11 ottobre 2011
I Giovani Democratici della Toscana aderiscono alla mobilitazione studentesca indetta dalla Federazione Degli Studenti per domani 7 ottobre. “Aderiamo convintamente e saremo in ogni corteo – dicono i giovani del Partito Democratico – perché condividiamo le ragioni degli studenti e perché sappiamo qual è la situazione della scuola dopo la cura Tremonti-Gelmini. Una scuola profondamente impoverita: con meno ore, meno indirizzi, meno insegnanti, meno laboratori, rispetto solo a pochi anni fa. Una scuola con classi iperaffollate, dove si apprende poco e male; dove insegnano tantissimi precari e dove chi va in pensione non è sostituito ma lascia il vuoto. Una scuola terribilmente vecchia nell’insegnamento e nelle strutture, inadeguata per chi ci studia e per chi ci insegna.
Riteniamo indispensabile una scelta di campo, e noi – continuano i GD – non possiamo che stare dove sta la nostra generazione, nelle piazze in difesa del proprio libro, del proprio paese, del proprio futuro. Contro questo governo che non ha a cuore il destino della scuola e dell’università pubblica ma che, prima di tutto, non ha a cuore il futuro della nostra generazione.
Saremo lì per rispondere al governo del ‘non fare’, chiedendo una scuola migliore, più moderna, più efficiente. Una risposta fresca, allegra, di entusiasmo di fronte allo squallore di questo Governo e la mediocrità del ministro all’Istruzione. Ci sentiamo – concludono i Giovani Democratici – di fare nostro lo slogan scelto dagli organizzatori della manifestazione: ‘Arrendetevi: Voi siete il buio del presente, Noi la luce del Futuro!’”.
6 ottobre 2011
UN GRANDE PAESE MERITA UN FUTURO MIGLIORE
VERSO LA MANIFESTAZIONE DEL 5 NOVEMBRE IN PIAZZA SAN GIOVANNI A ROMA
Care e cari,
in questi giorni così difficili per il nostro paese la nostra Segreteria Nazionale ha giustamente deciso di promuovere una grande manifestazione popolare per sabato 5 novembre a Roma. Una manifestazione in cui saranno presentate le proposte del PD per il futuro del paese e in cui il nostro popolo sarà chia…mato ad unirsi a noi per dire basta all’esperienza fallimentare del governo di Centrodestra.
In questi giorni le nostre preoccupazioni, anche in Toscana, sono tutte rivolte alla crisi economica sottovalutata dal governo nazionale, ai giovani senza lavoro, alle imprese in difficoltà, agli enti locali strozzati dalle manovre finanziarie del governo. I toscani, come gli Italiani, indignati dell’incapacità del governo e preoccupati per il loro futuro e soprattutto per quello dei loro figli, ci chiedono di intervenire, di mobilitarci, di fare qualcosa per salvare l’Italia.
Proprio per questo abbiamo pensato di lanciare una grande mobilitazione della Toscana in avvicinamento al 5 novembre, per coinvolgere tutto il nostro partito, i nostri iscritti, ma soprattutto i nostri elettori e i cittadini toscani e unirli a noi, rendendoli protagonisti del nostro cammino, delle nostre proposte, della nostra protesta.
La mobilitazione partirà il 14 ottobre, giorno simbolo per noi, data fondante per la nostra storia, anniversario della nascita del Partito Democratico. E questo 14 ottobre a Firenze organizzeremo una grande manifestazione regionale, un evento di popolo, che si svolgerà presso la Sala Rossa al Palazzo dei Congressi in piazza Adua, alle ore 21.00, e sarà conclusa dal nostro Segretario nazionale, PIER LUIGI BERSANI.
Voglio cogliere questa occasione per invitarvi tutti ad essere presenti e anzi, per chiedervi di aiutarci a diffondere questo invito e di far sì che davvero, questo 14 ottobre, possa essere una grande manifestazione popolare per tutto il nostro partito. Una manifestazione della Toscana in vista della grande manifestazione di piazza San Giovanni il 5 novembre a Roma per chiedere lavoro, giustizia, futuro, in nome del popolo italiano.
Vi saluto e vi rinnovo ancora l’invito a non mancare il 14 ottobre a Firenze e il 5 novembre a Roma.
Con affetto
Andrea Manciulli
Segretario regionale PD Toscana
6 ottobre 2011
E’ convocata per sabato 22 ottobre alle ore 15:00 presso la Casa della Cultura in
via Forlanini 164 a Firenze (nei pressi del plesso universitario di Novoli) la Direzione Regionale
dei Giovani Democratici della Toscana.
