5 ottobre 2011
“Se si prendono le nostre scuole vanno presi a manganellate. E’ legittima difesa da parte della comunità, da parte dello Stato: la scuola l’abbiamo pagata tutti, l’hanno pagata i nostri padri con le loro tasse, con il loro lavoro, e non può essere occupata e strumentalizzata politicamente. Tirate fuori i manganelli carabinieri, che ve li abbiamo pagati! Il popolo è con voi, non quello che urla nella piazze, ma quello che fatica, lavora, e infatti, poi, non vota a sinistra.”
(Lorenzo Gasperini – Consigliere comunale Pdl a Cecina. Il Tirreno, 29-09-2011) .
Riassunto breve: un illuminato consigliere del Pdl incita le forze dell’ordine ad usare violenza per impedire le manifestazioni e le occupazione studentesche.
Ora, non è tanto il becero linguaggio repressivo in stile fascista a stupirmi. Esponenti ben più importanti di questo scapestrato esponente Pdl della provincia livornese, hanno spesso fatto di peggio e con maggiore eco. Dalle frasi razziste di qualche ministro, alle passeggiate con suini a guinzaglio su terreni destinati al culto; dal vilipendio costante alla bandiera tipico del leghismo, ai calci ai giornalisti di La Russa. C’è persino chi, nel corso della storia recente, ha pure consigliato alla guardia costiera di sparare sui barconi già bucherellati di profughi in fuga dalla fame e dalla guerra. E poi parolacce, minacce…. ne abbiamo viste talmente tante che quasi subentra l’abitudine.
A lasciare esterrefatti è la distanza di questi esaltati con la società, anche con quella parte che dovrebbero rappresentare.
Che la scuola pubblica si sia impoverita dopo la cura Tremoti-Gelmini, non v’è alcun dubbio, non credo ne abbiano intimamente neppure i berlusconiani più convinti.
Per dimostrare che il ministro Gelmini non è all’altezza del proprio ruolo, non servono disquisizioni sulle autostrade di neutrini, basta guardare a com’era la scuola di qualche anno fa e a come è adesso. Anche chi non è operatore o fruitore della scuola se ne può facilmente accorgere. Basta guardare a che fine hanno fatto il tempo pieno e le compresenze, le borse di studio per gli universitari. Basta guardare a quanto è stato stanziato per l’edilizia scolastica, a quanto sono aumentate le tasse per scuola e università pubblica.
La scuola che vivono i ragazzi che quest’anno protesteranno, è una scuola impoverita: con meno ore, meno indirizzi, meno insegnanti, meno laboratori, con classi iperaffollate dove si apprende poco e male. E’ una scuola dove insegnano tantissimi precari e dove chi va in pensione non è sostituito ma lascia il vuoto. Una scuola terribilmente vecchia nell’insegnamento e nelle strutture.
E’ talmente sotto gli occhi di tutti che i ragazzi non saranno soli nella protesta. Dalla loro quest’anno avranno anche i loro insegnanti, i loro genitori e gran parte della società (si, proprio quella che lavora e che paga i manganelli alle forze dell’ordine). E avranno dalla loro anche quegli stessi Carabinieri che invocava il signor Gasperini. Non voleranno manganellate, perché nessun carabiniere picchierebbe il proprio figlio, perché è dei loro figli che si sta parlando.
Il popolo non è con Lei, consigliere, né è con i manganellatori, il popolo è con i propri figli, ai quali state rubando il futuro. Lei è distante dalla società, abbandoni la tracotanza di chi si sente onnipotente perché fortunatamente di popolo che lotta per una scuola migliore e che vota a sinistra ce n’è e ci sarà sempre.
Mi permetto poi un suggerimento amichevole al Pdl di Cecina: di fare con il Consigliere Gasperini quello che ha fatto l’Inter con il più famoso omonimo: “esoneratelo”, perché non vi fa che danno.
26 settembre 2011
“Le risposte che il presente ci chiede non possono essere solo di superficie ma devono segnare questa epoca. Cerchiamo di dare insieme contenuti di profondità perché le prospettive del tema d’epoca che la crisi ci pone non sono ancora chiare”. Così il segretario Pier Luigi Bersani ha introdotto la sua relazione alla Scuola di Formazione del PD dal titolo “Democrazia e crescita”.
