27 giugno 2011
23 giugno 2011
Il 13 febbraio abbiamo riempito le piazze per difendere la nostra dignità di donne e riscattare l’immagine del Paese.
La mobilitazione ha contribuito a portare tante donne al governo delle città e a risvegliare uno straordinario spirito civico.
Ma sono solo primi segnali.
La fotografia dell’ultimo rapporto ISTAT ci conferma che l’immagine deformata delle donne, così presente nei media e nella pubblicità, è solo l’altra faccia della diffusa resistenza a fare spazio alla libertà femminile.
I dati ci dicono che le donne italiane studiano, si professionalizzano, raggiungono livelli di eccellenza in molti campi. Ma sono donne, vogliono esserlo, e questo basta, nel nostro Paese, perché non entrino nel mercato del lavoro (il 50% è senza occupazione) o perdano il lavoro, spesso precario, se scelgono di diventare madri.
Sembrava fino a ieri che dovessimo aver solo un po’ più di pazienza, che la società italiana, forse più lentamente di altre, avrebbe accolto la libertà femminile.
Ma così non è. Occorre prenderne atto.
Vogliamo difendere noi stesse, il nostro presente e il nostro futuro perché una cosa è chiara: un Paese che deprime le donne è vecchio, senza vita, senza speranza.
Mettiamo a punto le nostre idee. Rilanciamo, forti delle nostre diversità, un grande movimento. Stringiamo un patto per rendere le nostre voci più forti e autorevoli.
SE NON ORA QUANDO UN PAESE PER DONNE?
il 9 e 10 luglio, a Siena
Santa Maria della Scala
L’incontro è aperto anche agli uomini
17 giugno 2011
Ai seggi sono andati tantissimi italiani, e non solo: anche diversi non -ancora- italiani, soprattutto giovani, che, passata la tornata amministrativa, erano pronti a tornare ai seggi per dire la loro sul futuro del nostro Paese. Per dare una spallata a questo governo, e alla Lega, che così tanto li fanno sentire stranieri.
Ma non erano presenti sui registri, nè vi erano liste aggiuntive dove poterli cercare; la risposta era scritta proprio lì, su quella tessera elettorale che con tanta cura avevano conservato ed esibito: “può votare solo alle comunali e alle europee”.
Questa era la frase che il presidente di seggio doveva spiegare al povero elettore, sentendosi in colpa a volte,tra le frasi solidali degli altri cittadini presenti al seggio.
Questi giovani non potevano essere salvati da “una chiamata” che facesse cambiare le regole.
Se ne tornavano a casa dunque, delusi di essere stati “respinti”.
Perchè alle già alte barriere nazionali, culturali, o economiche si aggiungono quelle giuridiche, a dimostrazione che il problema della concessione della cittadinanza e del diritto di voto, specialmente ai giovani nati o cresciuti nel nostro paese in una famiglia di immigrati, è oggi scottante.
Già, facciamo votare chi abita all’estero ma non chi vive tutti i giorni il Paese.
16 giugno 2011
La realtà di molti giovani è oggi una realtà precaria o da disoccupati. Lo stato di precarietà lavorativa non consente peraltro di cercare un lavoro migliore (anche economicamente migliore) e quindi professionalizzarsi. Cercare un lavoro costa, come è ovvio. Costa in tempo, costa in denaro, perché per cercare serve tempo, tempo che infine si sottrae alla busta paga. Inoltre ad una maggiore precarietà corrispondono minori diritti dei lavoratori. Certamente il problema più grave resta comunque quello dei disoccupati. Le statistiche sono spesso asettiche, ma la crisi sociale in atto è drammatica. Disoccupazione, precariato e orizzonti (quali?) pensionistici non ci fanno ben sperare. Il Governo certo non aiuta a farlo e rifiuta i contraddittori, anche i più pacati, con reazione smodate e nevrotiche, come ieri ha ben evidenziato il ministro Brunetta.