5 ottobre 2011
“Se si prendono le nostre scuole vanno presi a manganellate. E’ legittima difesa da parte della comunità, da parte dello Stato: la scuola l’abbiamo pagata tutti, l’hanno pagata i nostri padri con le loro tasse, con il loro lavoro, e non può essere occupata e strumentalizzata politicamente. Tirate fuori i manganelli carabinieri, che ve li abbiamo pagati! Il popolo è con voi, non quello che urla nella piazze, ma quello che fatica, lavora, e infatti, poi, non vota a sinistra.”
(Lorenzo Gasperini – Consigliere comunale Pdl a Cecina. Il Tirreno, 29-09-2011) .
Riassunto breve: un illuminato consigliere del Pdl incita le forze dell’ordine ad usare violenza per impedire le manifestazioni e le occupazione studentesche.
Ora, non è tanto il becero linguaggio repressivo in stile fascista a stupirmi. Esponenti ben più importanti di questo scapestrato esponente Pdl della provincia livornese, hanno spesso fatto di peggio e con maggiore eco. Dalle frasi razziste di qualche ministro, alle passeggiate con suini a guinzaglio su terreni destinati al culto; dal vilipendio costante alla bandiera tipico del leghismo, ai calci ai giornalisti di La Russa. C’è persino chi, nel corso della storia recente, ha pure consigliato alla guardia costiera di sparare sui barconi già bucherellati di profughi in fuga dalla fame e dalla guerra. E poi parolacce, minacce…. ne abbiamo viste talmente tante che quasi subentra l’abitudine.
A lasciare esterrefatti è la distanza di questi esaltati con la società, anche con quella parte che dovrebbero rappresentare.
Che la scuola pubblica si sia impoverita dopo la cura Tremoti-Gelmini, non v’è alcun dubbio, non credo ne abbiano intimamente neppure i berlusconiani più convinti.
Per dimostrare che il ministro Gelmini non è all’altezza del proprio ruolo, non servono disquisizioni sulle autostrade di neutrini, basta guardare a com’era la scuola di qualche anno fa e a come è adesso. Anche chi non è operatore o fruitore della scuola se ne può facilmente accorgere. Basta guardare a che fine hanno fatto il tempo pieno e le compresenze, le borse di studio per gli universitari. Basta guardare a quanto è stato stanziato per l’edilizia scolastica, a quanto sono aumentate le tasse per scuola e università pubblica.
La scuola che vivono i ragazzi che quest’anno protesteranno, è una scuola impoverita: con meno ore, meno indirizzi, meno insegnanti, meno laboratori, con classi iperaffollate dove si apprende poco e male. E’ una scuola dove insegnano tantissimi precari e dove chi va in pensione non è sostituito ma lascia il vuoto. Una scuola terribilmente vecchia nell’insegnamento e nelle strutture.
E’ talmente sotto gli occhi di tutti che i ragazzi non saranno soli nella protesta. Dalla loro quest’anno avranno anche i loro insegnanti, i loro genitori e gran parte della società (si, proprio quella che lavora e che paga i manganelli alle forze dell’ordine). E avranno dalla loro anche quegli stessi Carabinieri che invocava il signor Gasperini. Non voleranno manganellate, perché nessun carabiniere picchierebbe il proprio figlio, perché è dei loro figli che si sta parlando.
Il popolo non è con Lei, consigliere, né è con i manganellatori, il popolo è con i propri figli, ai quali state rubando il futuro. Lei è distante dalla società, abbandoni la tracotanza di chi si sente onnipotente perché fortunatamente di popolo che lotta per una scuola migliore e che vota a sinistra ce n’è e ci sarà sempre.
Mi permetto poi un suggerimento amichevole al Pdl di Cecina: di fare con il Consigliere Gasperini quello che ha fatto l’Inter con il più famoso omonimo: “esoneratelo”, perché non vi fa che danno.
