblici, mettendo a repentaglio il libero mercato. Anche in Toscana, quindi le mafie hanno una grande capacità di riciclare denaro sporco, fenomeno assolutamente rilevante nella zona centrale di Firenze. La situazione è,infatti, alquanto preoccupante: più volte anche la FIPE Confcommercio ha affermato che se non si interverrà per tempo,nel giro di pochissimi anni le imprese sane nel centro del Capoluogo fiorentino (e non solo) diventeranno una minoranza. La presenza economica mafiosa, dagli ultimi rilievi del 2011, vede in tutte le provincie un indice alto,mentre è inquietante come, in quelle di Massa Carrara (alla quale è addirittura dedicato un particolare focus all’interno del rapporto),Lucca, Prato e Livorno vi sia un forte rischio di colonizzazione. Imponente dal punto di vista del controllo del territorio è l’azione della mafia cinese,che presenta varie sfaccettature, alcune delle quali assolutamente. Pochi mesi fa,infatti il Procuratore Nazionale Grasso, ha dichiarato la sua preoccupazione per l’influenza che avrà sulla criminalità organizzata la potenza economica e commerciale della Cina nei prossimi anni. In continua espansione risultano anche le altre mafie straniere,tra le quali spiccano quella russa,quella slava e rumena,quella albanese e quella africana, che sembrano aver  trovato un tacito accordo con le organizzazione italiane. Proprio quest’ultime continuano ad essere egemoniche anche in Toscana. L’organizzazione che attualmente risulta la più forte in Italia è sicuramente la ‘ndrangheta, che risulta presente ormai da tempo sul nostro territorio, al punto da ritenere probabile che sia avvenuto l’insediamento di cellule stabili autoctone collegate al territorio di origine (‘ndrine) . Di pari pericolosità per l’economia toscana è la camorra ed in particolare i Casalesi,che risultano essere il gruppo più forte nella nostra regione, tanto da arrivare a programmare un agguato (fortunatamente fallito) al personale di polizia che portava avanti un inchiesta su delle estorsioni nei locali notturni del Valdarno. Sono presenti infatti molti elementi di spicco che costituiscono punti di riferimento per gli affari dei vari gruppi presenti nella regione,ai quali garantiscono il necessario supporto logistico. La Toscana risulta inoltre un collegamento fondamentale per i traffici di Cosa Nostra, che é presente oltre che con gli investimenti, anche grazie a scambi di ditte o di appalti con imprese siciliane, palesando un forte rischio di espansione della sfera di influenza economica. La situazione è dunque inquietante: la Toscana, specie in un periodo di crisi come questo, si espone ad un interessamento a tutto tondo da parte di vari soggetti criminali. E’ necessario non abbassare mai la guardia. Questo compito spetta soprattutto agli amministratori che devono conoscere nei minimi dettagli il fenomeno, così da non sottovalutarlo e prendere le dovute precauzioni. Spetta alla politica, che deve intraprendere azioni forti e incisive per bloccare il fenomeno. Spetta ai cittadini, sentinelle in grado di avere un ruolo centrale nella denuncia e nella prevenzione.Una situazione grave, in una terra che però continua ad essere sana.</p>
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<p style="text-align: -webkit-auto; margin-top: 0.5em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px;">A noi il compito di fare in modo che lo rimanga a lungo.</p>
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