Per il leader democratico “la domanda di fondo da porci è se e come una democrazia rappresentativa possa indirizzare i processi di crescita nell’epoca della globalizzazione galoppante”. C’è una difficoltà per la politica nel controllo dei fenomeni, qualcosa che si ripresenta da tanto tempo e che la politica non è all’altezza di comprendere.
“La crisi economica – ha continuato Bersani – è frutto delle risposte sbagliate date dalla politica. Questo meccanismo è stato estremizzato dalla finanza con la costruzione di un enorme castello di carta. La panna dei guadagni è arrivata a proporzioni cosmiche, sorretta dall’idea che la macchina fosse perfetta e che non dovesse tener conto di nulla. Tanta gente ci ha guadagnato e ancora ci guadagna. Quindi con l’esplosione della bolla è scoppiata la crisi e il conseguente trasferimento del debito privato su quello pubblico. Oggi non c’è una governance attrezzata a dire alla finanza vuoi pagare un pezzo di quello che hai prodotto, senza scaricare tutto quel debito sul welfare e occupazione? E di esempi in cui sarebbe necessaria una governance ce sono tanti, a partire dalle politiche per l’ambiente, sui fenomeni di migrazione. La percezione delle potenzialità della democrazia è al ribasso”.
“La scala per affrontare il problema – ha proseguito Bersani – è l’Europa, il più grande mercato e il più ricco al mondo! L’Europa ha tutti gli indicatori per essere il numero uno ma non esprime tutte le sue potenzialità perché soggetta a profonda entropia democratica. Ha disperso anche quello che aveva acquisito con l’arrivo dell’euro”
“Ma perché tutto questo?” si è domandato Bersani. “La destre hanno interpretato la globalizzazione in difesa facendo la sua fortuna. Non governando il nuovo si sono arroccate in difesa favorendo le politiche locali, corporative, nazionali. Insomma difese (per altro impotenti) basate sulla paura e la protezione! In Italia abbiamo avuto una ricetta anticipatrice: la ripiegatura populista della destra”.
“Berlusconi è una matrioska che ha in sé tutte le politiche vincenti al mondo: l’anti-stato, l’anti-fisco, il deregolativo; insieme alla Lega ha creato il messaggio di ripiegatura populista con l’aggiunta di modelli comunicativi molto forti legati alla paura; la sua fortuna è stata creata sul suo personaggio, il suo linguaggio e il suo conflitto d’interessi. Tre elementi che insieme hanno fatto dell’Italia un fenomeno particolare ma che non sono sconosciuti nel resto dell’Europa. In Finlandia un partito di stampo leghista ha preso il 19%!”
“Ma la nostra peculiarità è stata quella di avere tutti i populismi al governo! Abbiamo sperimentato e possiamo dire all’Europa che questo tipo di modello di risposta semplificato di governare i problemi non funziona. Quando ci saremo liberati da Berlusconi, quale democrazia dovremmo dare all’Italia? Noi abbiamo osato, gli unici a chiamarci partito, alludendo ad una democrazia rappresentativa, con meccanismi dove incanalare una volontà collettiva. La gente chiederà dove ci portate? E non possiamo rispondere semplicemente: dimmi tu! Nessun meccanismo che favoreggi solo risposte a breve. Servono misure che abbiano durata, investire nel consenso di oggi per fornire misure che possano durare domani. L’opposto del populismo di Berlusconi che non è in grado di decidere e su cui molti conformisti si sono appoggiati. E questi conformisti si svegliano soltanto adesso! Pensavano di non pagare dazio dalla crisi: un egoismo sociale che ha fatto molto male. E tutta questa confusione ha generato il suo opposto: l’antipolitica. Ma come siamo arrivati a questo punto? La risposta è semplice: sono quindici anni che non si fanno riforme e non si cambia niente!”
