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di generazione democratica

31 marzo 2012

“Se, come il viso, si mostrasse il cuore”, di Valeria Donato

Sono andata a scuola per tredici anni, tredici lunghi anni che mi hanno dato una buona cultura da rafforzare, un linguaggio forbito da migliorare e, forse, mi hanno dato gli strumenti essenziali per iniziare, finalmente a comprendere il mio viaggio, la mia vita.

Ho imparato che non mi piace contare, anche quando a farlo è una macchina, perchè vedo in tale esercizio una staticità che non credo possa riprodurre la realtà che ci circonda; ho imparato che le date sono importanti, che vanno ricordate e impresse nella memoria poichè la storia torna sempre, anche se mascherata d’altro, anche se con vestiti diversi. Ho imparato che il latino e il greco non sono lingue morte, ma conoscerle mi ha permesso di arrivare laddove non potevo, di scoprire mondi lontani che, con grande stupore, ho saputo aver costruito il mio; ho imparato e letto di amori impossibili, di amori destinati a perdurare nell’eternità pur nella purezza e castità dei suoi amanti. Ho imparato di artisti che hanno inventato i colori, che hanno riprodotto la Natura e che hanno dato forma alle sensazioni nostre più recondite. Ho imparato che le piante hanno ciclo vitale proprio, così come gli animali e che l’uomo è l’animale più straordinario perchè ha il dono del pensiero, e spesso passa la vita a cercare di interpretarlo.

Ho capito tanto in tredici anni, ho studiato ed ho imparato ma una cosa, forse la più utile al mio cammino, proprio non me l’hanno insegnata: non ho imparato a perdere. Non ho imparato che nella competizione si vince e si perde, non si può solo partecipare; non ho imparato che bocciare un esame, dopo aver studiato molto, non è da falliti ma che a volte ci vuole pure un po’ di fortuna; non ho imparato che arriva un momento in cui è necessario scegliere da soli, senza che nessuno ci indichi la strada, ma tentando e provando, ancora e di nuovo.

Non ho capito che perseverare è, sì diabolico, ma sbagliare è dannatamente umano e non possiamo sottrarci all’errore, se non rimanendo ancora alle posizioni di partenza. Ma soprattutto, dopo tredici anni di scuola non ho imparato a seguire i miei sogni, semplicemente perchè non ho avuto abbastanza coraggio per disegnarmeli.

E’, a mio avviso questo il grande compito che deve riprendersi la scuola oggi, restituire, oltre che una buona istruzione, la fiducia nei molteplici mezzi dell’uomo, nella creatività dei giovani e nella possibilità, nella reale possibilità intendo, degli studenti di creare un presente più vicino ed un futuro più fecondo.

Omero, nel descrivere Odisseo, utilizza il termine greco polutropos indicandolo come l’uomo dal multiforme ingegno: ecco, credo che questo sia il termine più appropriato per indicare noi, il genere umano, l’essere in grado di fare molto, di costruire, edificare, di volare; così come Carducci, nella sua “Davanti a San Guido” riesce, con un gioco di parole, a fermare il tempo, così la musica ha potuto unire culture incomprensibili e lontane, grazie alla facoltà dell’uomo di plasmare il destino, la vita.

Tale è il messaggio che voglio lasciar passare: non perdiamoci d’animo, è necessario perdere per comprendere che abbiamo lottato, abbiamo combattuto con tutte le nostre forze e che, prima o poi, vinceremo anche noi; e non sono d’accordo con Cartesio, non è completo dire “cogito ergo sum” ma sono speranzosa e credo che sia “sogno dunque esisto”.

27 marzo 2012

Brevi Considerazioni Attuali, di Andrea Vignini

Riporto parte del contributo che avrei voluto dare al dibattito del congresso e che, per motivi legati (giustamente) al gran numero degli interventi, non ho potuto esprimere.

 

Mi riempie sinceramente di orgoglio aver potuto partecipare al Primo Congresso Nazionale dei Giovani Democratici, che rappresenta l’ultima tappa di un lungo e impegnativo percorso intrapreso dalle Federazioni nei vari territori. I detrattori e gli assidui calunniatori dell’associazione dovrebbero togliersi il cappello davanti alla forza di un’organizzazione che ha saputo unire ancora una volta l’attività operosa di militanza alla lucida riflessione politica.