Invece di litigare servono vere riforme. La crisi non è finanziaria (finanziaria è stata la causa scatenante), è strutturale. Per la Grecia, ad esempio, non è stata la bolla immobiliare a produrre la crisi. Sono stati i conti pubblici. La stessa strada è quella che sta percorrendo l’Italia. Il punto però non è il taglio della spesa pubblica come rimedio al male del debito pubblico, quest’operazione favorisce semplicemente un taglio del deficit nel breve periodo, ma non risolve il problema. Perciò servono riforme vere. Su tutto serve la riforma del mercato del lavoro, della fiscalità (non solo per le persone fisiche ma anche per la piccole e medie imprese) e delle pensioni. Infatti l’aspetto generazionale e di genere socialmente più preoccupante è la dinamica delle assunzioni per tipo di contratto. Considerando il triennio 2008-2010, i contratti a tempo indeterminato sono scesi dal 23% al 17%, la tenue ripresa del 2010 non ha registrato un’inversione di tendenza, anzi, i contratti a tempo indeterminato sono scesi al 15%. In questo mese il Consiglio dei Ministri ha approvato il Testo unico sull’apprendistato, ma non si fa nulla per ridurre il dualismo tra contratti a tempo determinato e indeterminato. Infatti, il Testo dispone che “se, al termine del periodo di apprendistato, nessuna delle parti esercita la facoltà di recesso, il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato e tempo indeterminato. Ma è ovvio prevedere che nella maggior parte dei casi le imprese non rinunceranno all’opzione unilaterale di recesso. Serve un’azione di riforma sul dualismo contrattuale. I due tipi di contratti devono essere sostituiti con un “contratto unico, con protezioni e garanzie che crescono con l’anzianità sul posto di lavoro, come di recente ha proposto anche Albeto Alesina. E’ necessario passare a questo contratto unico, avendo però l’accortezza di affiancargli almeno altre due azioni: 1) la modulazione delle aliquote fiscali in funzione dell’età (come la Commissione presieduta dal Nobel Peter Diamond ha proposto per gli Stati Uniti) 2) favorire la nascita, lo sviluppo e la competitività dell’impresa. E ciò si può fare ad esempio incentivando il ricorso al capitale di rischio tramite la riduzione del carico fiscale sulla parte dei profitti d’impresa ascrivibili alla remunerazione del capitale proprio. Inoltre, serve finalmente la sicurezza di una tassazione equa, ma sicura, che finalmente metta mano alle rendite finanziare e le tassi almeno secondo la media Ue (in italia sono tassate al 12.5% contro il 24-24% degli altri Paesi dell’Europa. La produzione deve essere più redditizia della speculazione finanziaria.
Giuseppe Bonura – Giovani Democratici della Toscana
Responsabile regionale Lavoro, Welfare, Politiche abitative
15 giugno 2011
Mercoledì 15 GIUGNO 2011 ore 21, presso Festa de l’Unità di Guazzino(Sinalunga), parliamo di
SCUOLA, UNIVERSITA e FUTURO DELL’ISTRUZIONE ITALIANA
Intervengono:
Fausto RACITI, Segretario nazionale dei Giovani Democratici
Donato MONTIBELLO, Responsabile Università Pd Toscana
Niccolò GUICCIARDINI, Responsabile iniziativa politica Pd Siena
Andrea BIAGIANTI, Segretario Provinciale Giovani Democratici
Coordina: Laura MANNUCCI
14 giugno 2011
14 giugno 2011
Festeggiamo oggi per il risultato del referendum, un dato storico che rilancia il futuro di questo Paese.
Oggi gli italiani hanno detto chiaramente che il futuro che immaginano è diverso da quello che questo governo ha provato a scrivere, loro vogliono il nucleare, una legge a dimensione della casta, l’acqua come strumento di profitto privato. Noi puntiamo sulle energie alternative, crediamo fermamente che la legge debba essere uguale per tutti, che l’acqua debba essere un bene pubblico su cui deve essere impedita la speculazione privata.
L’enorme partecipazione deve dare una spinta forte alla politica: deve ritornare a parlare di cose, provare a risolvere i problemi delle persone, lontana dalle lobby e dagli affari personali dei suoi interpreti.
Vogliamo scrivere noi il nostro futuro, la grande partecipazione dei ragazzi al voto dimostra che questa è ormai un’ambizione generazionale: finito il tempo del disimpegno e dell’antipolitica, chiamiamo i giovani a raccolta per dimostrare che la politica può essere diversa e migliore attraverso l’impegno di tutti noi.
I Giovani Democratici della Toscana già ci sono: nei prossimi mesi presenteremo con i nostri consiglieri comunali proposte per installare fontanelli pubblici dell’acqua, saremo da stimolo per lavorare sull’efficienza energetica e su campagne di informazione forti. Partirà poi, tra pochi giorni, una raccolta firme per una proposta di legge popolare contro gli stage-sfruttamento, per l’accesso alla casa dei giovani e la trasparenza della politica.
Giovani Democratici della Toscana
8 giugno 2011
Ancora un’occasione di confrontpo e dibattito a pochi giorni dal Referendum.
I Giovani Democratici di Montalcino organizzano:
‘Noi abbiamo le idee chiare: 4 Sì al REFERENDUM’
Venerdì 10 Giugno 2011 ore 18, Piazza del Popolo, Montalcino
Intervengono:
Gabriele Berni, Assessore Ambiente Prov. di Siena
Andrea Biagianti, Segretario Giovani Democraticic Prov. di Siena
Alessandro Nafi, Segretario Circolo PD Montalcino
Coordina: Giuseppe Montalto, Segretario Gd Montalcino
31 maggio 2011
* 2 Sì per l’acqua pubblica e per fermare la privatizzazione voluta dal governo Berlusconi. L’acqua deve restare un bene pubblico accessibile a tutti i cittadini con un servizio della massima qualità a tariffe eque.