“C’è un avvitamento della crisi economica e sociale” ha concluso Bersani. “Possono partire fenomeni incontrollati di opinione che non si sa da dove partono e dove arrivano. Il PD non può finire nel mucchio, dobbiamo essere molto combattivi e con un linguaggio diretto: (citando il caso Milanese) adesso e per sempre, nessun deputato è diverso da nessun cittadino. Per questo il 5 novembre la manifestazione che faremo a Roma è in nome del popolo italiano. Parleremo non tanto da opposizione ma da italiani! La gente venga a Roma, per favore, in nome del popolo italiano. Noi non siamo semplicemente l’opposizione, noi vorremmo interpretare un’esigenza di riscossa per la ricostruzione di questo Paese. E staremo larghi, cercheremo di chiamare tutti, in nome del popolo italiano, e di rimettere questo Paese all’altezza della sua dignità”.
“Il nostro progetto per l’Italia ha l’ambizione di una sfida di sistema: il PD si pone non solo l’obiettivo di cambiare il governo ma di aprire una fase costituente con le parole d’ordine ricostruzione e credibilità delle istituzioni rappresentative. Riconciliare la democrazia e il sociale con equità. Per fare questo serve il PD dentro la realtà e che non si faccia trascinare nel movimento di sfiducia e di demagogia. Un messaggio riformatore che sappia mettere assieme il tema economico e quello sociale e porre al suo fulcro il lavoro. La bandiera del PD è il lavoro per le nuove generazioni. Cosa pensa un operaio dell’Irisbus del problema delle intercettazioni del premier? Basta parlare di Berlusconi e dei suoi problemi, risolviamo quelli delle persone”.
22 settembre 2011
20 settembre 2011
II Assemblea nazionale RUN – Rete Universitaria Nazionale
Venerdì 30 settembre, Dipartimento di Fisica – vecchio edificio
10.00/13.00 Assemblea pleanaria
13.30 Pausa pranzo
15.00 Gruppi di lavoro
•Welfare e diritti di cittadinanza studentesca, coordina Roberto Angelini – Università Roma La Sapienza
•Statuti e autogoverno dell’Università, coordina Alberto Giusti – Università degli studi di Firenze
•Conoscenza e Lavoro, coordina Rebecca Ghio – Università degli studi di Torino
•Rappresentanze a confronto: studenti e parlamentari per l’Università, coordina Federica Assanti – Università degli Studi Roma Tre
20.00 Cena
21.30 concerto al pratone della città universitaria
Sabato 1 ottobre, Facoltà di Lettere e Filosofia
09.30/13.00 assemblea plenaria conclusiva
Presentazione documento finale dei gruppi
13.30 pranzo
15 settembre 2011
Dal 22 al 25 settembre ritorna l’appuntamento annuale della Scuola politica di Cortona organizzata dal Dipartimento nazionale di formazione del Partito Democratico.
La centralità della cultura democratica unisce tutte le precedenti edizioni della Scuola politica di Cortona.
Una cultura democratica, che è la vocazione del PD e la lente attraverso la quale intendiamo leggere i cambiamenti epocali del nostro tempo.
Nel 2008 con ” Globale-Locale” si e’ ragionato di globalizzazione e localismi, nel tentativo di capire le logiche di una economia senza confini a cui si affianca, in misura crescente, l’esigenza di una più forte tutela delle culture locali.
Abbiamo riaffermato la necessità nel 2009 con ” Cultura Democratica” di tutelare i valori fondanti della democrazia, nella loro inossidabile attualità come guida dei processi di modernizzazione economica e sociale in atto.
Sempre tenendo al centro la nostra cultura democratica, si e’ affrontato nel 2010 con “Democrazia Lavoro” il tema del lavoro oggi in tutte le sue nuove varianti attraverso un esperimento di democrazia partecipativa.
La IV edizione 2011 della Scuola politica di Cortona è dedicata a “Democrazia e Crescita“.
Due temi che, come dimostrano i rivolgimenti internazionali in corso, devono essere affrontati congiuntamente, e declinati secondo quel legame inscindibile che unisce fra loro sviluppo ed equità, crescita e tutele.