Sono fiero di esser parte di una generazione di giovani democratici che ha saputo confrontare brillantemente le proprie esperienze locali, e che è riuscita a riportare il dibattito sui grand temi della politica nazionale e internazionale, lasciandosi finalmente alle spalle mesi e mesi di vuota burocrazia e di insipido teatrino politico.

Il risultato (un plebiscito) non rappresenta tanto la vittoria di un candidato (l’unico, dopo un clamoroso, ma eloquente ritiro), quanto la dimostrazione che il cambiamento ha un significato più profondo del semplice succedersi di diversi segretari alla guida di un’associazione. I Giovani Democratici l’hanno intuito, e hanno fatto la loro chiara scelta. Il cambiamento fine a se stesso, il gusto di cambiare per cambiare sono concetti che appartengono a un epoca politica che la cultura democratica cerca di dimenticare quotidianamente.

Il cambiamento, quello vero, deve necessariamente essere rappresentato da una giovanile che si pone come forza politica di avanguardia all’interno del Partito (a dispetto di chi vorrebbe una giovanile di “piccoli” democratici ai quali il Partito dovrebbe fare da balia).

Noi, Giovani Democratici, abbiamo l’enorme, ma gratificante compito di ritornare tra i ragazzi, tra i giovani, di far loro riscoprire il volto pulito e umano della politica, quello incorrotto e lontano dalle degenerazioni, che pesano quotidianamente sulla considerazione che la gente ha della politica e di chi la fa.

I Giovani Democratici devono farsi interpreti delle nuove sensibilità, anticipatori delle volontà della nostra generazione. Devono, in poche parole, ritornare a essere guida di una società civile che troppo spesso si è sentita trascurata e dimenticata dai partiti, troppo impegnati a far fronte su questioni interne, e poco vicini alle questioni sociali. L’Italia e gli Italiani hanno bisogno di persone che dedichino la propria vita a migliorare la vita degli altri, con quello spirito di servizio alla cittadinanza troppo spesso rinnegato nei fatti.

Ed è per questo che credo che alla fine di questo ciclo, se avremo fatto il nostro dovere, ci potremo ritrovare gratificati e soddisfatti, forse. Ma appagati mai.

20 marzo 2012

 

I delegati senesi al Congresso

Delegati Assemblea nazionale(5 MEMBRI)

DONNNE

UOMINI

Valentina Valentini

Andrea Biagianti

Laura Mannucci

Federico Montomoli

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Sergio Kuzmanovich

20 marzo 2012

I nuovi delegati senesi in DIREZIONE REGIONALE GD

Davvero un bel congresso regionale, questi i nuovi delegati..

 

Delegati Direzione regionale(11 MEMBRI)


DONNNE

UOMINI

Valeria Donato

Andrea Vignini

Valentina Valentini

Tommaso Anselmi

Livia Gabbricci

Sergio Kuzmanovic

Bianca Bartoli

Davide Cipullo

Linda Diomiri

Francesco Bellumori

Angela Scaglione

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19 marzo 2012

Bilancio sul progetto’ Giovani sì’, iniziativa Gd San Gimignano

Più di mille lettere con  il programma completo del progetto Giovani Sì, hanno raggiunto gli under30 del comune di San Gimignano la scorsa settimana! Una bella iniziativa che comprende un momento di approfondimento mercoledì 21 marzo alle ore 21 presso la Sala Tamagni(via San Giovanni, sopra saletta cultura): un’occasione per sapere qualcosa in più sul progetto! per info giovanisi.it

16 marzo 2012

A Siena il primo CONGRESSO NAZIONALE dei Gd

Ecco il video Spot!

http://www.youtube.com/watch?v=lGrI115NwmE&noredirect=1

14 marzo 2012

Convocazione Congresso Regionale GD

Il Congresso Regionale si terrà domenica 18 marzo dalle ore 11 presso il Palazzo Ducale di Lucca.