27 settembre 2011
La campagna nasce dalla constatazione della drammatica situazione in cui versano gli studenti (soprattutto fuorisede) in tema di politiche abitative. In un epoca in cui la nostra generazione vede negata ogni minima possibilità di accesso al mondo del lavoro per la costruzione di un futuro stabile,il problema della casa assume caratteri di particolare gravità per intere fasce di popolazione (single, giovani coppie, famiglie con redditi bassi ma anche medi) che non riescono in alcun modo a sostenere i livelli di affitti richiesti in molte zone delle città sedi di università. Secondo dati SUNIA a Firenze i valori degli affitti sono tra i più cari d’Italia, le stanze singole raggiungono anche i 650,00 euro; appartamenti molto grandi, quattro stanze, vengono affittati anche a oltre 3.000,00 euro. A Pisa una camera singola costa 300,00/350,00 euro (400,00 in zone particolarmente centrali) e per un appartamento in zona semicentrale destinato a 3 o 4 persone vengono chiesti circa 1.000,00 euro. Accanto all’eccessivo prezzo richiesto per gli affitti si pone con eccezionale attualità il problema di avviare una seria lotta contro il fenomeno degli affitti in nero. Secondo un’indagine del Codacons, il 95% delle case affittate su tutto il territorio italiano a studenti universitari risulterebbero in nero per evadere il fisco. Soprattutto per i contratti transitori di breve-medio periodo sono molti gli inquilini che non hanno un regolare contratto d’affitto e che ogni mese si ritrovano a pagare ai proprietari della casa in cui vivono un affitto in nero, le stime parlano di 500mila contratti di affitto irregolari. Spesso questa situazione è accettata da entrambe le parti: i proprietari evitano di pagare le tasse per la registrazione del contratto oltre quelle per il reddito percepito dalla locazione dell’immobile e gli inquilini in cambio pagano un canone leggermente inferiore a quello che gli verrebbe richiesto in caso di contratto regolare. Ma le cose potrebbero cambiare proprio grazie alle denunce degli inquilini. La lotta agli affitti in nero riguarda non solo le abitazioni, ma anche case vacanza e singole stanze date agli studenti che scelgono di frequentare un’Università lontana rispetto alla propria residenza e alla casa familiare. In Toscana su un totale di 115.000 iscritti circa 33.000 sono studenti non residenti ( Fonte MIUR). Tra questi 33.000 circa 11.000 sono studenti titolari di borsa di studio. Sono 8.227 i borsisti fuori sede di cui solo la metà (4.100) riesce a fruire del posto alloggio messo a disposizione dall’ARDSU. L’impegno dei Giovani Democratici nella difesa del Diritto allo Studio Universitario sancito dalla Costituzione non può limitarsi soltanto agli studenti svantaggiati ma deve riguardare l’intera categoria. La campagna di sensibilizzazione sulla cedolare secca ha l’intento di fornire a tutti coloro che hanno un affitto in nero tutte le informazioni e l’assistenza tecnica necessaria per denunciare la loro situazione ed accedere a un contratto regolare di affitto a prezzi bassissimi ( fino al 90% di sconto). Dal 6 giugno (termine ultimo per i proprietari per regolarizzare i contratti al nero) migliaia di giovani (studenti e non ) hanno uno strumento concreto per uscire dall’illegalità e costringere i proprietari di casa a regolarizzare i contratti e a dichiarare i redditi provenienti dalle locazioni, pena pesanti sanzioni amministrative e l’obbligo di stipulare contratti di durata fino a 8 anni a un canone mensile inferiore fino a dieci volte rispetto a quello praticato. In particolare il nuovo regime fiscale della cedolare secca si presenta particolarmente vantaggioso sotto un duplice profilo: – innanzitutto per tutti coloro che hanno un patrimonio immobiliare locato e che potranno optare per una minore tassazione, ma lo stesso varrà per tutti coloro che hanno una seconda casa e vorranno affittarla percependo canoni detassati ed agevolati fiscalmente. – ma soprattutto viene rafforzato l’intento di combattere l’evasione fiscale nel mercato immobiliare delle locazioni, utilizzando come leva per far uscire dal sommerso da una parte (quella del locatore) un abbattimento del carico fiscale in capo a colui che affitta l’immobile, e dall’altra ( quella del conduttore) l’allettante prospettiva, per gli inquilini che denuncino il proprietario di casa, di ottenere la riduzione del canone anche fino al 90% per 4 anni + 4. Un istituto del genere, se pubblicizzato su ampia scala, avrebbe un’efficacia deterrente molto importante contro il fenomeno degli affitti in nero. L’esigenza di avviare questa campagna di sensibilizzazione si pone in continuità con il lavoro svolto finora dal Coordinamento Gd sull’Università in tema di Diritto allo Studio Universitario e rappresenta l’intento di valorizzare i Giovani democratici quali soggetti in grado di recepire le istanze provenienti dagli studenti, dar loro voce e tutela.