Tre sessionidi lavoro:
- Introduzione generale al tema. Non solo guardando all’interno del nostro paese ma anche allo scenario internazionale, e ribadendo il binomio tra la centralità della democrazia in ogni processo di sviluppo economico equilibrato e la necessità della crescita per una “democrazia sostenibile”.
- Mercato e Democrazia. La complementarietà tra mercato e democrazia va ribadita e rafforzata sia sotto il profilo del legame tra efficienza economica ed equità sociale sia in termini di democrazia partecipativa nella elaborazione di un nuovo modello di crescita compatibile con le risorse disponibili e la tutela delle future generazioni. Entreremo nel vivo del tema, attualissimo alla luce della gravissima crisi economica che stiamo vivendo, della ridefinizione dei compiti dello Stato e del mercato e di nuovi confini tra libertà economiche e diritti nell’ottica di un equilibrato “governo” dell’economia e della società.
- Sostenibilita’ del Welfare. Dedicheremo spazio a questo tema perche’ intimamente connesso all’impostazione stessa delle politiche di Crescita e per riflettere su un nuovo modello di Welfare, compatibile con i principi della sostenibilità finanziaria e l’imperativo della solidarietà sociale. Con l’obiettivo di far emergere proposte per una migliore coesione economica e sociale europea.
La Scuola politica di Cortona si aprirà nel pomeriggio del 22 settembre per concludersi il 25 settembre. Parteciperanno, fra gli altri, William White, Philippe Aghion, Daniel Innerarity, Bill Emmont, Stefano Fassina, Paolo Guerrieri e Claudio De Vincenti. Con le conclusioni di Pier Luigi Bersani.
Per motivi legati alle tematiche scelte e alla metodologia seguita il numero delle iscrizioni alla IV edizione della Scuola politica di Cortona è limitato a duecento partecipanti.
15 settembre 2011
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“CUORE DELLE CITTA’” – Festa Nazionale Giovani Democratici a Roma
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Dal 14 al 18 settembre si svolgerà a Roma la Festa Nazionale dei Giovani Democratici “CUORE DELLE CITTA’”. Si svolgerà presso il campo di calcio “XXV Aprile”, Via Feronia (Zona Pietralata – Metro Monti Tiburtini).
Tutte le sere ristorante, pub, dibattiti e concerti. PROGRAMMA … Gruppi di lavoro pomeridiani (ore 18.00) Giovedi 15: IMMIGRAZIONE E DIRITTO ALLO SPORT: Tavola rotonda a cura del Forum Immigrazione Roma e dei Giovani Democratici Roma. Lo sport come strumento di integrazione, lo sport come diritto. Ne discuteremo con Khalid Chaouki, Forum Immigrazione Pd, Daniela Conti, UISP – Football against racism Europe, Sergio Gaudio, Forum Immigrazione PD Roma, Giulio Gualerzi, Liberi Nantes A.S.D, Andrea Masala, Arci, Alessandro Tappa, Sport senza frontiere, Sheikh.a.k. Hassan, Ass. Favole e favole, Emiliano Boschetto, C.i.a.o Onlus. Venerdi 16: ROMA AREA METROPOLITANA: TRA PROBLEMI E PROSPETTIVE, LA SFIDA DI UNA GENERAZIONE. Seminario di formazione promosso da GD Lazio, GD Roma e GD Provincia di Roma sugli effetti dell’interdipendenza fra Roma e la sua provincia, a partire dai problemi sociali e dalle riforme istituzionali. Si cercherà di analizzare le seguenti tematiche: trasformazioni sociali e demografiche, infrastrutture e trasporti, flussi elettorali, assetto istituzionale. INVITATI: Massimiliano Massimiliani e Emiliano Minnucci, cons.provinciali, Elisa Paris, cons. XX municipio, Alessio Chiavetta, sindaco di Nettuno, Lionello Cosentino, deputato. Sabato 17: PRATICHE DI LEGALITA’ NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI – La legalità vista dall’ottica delle pratiche effettive per contrastare l’infiltrazione. Esperienze d’Italia. Relatori: Francesco Critelli Consigliere Comunale Bologna; Emiliano Sciascia, Consigliere V° municipio Roma; Salvatore Scalzo, Consigliere Comunale Catanzaro; prof. Enzo Ciconte; Rosario Crocetta, europarlamentare