In Assemblea Regionale per Siena 19 membri:

DONNNE

UOMINI

Valeria Donato

Federico Montomoli

Francesca Stefano

Giuseppe Bonura

Angela Scaglione

Niccolò Guicciardini

Bianca Bartoli

Guido Bondi

Chaira Morciano

Sergio Kuzmanovic

Valentina Valentini

Riccardo Pecciarini

Livia Gabbricci

Andrea Biagianti

Sara Marchini

Davide Cipullo

Laura Mannucci

Giuseppe Montalto

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Rodolfo Montagnani

13 marzo 2012

Biagianti confermato Segretario

Siena (13.03.2012) – Andrea Biagianti è stato confermato segretario provinciale dei Giovani democratici, l’associazione giovanile del Partito democratico. Lo ha deciso, con voto unanime, l’assemblea provinciale riunitasi, nei giorni scorsi a Siena.

L’attestato di fiducia al giovane senese, classe 1985 che vive a Montepulciano, dove è assessore con deleghe, tra le altre, alla formazione, alle politiche del lavoro e giovanili e al Bravìo delle Botti, è arrivato dall’assemblea che ha riunito oltre 100 delegati provenienti dalle sezioni comunali della provincia di Siena. “E’ una grande soddisfazione – ha commentato Biagianti– sentire la fiducia e la vicinanza di così tanti ragazzi e ragazze. Questo è un momento storico per la nostra giovanile, che nei prossimi mesi sarà chiamata a dare prova di tutta la propria energia per potenziare il cammino intrapreso sulla strada del radicamento territoriale e nel contempo per valorizzare e responsabilizzare tutti quei giovani che, in questi ultimi due anni, si sono avvicinati al nostro gruppo, lavorando con spirito di collaborazione, umiltà e unità. Abbiamo ancora tanto lavoro davanti a noi. La prossima settimana a Siena si terrà il congresso nazionale di Gd, alla presenza del segretario nazionale Pierluigi Bersani e di numerosi leader democratici”.

 

13 marzo 2012

12 marzo 2012

L’intervento di Davide Cipullo al congresso Provinciale

Buon pomeriggio a tutti,

Stiamo celebrando il nostro Congresso di fatto ad un anno di distanza dalla nostra precedente assise in cui eleggemmo Segretario Andrea Biagianti.

In questi dodici mesi la situazione politica ed economica è radicalmente cambiata: abbiamo attraversato mesi difficili guidati verso il baratro da Silvio Berlusconi ed abbiamo evitato il naufragio per il rotto della cuffia quando ormai anche i più ottimisti ci davano ormai per spacciati.

Durante quel dibattito parlavamo con la dignità di una grande forza di opposizione che aveva una precisa ricetta per superare il berlusconismo e rilanciare il Paese.

Oggi ci troviamo invece in una situazione in cui sosteniamo per senso di responsabilità un Governo le cui azioni ci soddisfano non troppo, ma forse abbiamo perso la sfrontatezza e il coraggio di proporre una ricetta alternativa, oltre che la capacità di difendere la dignità della politica. Quasi ogni giorno ci ripetono la stessa filastrocca, ovvero “Monti è lì per risolvere tutti i problemi creati e non affrontati dalla classe politica italiana”. Sarebbe forse opportuno ricordare con maggiore forza che i veri problemi non sono stati creati dalla “classe politica” in senso astratto, ma hanno un nome ed un cognome, ovvero Silvio Berlusconi, che ha governato dieci degli ultimi anni, sperperando tra l’altro tutto il tesoretto che avevamo messo da parte con grandi sacrifici ai tempi di Prodi e Padoa Schioppa.

Scusatemi questo breve fuori tema, ma ritengo che sarebbe un errore imperdonabile dimenticarsi di chi ci ha condotto in questa situazione drammatica, visto che peraltro sta cercando di rifarsi una verginità probabilmente in vista delle prossime politiche.

Celebriamo questa assise all’interno di un percorso nazionale che ci vede rinnovare tutti gli organismi in ogni parte d’Italia e sapere che sono stati organizzati migliaia di congressi in ogni angolo della penisola riempie certamente di orgoglio.