26 settembre 2011
Si rafforza a Siena la presenza di Generazione democratica con l’apertura in via di Città 101 del circolo intitolato a “Pier Paolo Pasolini”. L’inaugurazione del nuovo spazio politico dell’associazione giovanile del Partito democratico si è svolta ieri, venerdì 23 settembre, alla presenza del segretario dell’unione comunale del Pd Giulio Carli, che ha augurato buon lavoro ai numerosi giovani presenti e dei segretari provinciale e regionale di Gd Andrea Biagianti e Andrea Giorgio. “Si tratta– ha commentato Giuseppe Bonura, segretario comunale dei Generazione democratica e promotore della nuova apertura – di un avvenimento decisivo per la politica giovanile di Siena. Il nuovo circolo, infatti, intitolato a Pier Paolo Pasolini e posto nel cuore del centro storico di Siena andrà a completare l’esempio di buona politica già espresso dalla sezione Giovanni Sartini di Taverne d’Arbia”.
“L’assemblea fondativa– ha continuato Bonura, nel corso del suo intervento di apertura – è un atto importante che fa seguito al progetto politico iniziato nel 2011, con lo scopo di costruire un’articolata rete di circoli legati all’unione comunale giovanile senese, che continuerà a mantenere il ruolo di coordinamento generale. Dopo Taverne, infatti, oggi i giovani senesi avranno a disposizione un nuovo spazio di confronto e di ascolto anche dentro le mura. Ci auguriamo, inoltre, che entro quest’anno, si possa completare il quadro riuscendo ad aprire un altro circolo tra Vico Alto e San Miniato, in modo da proseguire un percorso, in parte inedito come questo, che parte dalla convinzione che occorre lavorare in rete per creare una più forte partecipazione territoriale dei giovani cittadini e per trovare, anche all’interno di un quadro di problemi eterogeneo come quello dei vari quartieri, delle soluzioni comuni”.
Nel corso della serata inaugurale Andrea Vignini è stato eletto all’unanimità segretario del nuovo circolo cittadino. Ad affiancarlo nella segreteria ci saranno: Jacopo Dragoni, nominato responsabile organizzazione e comunicazione; Gloria Salvini come tesoriera; Valeria Donato; Lorenzo Rappuoli; Francesco Lo Parco e Giovanni Fineschi. Parlando della nuova sede e del nuovo incarico, il neo-eletto ha spiegato che: “E’ una grande soddisfazione sentire la vicinanza di così tanti ragazzi e ragazze, che lavorano ogni giorno per individuare quelle che dovranno essere le linee guida per costruire il nostro futuro. “Con l’apertura di un nuovo circolo in città – ha concluso Vignini – vogliamo dimostrare che il radicamento sul territorio non significa piazzare le bandierine, ma creare le condizioni giuste affinché le idee di un partito risultino vincenti e vengano condivise dal maggior numero di persone possibile.” Dopo la dichiarazione d’intenti di Andrea Vignini la serata si è conclusa con la presentazione della targa che sarà affissa al portone della sede con dedica all’autore del celebre Ragazzi di vita e con il consueto brindisi di buon auspicio.
26 settembre 2011
UNO, NESSUNO, CENTOMILA PD. Questa è l’accusa che ci viene mossa spesso. Stasera ho voglia di ribadire qualche concetto; quando c’è troppo fumo si rischia se no di perdere l’orientamento.