PD, già Sindaco di Gela. Sabato 17: SPAZIO CULTURA: Presentazione del libro “Pier Paolo Pasolini raccontato ai ragazzi” di Fulvio Abbate. Saranno presenti Fausto Raciti, segretario nazionale Gd e l’autore del libro. Domenica 18: IL WELFARE CHE VERRA’, seminario di formazione sul modo di ricostruire il welfare state per una nuova sfida riformista. Relatori: Cesare Damiano, deputato, presidente associazione “Lavoro&Welfare” e Michele Reitano, ricercatore presso il Dipartimento di Economia Pubblica dell’Università di ROma “La Sapienza”. Dibattiti: 14 settembre, h 20.30: Pierluigi BERSANI, Segretario Partito Democratico, e Fausto RACITI, Segretario Giovani Democratici. Intervistati da Pietro Spataro, vicedirettore de L’Unità. 15 settembre, h 20.30 – L’IMMIGRAZIONE, UNA RISORSA con Anna FINOCCHIARO, Capogruppo PD Senato, Marco PACCIOTTI, Forum Immigrazione PD, Laura BOLDRINI (UNHCR), Daniele OZZIMO, Consigliere PD Roma, Gianluca DI GIROLAMI, presidente Liberi Nantes A.S.D. 16 settembre, h 20.30 – IL PD AL GOVERNO, LE BUONE AMMINISTRAZIONI con Enrico ROSSI, Presidente Regione Toscana, Esterino MONTINO, Capogruppo PD Regione Lazio, Michele EMILIANO, Sindaco di Bari. 17 settembre, h 20.30 – VERSO GLI STATI GENERALI DELLA CULTURA con Matteo ORFINI, Resp. Cultura e informazione PD, Arnaldo COLASANTI, giornalista RAI e filosofo, Roy PACI, musicista, Igiaba SCEGO, scrittrice – Premio Città di Mondello, Massimo WERTMULLER, attore, Elisa CELLA, artista, Giulio PELONZI – consigliere comunale PD a Roma. 18 settembre, h 20.30 – LE SFIDE DEL PARTITO DEMOCRATICO con Rosy BINDI, Presidente PD e Marco MICCOLI, Segretario PD Roma. Spettacoli 14settembre, h 22.30: MANDRILLOS; 15 settembre, h 22.30: NIDI D’ARAC 16 settembre, h 22.30: CIAO RINO 17 settembre, h 22.30: ROY PACI & ARETUSKA 18 settembre, h 22.30: DARIO VERGASSOLA in “SPARLA CON ME” Il tema della festa è “Cuore delle città”, che altro non sono che le periferie e coloro che vi abitano. Per questo la festa si terrà in un quartiere come Pietralata, storica borgata di Roma frequentata lungamente da Pierpaolo Pasolini negli anni ‘60, e in un campo da calcio simbolico, perché ex-campo dell’Alba Rossa, squadra di calcio popolare nata nel 1968, e adesso campo d’allenamenti dei Liberi Nantes, squadra di rifugiati politici e simbolo di come lo sport possa aiutare l’integrazione. Le periferie sono anche il luogo dove il centrosinistra a Roma, ma anche nelle altre grandi città italiane, ha perso consenso e radicamento negli ultimi anni per far posto al populismo del centrodestra, incentrato sulla retorica della sicurezza e della diffidenza verso gli immigrati. Parlare delle periferie significa affrontare i problemi dell’inclusione sociale, dell’immigrazione, della qualità della vita nelle nostre città, di un tessuto economico e sociale che si è andato frantumando sotto i colpi della crisi economica e di politiche locali dannose. Significa parlare non solo di amministrazione, ma di grandi ideali e di politiche nazionali per le nostre città. E’ una cosa che non riguarda più solo le grandi città, ma tutti i territori, perché ormai i sistemi economico-sociali sono di scala regionale, e, nel nuovo modello di sviluppo policentrico che dobbiamo affermare, il centro e la periferia si intrecciano inesorabilmente in un rapporto di proficua interdipendenza. Insomma, parlare delle periferie vuol dire riaffermare che i Gd e il Pd devono lavorare per includere le fasce più deboli della società in un nuovo patto democratico di diritti e doveri e che il partito è lo strumento indispensabile per radicarsi nei territori e nelle loro contraddizioni. |
12 settembre 2011
L’ultima serata vedrà sfidarsi sul palco dei Giovani Democratici, le band musicali reduci e vincitrici dei vari scontri avvenuti in tutta la Toscana. Parco delle Cascine, Firenze, h 21.30
Band che si contenderanno il podio e i premi a disposizione !