Nella nostra Provincia i dati della partecipazione sono stati a mio parere più che positivi, nonostante la quasi totale analogia tra le due tesi nazionali contrapposte, che dunque ha reso questo Congresso l’ennesima discussione sui nomi invece che sulla piattaforma politica su cui basarci nei prossimi anni.

Probabilmente la nostra organizzazione aveva bisogno, a tutti i livelli, di una seria e partecipata discussione congressuale sui temi e non sui nomi, sulla politica ma non in politichese. Sui nostri sogni, le nostre incertezze, le difficoltà di questi anni.

Ci siamo trovati invece in mezzo a troppi formalismi, ricorsi e polemiche, battaglie personalistiche che hanno fatto perdere l’ennesima grande occasione.

Nei nostri territori abbiamo cercato di portare avanti seriamente il percorso congressuale, facendo discutere i nostri ragazzi di questioni concrete che ci stanno veramente a cuore. Probabilmente avevamo però bisogno di discutere del nuovo quadro politico nazionale di cui parlavo prima, con il Pd che forse non sta sfruttando al meglio l’occasione portata dalla caduta del Governo Berlusconi.

I Giovani democratici non stanno facendo valere la propria forza all’interno del partito su temi come la riforma del mercato del lavoro, che riguarderà soprattutto le nostre generazioni e quelle che verranno in futuro, rischiando di segnare un solco profondo tra il “prima” e il “dopo” questi anni nella storia dei diritti dei lavoratori italiani.

Sono temi come questo quelli che interessano veramente i giovani oggi. Perchè essere giovani al tempo della crisi è difficilissimo: non c’è più tempo di pensare alle cose astratte, ai sogni. Questi anni stanno insegnando alla nostra generazione a crescere in fretta, venendo a contatto con la realtà nella sue più dure e crude sfaccettature.

La nostra organizzazione deve riuscire a parlare con i nostri coetanei che hanno difficoltà di accesso al mutuo perchè non hanno un contratto; con quelli che sono costretti a lasciare l’università perchè la loro famiglia non può più permettersi di mantenere gli studi; con quelli che dopo il diploma devono aspettare anni per trovare il primo, precario, lavoro; con coloro che lavorano magari da dieci anni, stanno iniziando a mettere su famiglia e si trovano improvvisamente con il contratto scaduto e a zero euro.

Questi ragazzi, che tutti noi conosciamo, ci chiedono risposte per il loro futuro ma soprattutto per il loro presente: ci chiedono di combattere con tutte le nostre forze per un domani migliore, per far sì che altri possano non trovarsi nelle stesse difficili situazioni.

Cosa rispondiamo noi a queste incertezze? Forse è arrivato il momento di farsi queste domande. È il momento di capire cosa abbiamo intenzione di fare per difendere l’articolo 18 e il valore legale della laurea, da che parte stiamo sul tema dell’istruzione, che ci ha sempre visti in prima fila quando c’è da difendere ma mai altrettando attivi nel formulare una bozza sostanziale di riassetto del sistema che preveda nuovi strumenti di didattica, una scuola a misura di studente e magari una riorganizzazione seria dei gradi.

Questi sono i contenuti di cui dobbiamo riempire la nostra grande organizzazione, che in anche in questo ultimo passaggio ha dimostrato di avere un’ottima base da cui partire per un lavoro dei prossimi mesi che sarà duro ma saprà darci grandi soddisfazioni se ci occuperemo di quei temi di cui parlavo in precedenza.

Solo in seguito verrà invece il tempo di pensare agli slogan, importantissimi per veicolare a tutti i nostri contenuti, ma quantomai inefficaci se compiamo il gravissimo errore di usarli al posto dei contenuti stessi.

Nei prossimi mesi sarà fondamentale implementare il rapporto tra i nostri circoli, che sono la vera forza di questa organizzazione, ed il livello provinciale, che deve riuscire ad aiutarli, stimolarli e seguirli nel lavoro quotidiano lasciando allo stesso tempo la più completa autonomia possibile sulle attività da portare avanti.