*1 Sì per la giustizia. Perché per la Costituzione tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge.La legge sul legittimo impedimento è l’ennesimo trucco per evitare al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di r…ispondere alla giustizia dei suoi reati.
*1 Sì per fermare il nucleare.Siamo sempre stati contrari al piano di ritorno al nucleare voluto dal governo Berlusconi. Non per motivi ideologici ma perché è una scelta sbagliata che non conviene all’Italia.
Domenica 5 GIUGNO 2011 ore 21, presso impianti sportivi di Ulignano (San Gimignano)
NE PARLIAMO CON:
On. Susanna Cenni, Parlamentare Pd
Niccolò Guicciardini, Segr. Pd San Gimignano
Fulvio Mancuso, Resp. Giustizia Pd Siena
COORDINA: Valerio Perna, Segreteria Gd San Gimignano
nell’ambito della festa provinciale dei Giovani Democratici di Siena
‘Ci si Vede all’Anfi’ 2-5 GIUGNO 2011
impianti sportivi di Ulignano, San Gimignano
Ogni sera: aperitivi, birreria, musica, spettacoli dal vivo e cene a tema …
26 maggio 2011
Anche quest’anno,i GD Toscani hanno rinnovato la loro adesione alla campagna ARCI “Liberarci dalle Spine” e quindi al progetto dei campi antimafia, con la convinzione che attraverso la promozione di una cultura della legalità sia l’arma fondamentale per combattere i fenomeni mafiosi.
La partecipazione dei giovani,oltre a contribuire al lavoro quotidiano dei soci della cooperativa sociale “Lavoro e non solo” e del consorzio “Terre del sole”, sia nell’attività lavorativa che in quella di animazione territoriale, rappresenta un segnale forte di possibilità di cambiamento anche nelle zone in cui la mafia ha spadroneggiato.
I campi antimafia rappresentano un vero e proprio percorso formativo del quale fanno parte tutte le attività proposte, dal lavoro agricolo a fianco dei soci sui terreni confiscati, agli incontri con persone e testimonianze, dalle visite a luoghi simbolo fino ad attività di incontro con i cittadini e le cittadine nonché con le Istituzioni e la società civile del territorio.
Nell’edizione 2011, una particolare attenzione sarà dedicata agli stili di vita e alla sostenibilità ambientale legata in particolare ai momenti di “routine” del campo stesso: i pasti assumeranno un valore culturale, grazie alla particolare cura che verrà dedicata dai cuochi dello Spi-Cgil alla scelta del menù, che privilegerà prodotti del territorio a Km 0, biologici, salutari e in molti casi semplici e saporiti, poichè provenienti dalla cultura culinaria “povera” del nostro paese.
Tra aprile e ottobre sono in programma 19 campi antimafia in Sicilia,Calabria e Puglia e da quest’ anno ci sarà anche la possibilità di partecipare a 9 laboratori di formazione di cui 3 in Toscana.
Per info e per inviare la scheda di iscrizione contattate:
Giulia Ercolini: giuliaercolini@gdversilia.it
Giulio Nardinelli: nardinelli@pdpisa.it
CAMPI ANTIMAFIA 2011:
SICILIA – Liberarci dalle spine
Corleone
30 aprile – 7 maggio
3 – 12 giugno
15 – 29 giugno
1 – 15 luglio
18 luglio – 1 agosto
3 – 12 agosto
17 – 31 agosto
2 – 16 settembre
Canicattì
8 – 22 settembre
Corleone
19 settembre – 3 ottobre
5 – 19 ottobre
21 – 31 ottobre
Laboratori :
Catania 6 – 16 settembre
CALABRIA – Campi di sole
Melito – Riace
21 – 31 luglio
28 luglio – 6 agosto
PUGLIA – I campi di Hiso
Mesagne
1 – 10 luglio
11 -21 luglio
22 -31 luglio
26 agosto – 4 settembre
5 – 14 settembre
Laboratori:
Bari – Data da definire
Minervino – Data da definire
TOSCANA – Laboratori e seminari
Cecina – 29 giugno – 3 luglio
Serravalle Pt – 21 giugno – 3 luglio
Mulazzo – 28 – 31 luglio
UMBRIA – Laborartori e seminari
Narni – 7 – 10 luglio
LOMBARDIA – Laboratori e seminari
Paderno – Data da definire