Vi aspettiamo numerosi !!!!
9 settembre 2011
Stiamo vivendo una fase politica molto difficile. Il Governo ha messo a punto l’ennesima manovra iniqua e che non guarda allo sviluppo. Una manovra che avrà ulteriori e pesanti conseguenze sul nostro Paese, a partire dagli enti locali. In una fase economica difficile sul piano internazionale, ci troviamo con un Governo che sta vivendo un lungo tramonto, un tramonto che non fa bene a nessuno. In questo contesto, tra maldestri tentativi di riforma istituzionale e un sentimento di ‘antipolitica’ montante, c’è bisogno di dimostrare giorno per giorno, punto per punto che un’alternativa vera e credibile c’è e si chiama Partito Democratico.
Per questi motivi, oltre che per l’occasione di visitare la Festa Nazionale del Pd, ci sembra importante contribuire a garantire una grande partecipazione popolare al discorso di chiusura del Segretario Nazionale Pierluigi Bersani alla Festa Nazionale a Pesaro.
Stiamo organizzando degli autobus che partiranno la mattina presto del 10 Settembre per rientrare in tarda serata (rientro al termine del discorso di Pierluigi Bersani). Ti chiediamo di farci sapere se sei interessato/a inviandop un’email a generazionedemocraticasi@gmail.com
5 settembre 2011
Noi Giovani Democratici Senesi aderiremo e parteciperemo allo sciopero generale indetto dalla CGIL in data 6 settembre.
La motivazione del nostro appoggio e della partecipazione allo Sciopero generale risiedono nel merito delle rivendicazioni del Sindacato e nella forma dei rapporti tra noi e il Sindacato. Riguardo a quest’ultimo punto diciamo chiaramente che il sindacato non va isolato. Soprattutto in momenti come questo in cui sono in gioco i diritti dei lavoratori.
Il nostro appoggio è anche nel merito dello sciopero. Condividiamo perciò il giudizio di iniquità sulla manovra del Governo italiano e specificamente esprimiamo la nostra ferma contrarietà all’art. 8 della manovra di metà agosto, il quale di fatto elimina l’autonomia della rappresentanza sindacale. L’art. 8 infatti permette di aggirare con la contrattazione aziendale l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, baluardo nella difesa dai licenziamenti senza giusta causa. Inoltre, lo stesso articolo sdogana definitivamente il fenomeno delle partire Iva e della precarizzazione del lavoro come unici mezzi di soluzione e interpretazione di un modello produttivo e industriale.
Noi diciamo invece: Deve essere rispettato l’equilibrio tra contratto nazionale e la contrattazione di secondo livello.
Siamo inoltre contrari all’art.11 della manovra riguardante i tirocini, soprattutto quando dispone che «i tirocini formativi e di orientamento non curriculari non possono avere una durata superiore a sei mesi, proroghe comprese» e che «Possono essere promossi unicamente a favore di neo-diplomati o neo-laureati entro e non oltre dodici mesi dal conseguimento dei relativo titolo di studio». Questa misura, già in vigore, ha di fatto frenato e in alcune zone azzerato il numero di nuove attivazioni di tirocini. Queste disposizini sono contrarie e limitano di fatto le potenzialità del disegno sui tirocini così come scritto e varato dalla Regione Toscana all’interno del Pacchetto Giovani Sì, da noi sostenuto nella fase di elaborazione, approvazione e diffussione. Resta comunque inteso che è la Regione ad avere competenza in materia di tirocini.