Dobbiamo essere pronti ad ascoltare e non fare sentire mai nessuno solo, perchè la forza di un progetto come il nostro, fatto di centinaia di volontari che si impegnano sacrificando a titolo completamente gratuito tempo libero, amicizie e studi, è che tutti sono importanti e nessuno indispensabile.

Ho apprezzato particolarmente la relazione di Andrea, molto lucida e che considera, giustamente, questo appuntamento odierno come punto di partenza e non di arrivo per un progetto che deve ripartire non solo confermato ma rilanciato da questo congresso che ha visto, tra l’altro, l’elezione di molti nuovi Segretari in vari comuni.

Permettetemi, prima di concludere, di esprimere la mia felicità per la presenza qui, e per il lavoro che si apprestano a svolgere nei Giovani Democratici ad ogni livello nella nostra Provincia di tanti ragazzi che hanno compiuto un importante percorso di maturazione e di approccio alla politica nella Federazione degli Studenti come rappresentanti di Istituto o di Consulta e che sapranno continuare a dare il loro prezioso contributo anche nei Gd.

Non dobbiamo mai dimenticarci dell’importanza che un’associazione del genere, presente nelle scuole e che rappresenta davvero gli studenti, sia dal punto di vista dell’elaborazione in un tema fondamentale come quello della scuola, sia come prima palestra di politica per cominciare ad innamorarsi di questo mondo fin da giovanissimi e nel modo più candido possibile, soprattutto in periodi di continui scandali come questo.

La presenza oggi di tanti ragazzi che non ho mai visto, anche molto giovani, dà una speranza anche adesso che, come dicevo all’inizio, c’è poco spazio per sognare e si deve pensare molto al concreto.

Per questo motivo desidero concludere questo mio intervento con una breve citazione di un grande personaggio che ha saputo sia sognare che affrontare tutte le difficoltà della realtà, Ernesto Che Guevara, che diceva:

“Se si sogna da soli è un sogno, se si sogna in due comincia la realtà”. E qui, oggi, siamo molti più che due. Grazie.

SIENA, 11 MARZO 2012

6 marzo 2012

Giovani Democratici Sarteano: consegnati i libri acquistati con la raccolta fondi promossa per la Biblioteca

Giovani Democratici Sarteano: consegnati i libri acquistati con la raccolta fondi promossa per la Biblioteca

Si è conclusa la raccolta fondi “Un libro per tutti, tutti per un libro!” promossa dai Giovani Democratici di Sarteano nelle scorse settimane per arricchire la neo nata biblioteca comunale. Sabato scorso i giovani democratici hanno consegnato i libri e i dvd acquistati con le donazioni dei cittadini, alla biblioteca comunale, alla presenza dell’assessore alla cultura Sergio Bologni.

“Ringraziamo i sarteanesi per la loro generosità. Anche in un periodo di crisi, difficile per le famiglie, la raccolta ha portato oltre 150 euro, ai quali abbiamo aggiunto risorse nostre per un totale di quasi 180 euro” – dice Chiara Morciano studentessa, neo segretaria Gd – e con questa cifra abbiamo acquistato oltre 20 libri e 3 dvd. Molti sono per bambini e per ragazzi, tra i quali, solo per citare i più famosi, Geronimo Stilton e Harry Potter. Abbiamo anche scelto dei titoli per i più grandi, cercando di scegliere dei testi significativi, a partire da “Gomorra” di Saviano, simbolo del coraggio e dell’impegno della nostra generazione. E poi ancora autori come Tiziano Terziani, Niccolò Ammaniti, Alessandro Baricco, Italo Calvino, Giovanni Falcone, o l’”Audacia della Speranza” del Presidente Obama. Abbiamo aggiunto alla lista anche alcuni DVD come “La vita è bella” di Benigni, “Tutta la vita davanti” di Virzì che racconta le difficoltà di una generazione precaria, e “I diari della motocicletta” storia di un giovane Ernesto Guevara. Ovviamente si tratta di un primo gesto, simbolico, che riteniamo importante per contribuire ad attirare famiglie e ragazzi in un nuovo bellissimo spazio di divertimento e cultura, che ci auguriamo venga sempre più utilizzato e vissuto dai sarteanesi.”