Il mio PD è quello di chi pensa che fare politica è un valore civile, quello di chi sogna un mondo dove i diritti (alla felicità, al lavoro, alla dignità) siano estesi al maggior numero di persone possibili, è quello delle feste dove i volontari non sono pagati niente ma lavorano la sera quasi le stesse ore che il giorno al lavoro ordinario, è quello di chi dà valore all’altro e alle opinioni diverse, è quello di chi va a vedere Renzi anche se tifa Civati e di chi va ad ascoltare D’Alema anche se tifa Renzi,perchè pensa che un partito non sia una partita (scusate il gioco di parole) di calcio con due squadre in campo e tutti gli altri sulle gradinate, ma che sia elaborazione, fusione, ragionamento, scambio di idee e pensieri, è quello di chi prova a capire, a dialogare, a lavorare per qualcosa che ancora non esiste ma che ha in mente. è quello di chi pensa che se la vita di tutti migliora, migliora anche la propria. il mio pd è il fuoco passionale che vedo negli occhi dei miei compagni di partito tutte le volte che si infuriano per un tema che sta loro a cuore; è quello del mio amico MAO,che ho visto tremare di rabbia per difendere una sua idea di giustizia e di democrazia, è quello dei mio amico MAFFI, cattolico, che difende a spada tratta testamento biologico e coppie di fatto, è infatti il PD di chi pensa che i valori del Vangelo della solidarietà e dell’amore per l’altro siano valori universali (a prescindere poi da fede o anticlericalismo). il mio PD è quello di ZEMI che, nonostante l’età e l’esperienza lunga, ha la voce rotta dalla commozione e della rabbia quando capisce che le idee per cui ha fatto volontariato una vita sono considerate da alcuni appendici di cui fare a meno. Il mio PD è quello di BUDI che non si arrabbia mai, ma che quanto raggiunge il limite del tollerabile sbotta. Il mio PD è che quando ti guardo in faccia non ho niente da nascondere. Il mio PD è compromesso senza svendita. Il mio PD è quello di chi ha voglia di romanticismo in una sera in cui di romantico non c’è stato proprio niente, è quello di chi è attaccatto alla realtà tanto quanto ai sogni, perché crede intimamente che un cambiamento sia possibile. Questo è il mio PD e me lo tengo stretto perché so quanto vale.
Elisa Tozzetti
26 settembre 2011
Firmare per cambiare, per ridare spazio, parola e voce ai cittadini. Firmare per stappare un Parlamento di nominati che non ne vuol sapere di rimettersi al giudizio degli elettori.
Restano 20 giorni, diamoci da fare!
La legge elettorale è causa di un’emergenza rappresentativa forte e stridente nel nostro Paese. Se non si risolverà la questione della rappresentanza, la questione elettorale, non si risolverà la crisi della politica, che è, in Italia, soprattutto la crisi dei Partiti.
Per questo diciamo chiaramente che firmeremo per il referendum abrogativo del Porcellum, una legge dannosa per la rappresentanza e la democrazia, che elimina il rapporto tra eletti ed elettori, rende i partiti i luoghi della burocrazia e delle correnti.
Chiederemo ai nostri iscritti di firmare, diamo la disponibilità sui territori a partecipare alla raccolta delle firme come volontari ai gazebo, ospiteremo i banchetti alle nostre iniziative. Insomma, ci saremo, con il rispetto dei ruoli che serve per non far confusione tra gli strumenti della democrazia.
Non spetta ai partiti promuovere i referendum, altrimenti si dimentica il principio costituzionale secondo cui la democrazia è insieme, ma in modo distinto, partecipativa (Partiti), rappresentativa (Parlamento) e diretta (gruppi di cittadini promotori tramite raccolta di firme di petizioni popolari, referendum abrogrativi e leggi di iniziativa popolare).
Crediamo che questa distinzione debba essere rispettata, altrimenti, come diceva Michele Ainis sulle colonne del Corriere della Sera: “I tre strumenti di democrazia diretta previsti dalla Costituzione [...] sono ormai stati confiscati dai signori di partito, che li usano per cavalcare i nostri umori, i nostri malumori”.
Siamo in una situazione di emergenza democratica, davanti ad un parlamento che non è più maggioranza nel Paese e, sapendolo, blocca ogni discussione arroccandosi su sè stesso. Il referenudm puo’ aprire un varco nella paralisi parlamentare, provare a reinnescare i meccanismi virtuosi della politica.
Siamo stanchi di questa Italia, firmiamo perchè si apra ad un futuro migliore.
Per questo chiediamo che si cominci dalla Toscana, praticando e non predicando l’alternativa, pronti a sostenere ogni ipotesi di nuova legge elettorale che anche qui ripristini le preferenze e costruisca un sistema che renda reale la rappresentatività degli eletti.
Per capire meglio contenuti e questioni referendarie può essere molto utile questo link:
http://tv.repubblica.it/politica/la-scheda-cosa-cambia-senza-il-porcellum/75650?video=&ref=HREC2-6
contatta il comitato per sapere dove è il tavolo della raccolta firme più vicino a te:
chiama lo 06.695191 o vai al sito:
http://comitato.referendumelettorale.org/
Vademecum: http://www.gdtoscana.it/archivio-documenti/finish/3-documenti/9-vademecum-aboliamo-il-porcellum
26 settembre 2011
I Giovani democratici e il Partito democratico di San Gimignano sono impegnati nella raccolta firme per il referendum contro la legge elettorale e contestualmente hanno iniziato un volantinaggio per presentare la proposta di riforma della legge elettorale presentata dal Pd in Parlamento. Dopo il mercato di oggi (giovedì 22 settembre) saranno presenti davanti alla Coop sabato mattina (24 settembre) dalle ore 11 alle ore 13.