Aggiungiamo che le proposte della nuova manovra operate tre giorni fa dal Governo portano la posta di bilancio sulla delega di revisione dell’assistenza ad un risparmio di 16 miliardi di euro. E’ evidente che il Governo non è sicuro di poter risparmiare interamente i 16 miliardi di euro dell’assistenza, resta infatti incombente l’aumento IVA (sino al 22%), seppur non ancora inserito all’interno della manovra di stabilizzazione finanziaria come presentata ieri.
Infine, l’ultima manovra di stabilizzazione elimina la possibilità del contributo di solidarietà, non prende in considerazione l’ipotesi di una patrimoniale e demanda tutto il saldo dell’operazione alla riduzione delle misure di vantaggio fiscale alle società cooperative; alla soppressione delle Province (ma con ddl costituzionale); al dimezzamento dei parlamentari (ma con ddl costituzionale); a nuove misure fiscali per eliminare l’abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive (mentre i grandi evasori hanno sanato la propria posizione già da tempo con lo scudo fiscale tassato solo al 5%. Quanto denaro di provenienza illecita è stato così ripulito e prontamente riciclato?). L’entità della manovra era stata calcolata dal Ministro Tremonti con una previsione della crescita del Pil all’1%, ma appena tre giorni fa il Fondo Monetario internazionale ha rivisto le stime di crescita del Pil italiano, riducendole allo 0.8%. Infine, la manovra punta sul 70% di nuove entrate per lo Stato di cui una parte non calcolabili automaticamente (quelle ad esempio ascrivibili alla lotta all’evasione, a cui col passare delle ore vorrebbe vincolarsi l’invariabilità dell’entità della manovra, ma non appare una voce passibile di verifica e di esatta garanzia), resta dunque il reale dubbio che i saldi della manovra non saranno invariati. Lo stesso dubbio è stato palesato anche dalla Ragioneria dello Stato. Anche la Corte dei Conti nell’audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato ha espresso perplessità, soprattutto sui tagli di spesa, giudicandoli “non sufficientemente selettivi”.
L’invariabilità dei saldi era ed è la garanzia che l’Unione europea chiedeva all’Italia per gli interventi sui titoli di Stato italiani oggetto di speculazione finanziaria.
Noi Giovani Democratici parteciperemo allo Sciopero generale anche con la convinzione che il nostro ruolo non si limita alla difesa dei diritti dei lavoratori. Esso deve riguardare anche la difesa del diritto al lavoro, dei giovani precari e dei giovani disoccupati. Il nostro ruolo è quello di immaginare, proporre e perseguire le riforme strutturali per la crescita del Paese, cose su cui la manovra del Governo non dice nulla. Il nostro Paese ha bisogno di una seria disciplina di bilancio, di una vera e profonda riforma del mercato del lavoro e di un’azione complessiva che riguardi il mondo della scuola e dell’università.
Non ci rassegneremo passivamente alle conseguenze della crisi sociale ed economica, non permetteremo che l’iniquità delle manovre governative si traduca nella profonda lacerazione e solitudine sociale che vediamo velocemente manifestarsi nel Paese.
Andrea Biagianti (Segretario provinciale Giovani Democratici Siena)
Giuseppe Bonura (Segretario comunale Gd Siena – Responsabile regionale Lavoro e Welfare Gd Toscana)
23 agosto 2011
MARTEDì 23AGOSTO ORE 21
***Trecento milioni di buone ragioni per scommettere sui giovani toscani***
Giovani Sì: la Regione Toscana investe nelle giovani generazioni
Con
Con Gianfranco Simoncini, assessore regionale lavoro e formazione
Marco Spinelli, consigliere regionale Pd
Claudio Guggiari, segretario generale Cgil di Siena
Andrea Giorgio, segretario regionale Generazione Democratica
Andrea Biagianti, segretario provinciale Generazione Democratica
Coordina Laura Mannucci, responsabile provinciale politiche giovanili Pd