“È importante opporsi a questa legge con ogni mezzo – spiegano Niccolò Guicciardini, segretario del Pd di San Gimignano, e Sergio Kuzmanovic, segretario dei Giovani democratici della cittadina valdelsana. – L’attuale legge elettorale o ‘porcellum’ è una stortura rinnegata persino da chi l’ha concepita. Togliendo il voto di preferenza ha tolto agli elettori la possibilità di indicare direttamente i proprio candidati preferiti, privando così i territori di quel rapporto diretto con i propri rappresentanti in Parlamento. È importante cancellare il porcellum e poi approvare in parlamento una nuova legge elettorale. Il Partito democratico ha presentato una proposta di legge in linea con i più evoluti sistemi elettorali europei: un sistema misto proporzionale e maggioritario a doppio turno, in grado di tenere insieme le esigenze di governabilità del Paese con la proporzionalità della rappresentanza e il controllo democratico. Una proposta di legge che riavvicina la politica ai cittadini – concludono Guicciardini e Kuzmanovic – che il Pd presenterà con una mobilitazione non solo a San Gimignano ma in tutti i comuni della provincia di Siena”.
26 settembre 2011
“Il Partito democratico di Siena appoggerà il referendum per l’abolizione dell’attuale legge elettorale”. Elisa Meloni, segretario del Pd provinciale, ha firmato per il referendum abrogativo annunciando l’impegno dei democratici a sostegno dei comitati promotori per il ‘rush’ finale: c’è tempo infatti fino a domenica 25 settembre per mettere insieme le 500mila firme necessarie. “Chiediamo ai nostri iscritti, ai circoli e agli elettori del Pd – prosegue Meloni – di sostenere i comitati referendari impegnati negli ultimi giorni di raccolta firme per abolire l’attuale legge elettorale. Una legge-vergogna che lo stesso autore, il ministro Calderoli, definì ‘una porcata’ nel marzo 2006 e che ad oggi è in vigore nel nostro Paese col nome di ‘porcellum’. Una legge fortemente voluta da Berlusconi, che ha strappato ai cittadini la possibilità di esprimere la propria preferenza fra i candidati, affidando di fatto l’elezione dei parlamentari alle scelte e alle graduatorie stabilite dai partiti e privando territori e cittadini della possibilità di poter scegliere direttamente chi li rappresenta. Una stortura da correggere, così come è da eliminare il premio di maggioranza per la coalizione, che costituisce un vero e proprio ‘unicum’ nel panorama europeo”.
“Le leggi elettorali si fanno in Parlamento e cercando la più ampia convergenza e condivisione possibile – continua Meloni. – Ho seri dubbi che l’attuale maggioranza, nelle condizioni in cui si trova, sia in grado di assumersi la responsabilità di proporre una nuova legge elettorale, che peraltro sarebbe necessaria e urgente anche per riaffermare la credibilità del sistema politico italiano, prima di tutto nei confronti degli italiani ma anche degli osservatori internazionali e dei mercati. Il Pd ha presentato in Parlamento una proposta di riforma che combina candidature di collegio e candidature di partito, con l’obiettivo di coniugare al meglio proporzionalità della rappresentanza e controllo democratico, per garantire la governabilità sull’esempio delle democrazie occidentali più evolute. È un sistema misto di proporzionale e maggioritario a doppio turno che per la prima volta introduce la parità di genere nel meccanismo elettorale, ovvero candidati metà donne e metà uomini, alternati in graduatoria. Questa è la legge elettorale che vogliamo e su cui siamo pronti a confrontarci in Parlamento. Ma se non vogliamo andare a votare anche alle prossime elezioni con il ‘porcellum’, e in attesa di una discussione nelle sedi opportune, intanto non possiamo far altro che sostenere il referendum abrogativo. Il referendum non ci consegnerà una nuova legge, ma si limiterà ad abrogare quella attuale. Tuttavia costringerà il Parlamento a legiferare in materia e darà anche al Governo un segnale chiaro in tal senso. Come Pd provinciale – conclude il segretario democratico – ci impegniamo, già dai prossimi giorni, a presentare la nostra proposta di riforma elettorale ai cittadini, nell’ambito della mobilitazione sulla contro-manovra del Pd, con volantinaggi ed iniziative in tutti i comuni del territorio”.